Quando la viabilità cittadina viene modificata per esigenze di sicurezza e organizzazione del traffico, c’è chi continua a comportarsi come se nulla fosse. A farne le spese sono il senso civico, il rispetto delle regole e, soprattutto, la sicurezza di tutti.
La chiusura di strade importanti per la viabilità cittadina dovrebbe rappresentare un momento nel quale responsabilità, prudenza e rispetto della segnaletica diventano ancora più importanti. E invece, a giudicare da quanto accade in alcune zone di Terracina, sembra che per una parte degli automobilisti, e non soltanto per loro, il Codice della strada sia diventato una sorta di suggerimento facoltativo.
È quanto sta accadendo in via Mortacino, dove, per effetto delle disposizioni sulla circolazione impartite dalla Polizia Locale, il transito è stato regolamentato a senso unico. Una modifica che dovrebbe essere rispettata da tutti, senza interpretazioni personali e, soprattutto, senza iniziative arbitrarie.
Ebbene, proprio qui si assiste a scene che hanno dell’incredibile. Nonostante il divieto di accesso nel tratto interessato, c’è chi continua imperterrito a imboccare la strada dal lato opposto, come se la segnaletica non esistesse o, peggio ancora, come se non fosse destinata a lui.
Una condotta che non rappresenta soltanto una palese violazione delle disposizioni sulla circolazione, ma costituisce un concreto pericolo per chi percorre regolarmente la strada. Il rischio di un incidente frontale è tutt’altro che remoto e le conseguenze potrebbero essere anche molto gravi, sia per i mezzi coinvolti sia, soprattutto, per le persone alla guida e per eventuali passeggeri.
Ma il paradosso non finisce qui. C’è persino chi, trovandosi a procedere contromano, anziché rendersi conto della propria evidente infrazione, ha la pretesa di manifestare il proprio disappunto lampeggiando con i fari a chi procede regolarmente, quasi a volerlo intimidire o rimproverare per avergli fatto notare l’irregolarità. Un comportamento che rasenta il surreale: non soltanto si viola una regola, ma si pretende anche di avere ragione e di imporre la propria prepotenza a chi la rispetta.
E non va meglio quando, nella zona, è presente una pattuglia della Polizia Locale. Anche davanti agli agenti che contestano le violazioni, non mancano automobilisti che, anziché riconoscere l’errore, arrivano persino a protestare. Come se il problema fosse il controllo delle regole e non il loro mancato rispetto.
Sul fronte dell’ultimo tratto del viale Europa, poi, sono tutti autorizzati a passare nella zona interdetta dove potrebbero soltanto i residenti. Evidentemente, le centinaia che vi transitano sono tutti residenti, che vi dobbiamo dire?
Naturalmente, l’Amministrazione comunale potrà avere tutte le responsabilità del caso nella gestione della viabilità, nella comunicazione delle modifiche alla circolazione, nella predisposizione della segnaletica e nell’organizzazione dei percorsi alternativi. Sono aspetti sui quali è legittimo chiedere chiarimenti, avanzare critiche e pretendere interventi tempestivi.
Ma una cosa deve essere altrettanto chiara: le eventuali carenze dell’organizzazione comunale non possono diventare un alibi per comportamenti irresponsabili. Le disposizioni sulla circolazione vanno rispettate, anche quando comportano qualche disagio, qualche minuto in più di percorrenza o la necessità di cambiare abitudini.
Il problema, dunque, non è soltanto via Mortacino o di viale Europa. È una questione di educazione civica, di rispetto reciproco e di consapevolezza che la strada è uno spazio condiviso, nel quale il comportamento del singolo può mettere seriamente a rischio l’incolumità degli altri.
Automobilisti, motociclisti e ciclisti: sia chiaro, non tutti, ma soltanto coloro che ritengono di poter fare eccezione alle regole, finiscono per trasformare la circolazione in una sorta di terra di nessuno, dove prevalgono arroganza e prepotenza.
E allora la domanda è inevitabile: a cosa servono divieti, ordinanze, segnaletica e controlli della Polizia Locale se poi c’è chi si sente autorizzato a ignorarli?
Il Comune ha il dovere di organizzare la viabilità nel modo più chiaro e sicuro possibile. I cittadini hanno, altrettanto, il dovere di rispettare le regole.
Perché la sicurezza stradale non si costruisce soltanto con le ordinanze e con la presenza delle pattuglie. Si costruisce soprattutto con il senso civico di ciascuno. E quando persino un semplice senso unico diventa un’opinione personale, il problema non è più soltanto quello della viabilità: è un problema di civiltà. (everardo longarini)
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