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Terracina, i piccoli grandi problemi che i cittadini vedono ogni giorno. Dalla ferrovia Terracina-Priverno-Fossanova alla nuova gestione dei rifiuti: segnalare le criticità non è un atto ostile, ma un esercizio di cittadinanza attiva

scritto da Redazione
Terracina, i piccoli grandi problemi che i cittadini vedono ogni giorno.  Dalla ferrovia Terracina-Priverno-Fossanova alla nuova gestione dei rifiuti: segnalare le criticità non è un atto ostile, ma un esercizio di cittadinanza attiva

Chi vive Terracina ogni giorno ne conosce i pregi e le fragilità, quelle piccole e quelle grandi. Portarle all’attenzione pubblica non significa voler male alla città, alla sua amministrazione politica e amministrativa, alle realtà imprenditoriali e a tutte le componenti che formano il tessuto cittadino, dai borghi alle periferie. Al contrario: raccontare i problemi che si trascinano da anni è, a nostro avviso, un dovere verso il territorio e, quale che sia l’opinione del primo cittadino, un atto di democrazia partecipata, persino “rivoluzionario” in un tempo in cui la critica viene spesso scambiata per ostilità.

Una comunità sana, del resto, si misura anche dalla capacità di ascoltare chi segnala un disservizio senza liquidarlo come polemica. Il cittadino che scrive, fotografa, denuncia una buca o un cumulo di rifiuti esercita un controllo sociale diffuso che, se accolto, diventa una risorsa preziosa per chi amministra.

Da questa premessa muovono, in questo ultimo lunedì di settembre, due riflessioni su altrettante questioni che molti residenti hanno potuto constatare di persona.

La ferrovia torna a vivere, ma il cantiere lascia dei rischi.

La prima riguarda una notizia positiva: il tentativo, lodevole, di restituire piena operatività alla linea ferroviaria Terracina-Priverno-Fossanova, ferma da ben quattordici anni a causa di una frana di massi staccatisi dal Monte Cucca. I lavori di ripristino del tratto ammalorato sono cominciati da alcuni giorni e rappresentano un segnale atteso da un territorio che per troppo tempo ha convissuto con un’infrastruttura inutilizzata.

Il recupero della ferrovia ha una valenza che va oltre la singola opera. In un’area dove la mobilità dipende in modo pesante dall’auto privata, con il traffico e l’inquinamento che ne conseguono, una linea su ferro efficiente significa opportunità concrete per pendolari, studenti e lavoratori, e un’alternativa più sostenibile per chi ogni giorno si sposta tra la costa e l’entroterra. È una questione di diritto alla mobilità, oltre che di qualità della vita.

Proprio per questo colpisce il contrasto con quanto accade sul campo. Su uno dei passaggi a livello, precisamente quello che immette sullo stradone La Valle, all’incrocio con via Scifelle, i lavori hanno lasciato sull’attraversamento dei binari una quantità considerevole di brecciolino. Una condizione oggettivamente pericolosa per biciclette, moto, automobili e mezzi pesanti che utilizzano uno dei pochi collegamenti viari all’interno del quartiere Calcatore. A rischiare di più, come sempre, sono i mezzi a due ruote e quindi le persone più esposte: ciclisti, anziani e lavoratori che si muovono in motorino. Un cantiere, per quanto necessario, non può scaricare i propri costi sulla sicurezza dei cittadini.

A ciò si aggiunge un tema collegato: la chiusura a intermittenza dell’ex passaggio a livello. Senza una disciplina del traffico, particolarmente intenso almeno tra le 8 e le 8:30, l’attraversamento si trasforma in una vera Via Crucis per centinaia di utenti, in gran parte residenti del quartiere, diretti a scuola o al lavoro. Sarebbe opportuna una regolazione da parte della Polizia Locale, che eviterebbe code, ritardi e situazioni di potenziale pericolo nelle ore di punta. Rendere fluida la mobilità quotidiana significa anche rispettare il tempo delle persone.

Rifiuti, il banco di prova della nuova gestione.

Il secondo tema è quello della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani, affidati dal primo settembre alla nuova ditta appaltatrice, la Super Eco di Cassino. Un cambio di gestione comporta fisiologicamente una fase di rodaggio, ma alcune zone della città sembrano accusare più di altre difficoltà nel servizio.

Restando nel quartiere Calcatore, la testimonianza è eloquente: nel fine settimana appena trascorso i rifiuti si sono accumulati senza essere ritirati. Questa mattina, invece, è stato prelevato il vetro. Il decoro urbano non è un vezzo estetico: rifiuti abbandonati troppo a lungo per strada significano cattivi odori, rischi igienico-sanitari, immagine deteriorata per una città a forte vocazione turistica e, non da ultimo, un incentivo all’inciviltà di chi, vedendo cassonetti pieni, si sente autorizzato ad abbandonare sacchetti ovunque. Il servizio di raccolta è anche un fattore di coesione sociale: un quartiere trascurato si sente cittadino di serie B.

Per amore di equilibrio, occorre riconoscere anche gli aspetti positivi. Sempre nel quartiere Calcatore, merita un plauso il servizio di pulizia delle strade effettuato con autobotte, visto all’opera anche questa mattina.

Il controllo pubblico, un dovere verso il contribuente.

Ma è proprio qui che si innesta la questione centrale. Un appalto da milioni di euro l’anno non può essere lasciato a se stesso: chi, all’interno del Comune, ha la responsabilità di vigilare sulla commessa deve svolgere fino in fondo il proprio compito, con una collaborazione operosa a vantaggio della collettività. Verificare il rispetto del capitolato, monitorare i calendari di raccolta, applicare le eventuali penali non sono adempimenti burocratici, ma la garanzia che il denaro pubblico si traduca in servizi effettivi.

I cittadini, dal canto loro, la Tari la pagano regolarmente, e hanno il diritto di ottenere in cambio un servizio all’altezza. Non si dica, dunque, al contribuente che il Comune è a corto di personale: la carenza di organico è una questione organizzativa che compete all’ente risolvere, non una giustificazione da opporre a chi adempie ai propri doveri fiscali. Il patto tra amministrazione e cittadini si regge sulla reciprocità: da una parte le tasse (per chi le paga regolarmente), dall’altra servizi efficienti e controlli puntuali.

Segnalare, osservare, raccontare: è così che una città cresce. E Terracina, che merita di essere amministrata con attenzione e vissuta con orgoglio, ha bisogno di entrambe le cose. (everardo longarini)

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