sabato 25 Giugno 2022,

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Terracina. Il decennio Procaccini – Tintari ha massacrato la città

scritto da Redazione
Terracina. Il decennio Procaccini – Tintari ha massacrato la città
Terracina non ha un teatro, non ha un auditorium, non ha una piscina, non ha una stazione, non ha un ufficio del lavoro, non ha un ufficio dell’agricoltura, non ha un Polo trasporti, non ha un ascensore, non ha una draga, non ha parcheggi ed ora non ha nemmeno una biblioteca, in compenso è sotto la lente di ingrandimento di inquirenti e magistrati.
Mancando questi essenziali servizi, Terracina non può più definirsi città, ma una specie di dormitorio dove i cittadini sono unicamente clienti di supermarket, ristoranti e banche.
Per tutte queste carenze e per le attenzioni delle forze dell’ordine dobbiamo ringraziare Nicola Procaccini e Roberta Tintari, e 9.400 complici che si sono sentiti in dovere di riconfermarli.
Dobbiamo dire però che abbiamo la bandiera blu, che si ottiene con “autocertificazioni” ed esborsi annuali di denaro pubblico.
Il Comune è bloccato, ed ogni decisione che viene presa è analizzata al microscopio dagli inquirenti, perché ormai Terracina è nel mirino di chiunque indossi una divisa, lo sanno politici e dipendenti ad ogni livello: possiamo continuare così?
Questa città ha due grossi problemi, e li espongo senza giri di parole:
1) Le periferie, popolate da anziani contadini ignari di ciò che accade nella gestione della città e che sono facile preda di imbonitori da strapazzo;
2) ruffiani e parassiti che sono le fondamenta del loro “sistema”, supporter in servizio permanente della rinomata congrega che senza una poltrona sarebbero semplicemente… “nessuno”.
Ignoranti, ruffiani e parassiti da decenni fanno la fortuna di personaggi senza qualità né meriti, pericolosi più dei delinquenti comuni, perché il delinquente rischia per se stesso, mentre questi mediocri personaggi occupano cariche in virtù delle quali e della loro manifesta incapacità, bloccano lo sviluppo ed il benessere sociale di un’intera comunità.
A Terracina urge una campagna di sensibilizzazione che scuota le menti, e più che i social, serve scendere fisicamente tra la gente, nelle piazze e nei borghi: abbiamo il dovere di farlo!
Germano Bersani

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