Segretario Palmacci, lei solleva la questione della Radiologia notturna al “Fiorini”. Di cosa si tratta esattamente?
C’è una questione che riguarda l’Ospedale “A. Fiorini” di Terracina che non può essere liquidata con formule burocratiche, rassicurazioni generiche o con il semplice dato che una TAC sia presente in ospedale. Il nostro ospedale è sede di Pronto Soccorso e, nell’ambito della rete regionale del trauma, è individuato come Pronto Soccorso Traumatologico. Per questo motivo, l’organizzazione del servizio di Radiologia nelle ore notturne rappresenta un aspetto strettamente connesso alla gestione dell’emergenza.
Perché non basta sapere che la TAC è presente in ospedale?
Quando arriva un paziente con un trauma importante o con un sospetto ictus, non basta sapere che la TAC c’è. Bisogna sapere chi interpreta le immagini, in quanto tempo viene prodotto il referto, come viene attivato lo specialista, quali protocolli vengono applicati e quanto tempo passa dall’arrivo del paziente alla decisione terapeutica o all’eventuale trasferimento verso Formia o Latina. L’ASL Latina deve chiarire come funziona questo percorso.
Cosa chiedete concretamente all’ASL?
Se la radiologia notturna è organizzata per garantire pienamente l’emergenza, lo si documenti. Se viene utilizzata la telerefertazione, si spieghi come funziona e quali tempi di risposta sono garantiti. Se il radiologo è reperibile durante la notte, si chiarisca con quali modalità. Se esistono protocolli specifici per trauma e ictus, siano resi conoscibili. E soprattutto vengano comunicati i tempi effettivi di risposta e di trasferimento dei pazienti tempo-dipendenti.
State chiedendo che il Fiorini diventi un centro di livello superiore?
Assolutamente no. Il trasferimento verso un centro di livello superiore, come Formia o Latina, può naturalmente rientrare nella logica della rete del trauma. Ma proprio per questo è fondamentale che il percorso che precede il trasferimento sia adeguatamente organizzato e funzioni anche alle due, alle tre o alle quattro del mattino. Non stiamo chiedendo che il Fiorini diventi ciò che non è, non stiamo chiedendo di sostituire i centri di riferimento. Stiamo chiedendo che il presidio sia messo nelle condizioni di svolgere pienamente il ruolo che la rete regionale gli assegna.
Quali dati chiedete che vengano resi pubblici?
Chiediamo all’ASL Latina di rendere pubblici, con dati, procedure e tempi verificabili: come viene garantita l’emergenza radiologica notturna al Fiorini; quali sono i tempi di refertazione delle TAC urgenti; come viene gestito il sospetto ictus; quali protocolli vengono applicati nei casi di trauma; secondo quali criteri e in quali tempi viene disposto il trasferimento; quanti trasferimenti per trauma e ictus sono avvenuti nelle ore notturne e per quali motivazioni.
Chiedere trasparenza significa attaccare la sanità pubblica?
No, chiedere trasparenza non significa attaccare la sanità, ma significa chiedere chiarezza su un percorso che riguarda pazienti per i quali ogni minuto può essere determinante.
E il Comune di Terracina, che ruolo dovrebbe avere in questa vicenda?
Lo stesso Comune deve chiedere alla ASL, deve verificare, deve pretendere risposte. Non può limitarsi a osservare silente e dedicarsi alla partecipazione alle inaugurazioni quando arriva un macchinario o nuovi ipotetici servizi.
Un messaggio finale?
Ricordiamolo ancora una volta: nel trauma e nell’ictus il tempo non è un dettaglio organizzativo. Il tempo è parte della cura. E su questo non servono rassicurazioni. Servono risposte da parte della ASL, e servono adesso. (everardo longarini)
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