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Zibaldone della Domenica. Terracina a Paestum, tra promozione e interrogativi: cosa è stato realmente portato alla Borsa del Turismo Archeologico?

scritto da Redazione
Zibaldone della Domenica. Terracina a Paestum, tra promozione e interrogativi: cosa è stato realmente portato alla Borsa del Turismo Archeologico?

Il Comune e la Fondazione Città di Terracina hanno partecipato alla XXVIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico. Sindaco e assessore parlano di promozione, valorizzazione e nuove opportunità turistiche. Ma ai cittadini resta una domanda: quali proposte concrete sono state presentate e cosa si porterà a casa da questa esperienza?

La partecipazione di Terracina alla XXVIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum 2026, con un proprio stand e la presenza della Fondazione Città di Terracina, rappresenta certamente un’iniziativa positiva e un’importante occasione per promuovere il patrimonio storico, archeologico e culturale della città.

A sottolinearlo sono anche le dichiarazioni del sindaco Francesco Giannetti e dell’assessore alla Cultura Alessandra Feudi, che parlano di valorizzazione delle eccellenze territoriali, incontri con buyer ed esperti internazionali, destagionalizzazione e nuove opportunità di sviluppo economico.

Obiettivi condivisibili, sui quali non si può che concordare. Tuttavia, leggendo i comunicati diffusi in questi giorni, emerge una questione che merita qualche chiarimento: al di là delle dichiarazioni di principio, che cosa ha concretamente presentato Terracina agli operatori turistici nazionali e internazionali?

Quali itinerari archeologici, progetti culturali e proposte turistiche sono stati illustrati? Quali incontri si sono svolti e quali prospettive di collaborazione sono emerse? E quale contributo specifico ha portato la Fondazione Città di Terracina?

Sono interrogativi legittimi, soprattutto considerando che la promozione turistica non può limitarsi alla presenza in una manifestazione internazionale, ma deve tradursi in progetti e risultati verificabili.

C’è inoltre un aspetto che sarebbe interessante affrontare pubblicamente, casomai non a Paestum: le difficoltà di fruizione di alcuni importanti siti storici e culturali della città, da anni chiusi o non pienamente accessibili. Promuovere il patrimonio di Terracina significa anche spiegare come si intenda superare questi problemi e rendere concretamente visitabili le nostre ricchezze.

Ma non è la partecipazione alla Borsa a essere in discussione, ma l’esigenza che a un’iniziativa di questo livello segua un’adeguata informazione pubblica.

Già lo scorso anno avevamo evidenziato la necessità di conoscere i risultati delle esperienze promozionali alle quali partecipa l’Amministrazione. Per questo sarebbe auspicabile che Comune e Fondazione predisponessero un report dettagliato sugli incontri, sulle proposte presentate e sulle opportunità eventualmente avviate.

Terracina ha fatto bene a essere presente a Paestum, ma i cittadini hanno diritto di sapere non soltanto che la città c’era, bensì cosa è andata a proporre e cosa intende realizzare dopo questa esperienza.

La promozione è un punto di partenza, non un traguardo. L’auspicio è che questa volta il resoconto non si faccia attendere, come già accaduto lo scorso anno.

Perché valorizzare Terracina significa anche rendere conto ai terracinesi delle iniziative intraprese e dei risultati ottenuti. (everardo longarini)

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