Il senatore Claudio Fazzone torna a parlare di Terracina, e lo fa con la stessa determinazione che negli anni lo ha portato a costruire, nella sua Fondi, un consenso solido e duraturo, esteso poi al resto del sud pontino, da Gaeta a Formia, dove la sua azione politica viene indicata da sostenitori e osservatori locali come uno dei fattori che hanno contribuito alla crescita amministrativa di quei territori. Un percorso costruito, dice oggi, sulla stessa filosofia che intende applicare a Terracina: non gestire il potere, ma costruire una classe dirigente capace di governare.
“Stiamo mettendo in campo un progetto, senza nulla contro nessuno – premette il senatore – ma i consiglieri che sono in auge da troppi anni non fanno la politica come la intendo io: al servizio della gente e della città”. Una dichiarazione che suona come un atto di rottura verso un sistema di potere che, secondo Fazzone, ha ormai esaurito la propria spinta.
Alla domanda se punti davvero a vincere le prossime elezioni comunali, la risposta è netta e va oltre la semplice conquista di una maggioranza: l’obiettivo, spiega, è costruire un gruppo dirigente preparato, capace di comprendere la complessità di una città come Terracina. “Se non vinco la creo, e la prossima volta ci riprovo”, afferma, rivendicando un approccio di lungo periodo che guarda oltre la singola tornata elettorale, nel rispetto delle attività produttive del territorio e di chi vive quotidianamente la comunità.
Il senatore non usa mezzi termini nel descrivere lo stato d’animo dei cittadini: “I terracinesi sono stanchi”, dice, e se dovessero scegliere ancora una volta l’attuale sistema politico-amministrativo, sarebbero loro stessi a doverne sopportare le conseguenze per altri cinque anni. Per Fazzone il cambiamento non si costruisce con le alchimie di palazzo o con l’acquisizione di consenso attraverso operazioni di puro trasformismo, ma con un progetto politico fondato su programma, visione e condivisione. Un processo che definisce culturale, da costruire “un po’ alla volta”, e che è disposto a portare avanti anche a costo di ritrovarsi ancora in opposizione.
Coerente con questa impostazione, il senatore annuncia un impegno diretto e concreto sul territorio: da fine ottobre sarà personalmente presente a Terracina due o tre volte a settimana, per incontrare i cittadini e illustrare il progetto politico, mettendo la propria credibilità a disposizione di un percorso che intende essere trasparente e vicino alla gente, lontano dalle strumentalizzazioni e dalle contrapposizioni sterili che talvolta caratterizzano le campagne elettorali locali.
Sul nome di Di Tommaso, indicato come figura guida della coalizione, Fazzone rivendica una scelta di responsabilità già assunta pubblicamente in occasione del congresso: “Ci metto la faccia, ci sarò in prima persona”. Un sostegno netto, motivato dalla necessità di affidare a una figura di riferimento il compito di rigenerare una città che, per posizione geografica e importanza strategica, resta il centro più rilevante dell’intera provincia di Latina.
È proprio sulla vocazione di Terracina che il senatore costruisce la parte più propositiva del suo ragionamento. Una città che, per collocazione, può diventare il fulcro di un’offerta turistica integrata con l’entroterra collinare – da Priverno a Roccagorga a Maenza – raggiungibile in pochi minuti. Un territorio che unisce vocazione turistica, agricoltura di eccellenza, una significativa realtà legata alla pesca e un patrimonio storico, architettonico, paesaggistico ed enogastronomico che, secondo Fazzone, va valorizzato con una strategia di sistema, capace di trasformare la presenza turistica in una risorsa reale per la comunità, superando la logica di un turismo mordi e fuggi concentrato nei soli picchi stagionali, che genera più costi che benefici per i residenti.
Sull’ipotesi di un’unificazione del centrodestra, il senatore si dice disponibile, ma senza cedere sulla sostanza del proprio metodo politico: non è cambiando i nomi in campo che si costruisce un progetto credibile. Chiude infine ogni sospetto di calcolo personale: “Non voglio condizionare nessuno, perché non ho interessi, ma solo l’orgoglio di organizzare al meglio, se mi viene concessa la possibilità, una città importante come Terracina”. (everardo longarini)
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