Il destino è cinico e baro. Non si è spenta l’eco dell’incendio della Remat che si riapre un altro
inquietante fronte dall’altrettanto, se non più preoccupante impatto socio ambientale: la discarica di
Cerreto nel territorio di Roccasecca. E questa volta ad aprire il fronte non è un incendio doloso o il
reiterato e clandestino sversamento di rifiuti, ma la stessa Regione Lazio che con la Determinazione
Regionale n. G12011 del 4 settembre 2026, (BURL n. 72 dell’8 settembre) ha autorizzato la voltura
dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) della discarica per rifiuti non pericolosi in località
Cerreto, nel Comune di Roccasecca, trasferendo la titolarità dalla società Mad S.r.l. alla Newco
Roccasecca S.r.l. Perchè? Forse per la gioia di tutti i bambini ciociari c’è un munifico mecenate che
impietosito dall’attuale degrado ambientale della Ciociaria vuole bonificare tutto e costruire un
parco gioco da far invidia a Disneyworld? Oppure, dietro a questa decisione regionale si cela il
progetto di una favolosa multinazionale interessata a fare di quella zona e di tutta la Ciociaria il
nuovo El Dorado delle rinnovabili? Niente di tutto questo. Purtroppo, se il destino è cinico e baro, il
Governatore Rocca ci vede benissimo e anche questa volta la Ciociaria è al centro di un crocevia
particolare nel gravoso panorama della gestione dei rifiuti e se la sanità, per quanto il governatore si
sforzi, è in coma, la tutela dell’ambiente e del lavoro è proditoriamente propagadistica e realmente
inesistente. Questa operazione estiva che non ha trovato il diniego dei nostri sonnecchiosi referenti
regionali e nazionali, governo e opposizione che sia, lascia basiti. Se la Saf può sostenere con
orgoglio che ha raggiunto l’obiettivo storico del non conferimento in discarica, perchè l’Ente
Regionale reputa necessario, ripeto ad agosto, autorizzare la voltura dell’Autorizzazione Integrata
Ambientale? Cosa dobbiamo aspettarci? Chi c’è dietro alla Newco Roccasecca Srl? Come pensa il
governatore Rocca di gestire l’imminente crisi dei rifiuti plastici, vista la precaria operativà del
Corepla? Sa delle ripercussioni e della portata di quanto sta succedendo su questo fronte? Ha già
dettato linee guida per scongiurare drammatiche conseguenze catastrofiche? Oppure, come spesso è
successo si chiudono le stalle dopo che sono scappati i buoi perchè non esiste un programma
immediato per affrotantere e pianificare criticità ambientali e sociali? (Remat – Mecorys docet)
Non è necessario un sillogismo aristotelico per fare due più due. Ancora una volta, il futuro di
questo territorio è messo in discussione. La desertificazione industriale, la devastante emergenza
sociale in corso, l’incapacità di porre un freno all fuga dei giovani, sta sta portando la Ciociaria ad
essere un ricettacolo di compromessi che renderà questo territorio terra di confine tra il lecito e
l’illecito. A chi giova tutto questo? Ma è proprio necessario rendere questa dignitosissima terra dalle
gloriose origini achee, il vestibolo dell’inferno? La tutela della Ciociaria non si fa a parole, invito la
popolazione, questa volta, a non transigere e a non cedere di un millimetro nella difesa dei diritti
costituzionali che qualche grande azienda, già nota alle cronache, è pronta nuovamente ad attaccare.
Lorenzo Fiorini (PSI)
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