venerdì 25 Settembre 2026,

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Notizie di Roma&Lazio

scritto da Redazione
Notizie di Roma&Lazio

Presentata interrogazione al Sindaco

“Fare piena luce sulle segnalazioni relative a episodi di contaminazione con acqua del carburante destinato ai bus Atac”. Lo chiede in una nota il capogruppo della Lega capitolina Fabrizio Santori, che ha presentato un’interrogazione al Sindaco e all’assessore competente per chiarire la vicenda. “L’ultimo caso è stato segnalato nella rimessa di Tor Sapienza, dopo episodi analoghi a Portonaccio e, prima di agosto, a Grottarossa, dove sarebbero state coinvolte circa 150 vetture. Danni, mezzi fermi, corse saltate, frequenze ridotte, maggiore attesa alle fermate, ritardi e disagi che ricadono sui cittadini, peggiorando ulteriormente un trasporto pubblico già insufficiente”, rincara il leghista. “Chiediamo al sindaco Gualtieri di sapere cosa è accaduto, quanti sono esattamente i mezzi coinvolti, quantificare tutti i danni, le ripercussioni sul servizio, chiarire l’origine della contaminazione, indicare il fornitore e le forniture interessate. E qualora emergano responsabilità esterne, chi pagherà? Atac dica se ha attivato contestazioni, richieste di risarcimento e denunciato i fatti alle autorità competenti. Stop all’ennesimo fallimento gestionale scaricato sui romani”, conclude.

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UGL TLC, massacro occupazionale nei Contact Center: Ora basta!

 

UGL Telecomunicazioni rilancia con forza l’allarme: ai 350 licenziamenti già preannunciati da CallMat di Matera si aggiungono oggi nuovi e pesantissimi esuberi nel settore, in un’emergenza occupazionale che sta assumendo proporzioni sempre più drammatiche.

 

System House annuncia 525 esuberi. Il Governo convochi subito un tavolo di crisi interministeriale.

Il settore del CRM/BPO è sotto un attacco senza precedenti e la misura è colma.
L’ennesimo drammatico verdetto arriva dall’informativa ricevuta il 18 settembre 2026 dalla società System House S.r.l., che ha preannunciato 525 esuberi a livello nazionale (500 operatori e 25 addetti alle funzioni di staff/indiretti). Un colpo durissimo che devasta ed impatta capillarmente sui territori di ben 9 Regioni: Abruzzo, Calabria, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Piemonte, Puglia, Sicilia ed Umbria.

Questa comunicazione si aggiunge a quelle già recapitate, sempre in tema di esuberi, da parte di Konecta Italia di qualche giorno fa, esattamente 600 FTE con funzioni operative e 70 FTE con funzioni indirette di Staff a livello Italia, nonché ai preannunciati 350 licenziamenti da parte della CallMat di Matera. Senza dimenticare ulteriori vertenze aperte e a rischio occupazione come quella di Konecta R in Calabria!

L’ennesimo annuncio di esuberi che si inserisce in un quadro di settore oramai devastato e fuori controllo: in una sola settimana le aziende del comparto hanno dichiarato migliaia di esuberi su scala nazionale. A questi si aggiungono le segnalazioni di drastici cali di volumi provenienti da diverse aziende, per le quali prevediamo lo stesso epilogo.

System House, al pari delle altre realtà coinvolte, giustifica queste eccedenze adducendo la contrazione dei volumi derivante dall’automazione dei processi e dall’introduzione dei sistemi di Intelligenza Artificiale nell’assistenza clienti.

NOI LO AVEVAMO DETTO IN TEMPI NON SOSPETTI! Già negli anni passati, mentre alcuni acclamavano l’avvento dell’IA con risate e sguardi di sufficienza, supportando la tesi che questa tecnologia avrebbe creato più posti di lavoro di quanti ne sarebbero stati persi o, nella peggiore delle ipotesi, avrebbe mantenuto un saldo occupazionale in equilibrio, UGL Telecomunicazioni aveva lanciato l’allarme sui rischi di un’automazione selvaggia e senza un codice etico da rispettare.

Oggi vediamo le conseguenze di una totale assenza di regole e norme per governare la trasformazione digitale: l’impatto dell’IA si sta scaricando unicamente su occupazione e salari, andandosi a sommare alle piaghe storiche delle delocalizzazioni all’estero, delle gare al massimo ribasso e dei tentativi, sempre più massivi, di aggirare la clausola sociale.

Di fronte a questo scenario registriamo l’assordante silenzio delle Istituzioni e di tutto il mondo Politico, l’incapacità e la mancata tempestività nel gestire la transizione tecnologica.

