lunedì 28 Settembre 2026,

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Ferrovia Priverno-Terracina, Azione: “Meno proclami, più controllo. Il treno si festeggia quando parte”

scritto da Redazione
Ferrovia Priverno-Terracina, Azione: “Meno proclami, più controllo. Il treno si festeggia quando parte”

Il segretario cittadino Arcangelo Palmacci invita a non trasformare la riapertura della linea in una gara a chi arriva primo davanti alle telecamere

 

Una buona notizia, ma da accompagnare con prudenza. È la posizione di Azione Terracina sulla possibile riapertura della linea ferroviaria Priverno-Terracina, che secondo il segretario cittadino Arcangelo Palmacci “potrebbe non essere più soltanto un auspicio”.

Palmacci riconosce che i lavori propedeutici sono partiti e che sono state destinate risorse pubbliche importanti alla messa in sicurezza e al ripristino del tracciato. Tra l’avvio dei cantieri e il ritorno dei convogli, però, “c’è ancora molta strada”.

Le tappe ancora da percorrere.

Il segretario di Azione elenca i passaggi che restano aperti: la progettazione e la realizzazione delle opere, le procedure amministrative, il ricorso al TAR con l’eventuale variante al progetto, e la questione della classe R4, che indica un rischio idrogeologico molto elevato. A questi si aggiungono gli interventi di messa in sicurezza e i controlli necessari perché i fondi stanziati si traducano in lavori concreti.

“Il percorso è iniziato, ma il traguardo non è ancora raggiunto”, sottolinea Palmacci, secondo cui servono “attenzione, serietà e controllo” e non l’ennesima corsa alla telecamera. Una ferrovia, aggiunge, non si riapre con un comunicato, una foto davanti a un cantiere o un post sui social, ma quando un treno torna a correre.

Una battaglia di tutti.

Palmacci invita anche a non ridurre una vicenda lunga decenni a una gara per attribuirsi la paternità della “ferrovia ritrovata”. La mobilitazione, ricorda, ha attraversato amministrazioni, maggioranze e opposizioni e ha coinvolto amministratori, associazioni, comitati, pendolari e cittadini che, spesso lontano dai riflettori, hanno tenuto viva l’attenzione su una linea ferma da troppo tempo. A ciascuno va riconosciuto il proprio contributo.

Se il treno tornerà davvero a partire, prosegue, il risultato sarà della città, dei pendolari, di chi ha bisogno di collegamenti efficienti, soprattutto con Roma, e delle generazioni future. “La ferrovia non appartiene a una parte politica né a una singola amministrazione. Non porta la tessera di partito. Porta persone.”

L’appello: vigilare.

Da qui l’invito a seguire i lavori, controllare tempi e procedure, verificare l’utilizzo delle risorse e chiedere conto di ogni ritardo o ostacolo. Solo a opere concluse, collaudo completato e treno di nuovo in marcia tra Terracina e Priverno, conclude Palmacci, sarà il momento di festeggiare tutti insieme. Fino ad allora, “niente medaglie”. Quel giorno, assicura, basteranno quattro parole: “Il treno è tornato”. E per il taglio del nastro, “ci sarà posto per tutti”. (e.l.)

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