Il 7 settembre scorso, il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha inaugurato, con la consueta cerimonia del taglio del nastro, la Casa della Comunità di Terracina, ospitata nei locali del vecchio ospedale San Francesco, nella parte alta della città. Un’inaugurazione accompagnata dalle immancabili dichiarazioni istituzionali sui benefici che la struttura avrebbe portato al territorio.
Peccato che, a distanza di due settimane, quelle promesse restino lettera morta. La struttura, che secondo gli annunci ufficiali avrebbe dovuto essere operativa già dal giorno successivo all’inaugurazione, risulta ancora chiusa. Al 24 settembre, il cancello della Casa della Comunità rimane sbarrato e, con esso, l’accesso ai servizi sanitari che i cittadini terracinesi attendevano.
Al di là della facile — ma non per questo meno fondata — critica nei confronti di quella che appare come un’operazione di comunicazione su scala regionale, di cui il presidente Rocca si è più volte vantato pubblicamente parlando delle Case della Comunità aperte nel Lazio, resta da capire quale sia realmente la situazione a Terracina. E non è dato sapere se le stesse difficoltà si registrino anche in altre località nelle quali sono state inaugurate strutture analoghe.
Ad oggi, non è stato possibile reperire informazioni ufficiali sulle ragioni del ritardo. Secondo quanto riferito da addetti ai lavori, alcuni servizi sanitari avrebbero dovuto essere trasferiti dall’ospedale Fiorini alla nuova Casa della Comunità: un passaggio che, a quanto risulta, non è ancora avvenuto. Resta inoltre da chiarire se i lavori di allestimento interno della struttura siano effettivamente conclusi.
Un dato, però, è certo: la Casa della Comunità è chiusa, preclusa alla fruizione dei cittadini che avrebbero bisogno dei servizi sanitari, senza che sia arrivata alcuna comunicazione ufficiale da parte della Regione Lazio o dell’Asl di Latina. Nessuna nota, nessun aggiornamento, nessuna data. In compenso, non sono mancate le dichiarazioni entusiastiche su quelle che sarebbero le “mirabilie” di un’iniziativa che, al momento, resta soltanto un’intenzione — per quanto, va detto, di per sé apprezzabile.
Ai cittadini di Terracina, nel frattempo, non resta che attendere. E chiedersi quando, e con quali servizi, la struttura aprirà davvero le sue porte. (Everardo Longarini)
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