sabato 31 Ottobre 2026,

Politica

Ξ Commenta la notizia

“L’Opinione” … di Lorenzo Fiorini del Psi

scritto da Redazione
“L’Opinione” … di Lorenzo Fiorini del Psi

Quattro anni di governo Meloni, quattro anni di recessione. 48 mesi di fila di stagnazione
industriale, 48 mesi di fila che la manifattura del Belpaese non riesce a risalire la china del deficit
energetico e del collasso delle esportazioni ( a settembre 1,3% in meno rispetto ad agosto). Mi
chiedo, esiste una politica energetica, nazionale e locale, in questo paese o si va avanti alla giornata?
48 mesi di tensioni sociali che gli otto decreti sicurezza, un record storico, non hanno contribuito ad
alleviare e o a contenere. Serve altro per acclarare il fallimento di un governo poco incline al
dialogo istituzionale, fortemente rancoroso, tanto autoreferenziale quanto prevenuto e vittimista? In
questo contesto, di poche luci e tante ombre, il Lazio e la Ciociaria potranno mai essere un oasi
felice? Lo chiedo all’unico assessore che alla Pisana rappresenta questa parte di Lazio, lo chiedo ai
consiglieri regionali, lo chiedo ai deputati e senatori eletti in queste, a quanto pare, infauste
circoscrizioni. Il Lazio è fuori dalla Zes, l’automotive è ferma, il settore chimico in affanno, il
turismo regionale palesa una forte discontinuità territoriale, la nautica e la pesca sono in sofferenza
e il settore agricolo è in default. Serve altro per confermare lo status di calamità nazionale e
regionale? Eppure l’opposizione non è in grado di inchiodare Meloni e Rocca alle loro evidenti
responsabilità e balbetta, biascica, effimeri refrain stereotipati e per di più farneticanti come quello,
ciclicamente ricorrente, di incensare individui che attaccano viscidamente le nostre istituzioni, che
violentano la nostra cultura e azzannano la nostra società, ergendoli a eroi e o martiri. Nulla di più
riprovevole. In questo contesto la provincia di Frosinone è quella messa peggio. Nessuna opera
strutturale programmata e realizzata, il tessuto industriale è sfibrato e arranca in competitività ed
innovazione, il ruolo del Consorzio industriale è impalpabile, è un corpo a se, oggetto di un
maquillage che poco incide sull’economia territoriale e che mostra i limiti di una programmazione
industriale regionale raffazzonata e ottoscentesca. Non hanno idea di come risolvere il problema
Stellantis a Cassino e non sanno come rendere attrattivo questo territorio: Zls, zone franche
doganali sono sterili e anemici palliativi. Non saranno certamente i data center ad invertire la rotta,
invito a limitarne ampiamente la realizzazione, pura bolla speculativa, per evitare devastazioni
ambientali inutili. Già, l’ambiente… vero vulnus volutamente ignorato, croce pesante di un reietto e
bieco modus operandi perpetrato per decenni e che ora sta presentando i conti della stoltezza con
cui è stato gestito. Badate bene, l’ultimo episodio in ordine di tempo è agghiacciante. L’incendio alla
REMAT è un pericoloso segnale di instabilità territoriale le cui ricadute sociali ed economiche non
tarderanno ad arrivare, al pari dell’ampliamento della discarica di Cerreto a cui è facile associare più
pensieri di omertà e rassegnazione che di difesa del territorio. Questo è oggi il sud del Lazio, un
territorio allo sbando. C’è da essere ottimisti?

Lorenzo Fiorini Psi

I commenti non sono chiusi.

Facebook