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COLOSSEO, BARBERA (PRC): “ANDREA MUORE A 22 ANNI E IL MONUMENTO CONTINUA AD ACCOGLIERE TURISTI. È QUESTA L’IDEA DI LAVORO CHE ABBIAMO COSTRUITO?”
“Andrea Moretti aveva 22 anni, lavorava di notte, in quota, per un’impresa impegnata nei lavori al Colosseo. È precipitato per circa dieci metri ed è morto. E poche ore dopo, mentre il suo corpo era stato appena portato via, il monumento più famoso d’Italia continuava ad accogliere visitatori.
Credo che questa immagine dica molto più di tanti comunicati di cordoglio sul rapporto che il nostro Paese ha costruito con il lavoro: tutto deve continuare a funzionare, produrre, aprire, fatturare. Persino quando un lavoratore è appena morto”.
Lo dichiara Giovanni Barbera, segretario romano di Rifondazione Comunista e membro della Direzione nazionale del partito.
“Solo dopo le proteste dei lavoratori e dei sindacati è arrivata la decisione di chiudere l’intero Colosseo e sospendere i lavori. Una decisione giusta, ma che sarebbe dovuta apparire ovvia dal primo momento.
Adesso c’è un’inchiesta della Procura di Roma per omicidio colposo, al momento contro ignoti. Saranno gli inquirenti a ricostruire la dinamica e ad accertare eventuali responsabilità. Ma c’è una questione politica che esiste indipendentemente dall’esito dell’indagine.
Andrea non lavorava in un cantiere invisibile. Lavorava dentro il Colosseo, in un appalto pubblico, in uno dei luoghi più controllati, conosciuti e visitati del pianeta. Se un ragazzo può morire lavorando lì, lo Stato deve interrogarsi non soltanto su quella notte, ma sul sistema che ha costruito intorno ai propri appalti.
Per questo al Ministero della Cultura chiediamo di rendere pubblica e trasparente l’intera filiera dell’affidamento: chi eseguiva materialmente i lavori, con quali condizioni contrattuali, quali procedure erano previste per il lavoro notturno e in quota e quali controlli erano stati effettuati.
Il modo peggiore per ricordare Andrea sarebbe aggiungere il suo nome alla contabilità delle morti sul lavoro, pronunciare per qualche giorno la parola ‘sicurezza’ e poi riaprire tutto. Un Paese civile non si misura soltanto dalla capacità di proteggere i propri monumenti. Si misura prima di tutto dalla capacità di proteggere le persone che ci lavorano dentro”.

Un Paese civile non si misura soltanto dalla capacità di proteggere i propri monumenti. Si misura prima di tutto dalla capacità di proteggere le persone che ci lavorano dentro”.

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IL MODELLO GIUBILEO UCCIDE!
OPERAIO MUORE  A 22 ANNI LAVORANDO PER UN CANTIERE PUBBLICO AL COLOSSEO.
NON CI SERVONO ZONE ROSSE: L’UNICA SICUREZZA È LA SICUREZZA SOCIALE!

Riceviamo la notizia dell’ennesimo omicidio sul posto di lavoro, la morte di Andrea Moretti, un operaio, un ragazzo di appena 22 anni morto precipitando da un cantiere al Colosseo.
Potere al Popolo esprime tutta la nostra vicinanza alla famiglia e ai suoi cari, ma denuncia con forza le responsabilità dietro questa ennesima morte presso un cantiere pubblico adibito per i lavori di rinnovamento dell’illuminazione del Colosseo.

Il partito sottolinea la concomitanza tra la creazione dell’ennesima zona rossa proprio al Colosseo e l’istituzione da parte del Comune di una commissione speciale per la sicurezza urbana. Provvedimenti che di fatto promuovono ancora una volta una visione della sicurezza fatta solo di polizia e militarizzazione e scollegati da una realtà che ha visto oggi l’ennesimo lavoratore morto sul lavoro.

Gli attivisti dichiarano: “Questa è la dimostrazione plastica di cosa comporta quello che abbiamo nominato ‘Modello Giubileo’. Per cosa è morto Andrea Moretti? Per la messa a valore del centro della città, per l’industria del turismo e per il profitto dei privati che ci speculano sopra. La città non può essere piegata agli interessi degli speculatori facendone ricadere il costo tutto sulle spalle dei lavoratori e degli abitanti della città, in particolar modo dei quartieri popolari. È assolutamente inaccettabile che il prezzo della rendita diventi così caro da portare alla morte di un giovane lavoratore”.

Aggiungono: “Il Governo porta avanti politiche repressive e antidemocratiche in nome della “sicurezza”, andando a colpire proprio chi lotta per un lavoro sicuro e degno e per l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro. Intanto il centrosinistra nelle città che governa segue le stesse identiche politiche. Per noi la vera e unica sicurezza è la sicurezza sociale, che si fa con un lavoro dignitoso, ben retribuito, con la certezza di tornare a casa a fine turno, con diritti e tutele, con investimenti nei quartieri popolari abbandonati e servizi pubblici efficienti”.

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