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Campionato di Eccellenza, Girone B. Terracina Calcio 1925 0 Sterparo Acul 0

scritto da Redazione
Campionato di Eccellenza, Girone B. Terracina Calcio 1925 0 Sterparo Acul 0

Contro lo Sterparo Acul il Terracina Calcio 1925 avrebbe potuto, e forse dovuto, portare a casa i tre punti. Ma il calcio insegna che i buoni propositi vengono spesso vanificati dalla bravura degli avversari e, come accaduto nella gara odierna, anche dalla sterilità offensiva della squadra di casa.

I biancocelesti hanno controllato il gioco per buona parte dell’incontro, cedendo il pallino del match agli avversari solo nei primi quindici minuti di gioco e in brevi frangenti della ripresa.

Nel primo tempo la formazione allenata da Pernarella si è resa pericolosa in due occasioni: la prima in contropiede, con Selvini che si è involato in area prima di vedersi psrare il tiro da Stancapiano; la seconda su calcio di punizione dal limite di Castaldo, che ha costretto l’estremo difensore ciociaro a un intervento di pregevole fattura per deviare in angolo.

Sotto la direzione non impeccabile dell’arbitro Gennaro Michele Ruino, della sezione di Roma 2, la ripresa ha visto un netto predominio del Terracina a centrocampo, capace di procurarsi almeno due nitide occasioni da rete: un colpo di testa di Cerbara in piena area di rigore, che ha sfiorato il gol, e un tentativo dalla distanza di Gesmundo, tutt’altro che irresistibile. L’occasione più ghiotta, tra le tante capitate nella seconda frazione, è però toccata a Zonfrilli, che dal cuore dell’area piccola ha spedito il pallone di poco sopra l’incrocio dei pali della porta difesa da Caiola.

Come giudicare, dunque, questa nuova prova della squadra guidata da Pernarella? Non è domanda a cui si possa rispondere con semplicità.

La società ha scelto con convinzione la strada di una rosa costruita su elementi molto giovani: tra i titolari di oggi, i “fuori quota” erano Caiola, Segat e Di Raimo; in panchina sedevano, tra gli altri, altri cinque fuori quota: Ciotti, Cascone, Cirvino, Riggi e Pernetti. Non conoscendo la provenienza di tutti i calciatori, viene spontaneo chiedersi quanti terracinesi compongano, quest’anno, la rosa a disposizione del tecnico.

A complicare il quadro c’è la condizione fisica precaria di Luciani, il calciatore più rappresentativo della squadra per esperienza nella categoria, ancora lontano dalla piena efficienza a causa del noto infortunio. Una assenza pesante, che riversa l’onere di reggere il centrocampo sulle sole spalle di Camara, autentico trascinatore che si sacrifica fino all’ultima energia disponibile e un gioco, che non si comprende bene, dove voglia andare a “parare”. Insomma, verrebbe da dire: “una squadra giovane con un gioco antico”.

Se a queste difficoltà si somma una vena realizzativa che sta assumendo i contorni della cronicità, il quadro complessivo — la classifica recita appena due punti in quattro partite — non lascia presagire un cammino sereno per nessuno degli attori coinvolti: dal presidente alla società, dall’allenatore ai giocatori, fino a tutto l’ambiente biancoceleste, che oggi ha mostrato più di un malumore per una vittoria mancata contro una squadra di pari livello. (everardo longarini)

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