Mentre il Comune attende il possibile finanziamento da un milione di euro, la “Prima E” convive con le infiltrazioni. Domani la classe sarà trasferita al terzo piano, ma un intervento mirato sul tetto resta necessario, subito.
Qualche giorno fa avevamo scritto dell’adesione del Comune di Terracina all’avviso pubblico del Ministero dell’Istruzione e del Merito del 1° ottobre 2026, finalizzato a ottenere risorse per la messa in sicurezza di solai e controsoffitti dell’Istituto comprensivo «Don Lorenzo Milani». Un intervento stimato dai tecnici comunali in circa un milione di euro.
Nel frattempo, però, la scuola va avanti. E con le prime piogge si ripresenta un problema ormai noto: il soffitto dell’aula della “Prima E” lascia passare l’acqua, con tanto di odore sgradevole, simile a quello della muffa.
La questione è stata sollevata anche quest’anno dai rappresentanti dei genitori nell’ultimo Consiglio d’Istituto. Secondo quanto riferito dalla dirigente scolastica, sarebbero ormai due anni che agli uffici comunali vengono inviati solleciti via PEC, senza che il problema abbia trovato soluzione.
Per risolvere l’emergenza, domani la Prima E verrà trasferita al terzo piano dell’istituto Don Milani. Una soluzione che permette agli alunni di non seguire più le lezioni sotto il soffitto che perde, ma che è inevitabilmente temporanea: spostare una classe non ripara il tetto, e l’infiltrazione resta dov’è.
La dirigente avrebbe persino suggerito ai genitori di far scrivere agli alunni una lettera al sindaco Francesco Giannetti per chiedere la riparazione del tetto. Un’idea che, al di là dell’ironia, dice molto sulla situazione: dopo due anni di comunicazioni tra adulti e uffici, potrebbero essere i bambini a dover ricordare all’Amministrazione i propri doveri.
Il punto, allora, è di buon senso. Il finanziamento ministeriale, se arriverà, riguarderà un intervento ampio e dai tempi inevitabilmente lunghi: bando, graduatoria, progettazione, gara, lavori. Nell’attesa, sarebbe opportuno non lasciare le cose come stanno e intervenire subito per individuare e risolvere l’infiltrazione sopra la “Prima E”, che è un lavoro circoscritto e senza alcun rapporto con la cifra in gioco.
Proviamo quindi ad anticipare la letterina dei bambini con un telex urgente indirizzato al sindaco Francesco Giannetti, all’assessore alle Politiche scolastiche Alessandra Feudi, all’assessore all’Edilizia scolastica Luca Caringi e al dirigente del settore Lavori pubblici.
TELEX URGENTE
Oggetto: Infiltrazioni d’acqua nell’aula della Prima E – Istituto comprensivo Don Milani. Richiesta di intervento immediato.
Egregio signor Sindaco, gentili assessori, stimati responsabili degli uffici comunali,
due anni non vi sembrano sufficienti per risolvere un’infiltrazione d’acqua che finisce sui banchi degli alunni della Prima E?
Il problema è stato segnalato più volte dalla dirigente scolastica, ma alle prime piogge il soffitto continua a perdere acqua. Domani la classe verrà spostata al terzo piano: una misura di buon senso, ma che certifica il fallimento di due anni di attesa. E nel frattempo, che cosa succederà all’aula lasciata libera, e alla muffa che si respira? Gli alunni dovrebbero forse seguire le lezioni con ombrelli e impermeabili, magari coordinati con il costoso materiale scolastico, in attesa che qualcuno si decida a intervenire?
Sappiamo che il Comune ha aderito all’avviso ministeriale per un finanziamento da circa un milione di euro. Ottima iniziativa, ma l’esito è incerto e i tempi saranno lunghi. Possiamo davvero aspettare quel finanziamento per riparare la «falla» in un punto preciso del tetto?
Non è necessario attendere il milione per intervenire su una singola infiltrazione. Basta un sopralluogo, l’individuazione del punto d’ingresso dell’acqua e una riparazione mirata, che può essere fatta subito con le risorse ordinarie di manutenzione.
Un consiglio: risparmiate agli alunni la fatica di scrivere la letterina al sindaco. Fate uno scatto d’orgoglio e intervenite.
Chiediamo quindi:
un sopralluogo tecnico urgente sul tetto e nell’aula della “Prima E”;
la riparazione immediata dell’infiltrazione, anche se la classe è stata spostata, in attesa dell’eventuale intervento strutturale finanziato;
la verifica delle condizioni igienico-sanitarie dell’aula, a tutela della salute di alunni e del personale.
Perché la sicurezza e la salubrità degli ambienti scolastici non può dipendere dalle previsioni meteorologiche, né dai tempi della burocrazia. (Everardo Longarini)
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