Terracina non è soltanto il centro storico, il lungomare e le zone turistiche. È anche Calcatore, Borgo Hermada, La Fiora, Badino, San Vito, Frasso, Campo Soriano, Pantani da Basso, San Silviano, Lungo Sisto, Macchia di Piano, Barchi e tutte le altre località e contrade che compongono il nostro territorio.
Sono comunità di famiglie, lavoratori, giovani e anziani che contribuiscono ogni giorno alla vita della città, ma che troppo spesso non ricevono la stessa attenzione riservata alle zone centrali.
Non si tratta soltanto di buche, illuminazione, pulizia e manutenzione del verde. Le esigenze riguardano anche i trasporti pubblici, la sicurezza stradale, i collegamenti con le scuole, la stazione ferroviaria di Monte San Biagio, i servizi sanitari, gli spazi per i giovani, gli impianti sportivi e i servizi per gli anziani.
Il problema è soprattutto un metodo amministrativo che troppo spesso interviene sulle emergenze, anziché programmare e prevenire. La distanza geografica non può e non deve trasformarsi in distanza dalle istituzioni. I cittadini non possono essere ascoltati soltanto quando protestano o quando si avvicinano le elezioni.
Amministrare significa essere presenti, ascoltare le comunità e garantire risposte concrete, senza costringere i residenti a utilizzare i social network per ottenere attenzione.
Per questo Terracina ha bisogno di un Piano pluriennale per le periferie, le frazioni e le contrade, con interventi programmati, risorse definite, scadenze e aggiornamenti pubblici. Uno strumento concreto che consenta ai cittadini di conoscere le priorità e verificare nel tempo i risultati.
Su questo intende impegnarsi Azione Terracina, in particolare attraverso il proprio gruppo under 30, che ha già avviato un percorso di lavoro e ascolto del territorio, con l’obiettivo di raccogliere proposte e individuare le necessità di ogni comunità.
Per questo mettiamo a disposizione anche un canale diretto per segnalazioni, idee e suggerimenti:
azione.terracina@gmail.com
Vogliamo costruire un percorso condiviso con i cittadini, perché non si tratta di distribuire favori o privilegiare una zona rispetto a un’altra, ma di garantire pari opportunità e servizi adeguati a tutti.
Un bambino di Borgo Hermada deve avere le stesse opportunità di chi cresce in centro. Un anziano che vive a La Fiora deve poter contare su collegamenti e servizi adeguati. Una famiglia del Frasso non deve sentirsi dimenticata.
La qualità di una città non si misura soltanto dalla bellezza delle sue zone più conosciute, ma anche dalle condizioni di vita di chi abita nelle frazioni, nei borghi e nelle contrade.
Non esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B. Esistono cittadini di Terracina, tutti con gli stessi diritti e la stessa dignità.
Terracina deve essere una città unita, nella quale ogni comunità abbia voce, attenzione e risposte.
Perché Terracina non finisce in centro. E nessuno deve sentirsi dimenticato.
Arcangelo Palmacci Segretario di Terracina in Azione
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