Il Consiglio comunale di Terracina, dopo la lunga e calda pausa legata alla stagione estiva, riprende i lavori d’aula con una seduta straordinaria convocata per il 29 settembre alle ore 10:00, che si preannuncia particolarmente lunga.
Tra i punti all’ordine del giorno figura l’adozione di una mozione relativa a una strategia comunale per il contrasto al cambiamento climatico attraverso la depavimentazione, oltre a un’interrogazione sui tempi previsti per la riapertura della Biblioteca Olivetti e del Palazzo della Bonificazione Pontina. L’aula sarà inoltre chiamata ad approvare una serie di regolamenti e il consueto, corposo elenco di debiti fuori bilancio, croce ricorrente dei conti comunali.
A spiccare, però, tra i punti all’ordine del giorno è la proposta di proroga del termine per la presentazione delle istanze relative alla definizione agevolata delle entrate comunali, con la modifica dell’articolo 3, comma 1, del regolamento comunale approvato in Consiglio soltanto lo scorso 2 luglio 2026.
Le domande presentate finora sono state evidentemente ritenute insufficienti, tanto che l’amministrazione comunale punta a concedere più tempo per invogliare quanti, per i motivi più vari, si sono “dimenticati” di pagare la Tari e le altre tasse: IMU e ICI, TARES, TIA e TARSU, TOSAP e COSAP.
Alcuni addetti ai lavori riferiscono che, a oggi, sono giunte tra le 700 e le 800 domande di rottamazione: un numero evidentemente considerato insufficiente per un’operazione di questa portata, imputato al fatto che la proposta non sarebbe stata pubblicizzata a sufficienza.
Forse, però, la realtà è leggermente diversa, e il provvedimento si è scontrato con un dato oggettivo: sarebbe stato probabilmente più incentivante, per i morosi, cancellare sanzioni e interessi per tutte le tipologie di debito e non solo per alcune. Così facendo, infatti, è diventato quasi impossibile per gli uffici lavorare i dati chi è moroso per reale necessità da chi, invece, le tasse non le paga – e non ha intenzione di pagarle nemmeno in futuro. Risulta che gli uffici comunali avessero proposto in origine una rottamazione diversa, con l’azzeramento di sanzioni e interessi per tutti; evidentemente si è scelto di non procedere in tal senso, e oggi ci si trova a fare i conti con numeri che, per gli incassi attesi, sono ben distanti dalle previsioni della vigilia. Resta comunque un dato certo: la normativa consente ai Comuni di attuare questa misura ogni anno, e un ripensamento migliorativo sarebbe quantomeno auspicabile.
Due le riflessioni conclusive: il Comune conosce veramente il numero preciso dei morosi rispetto ai tributi locali? E perché si continua a procedere con rilevamenti a campione, per poi limitarsi a prendere atto dei risultati che ne derivano? Forse, nell’interesse di tutti – Comune e cittadini che le tasse le pagano regolarmente – converrebbe adottare un sistema di rilevazione diverso ed esteso sull’intera platea. Forse! (everardo longarini)
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