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Giro d’Italia 2027, Itri festeggia per essere sede di tappa. A Terracina, per un passaggio, si vorrebbe il tripudio rosa

scritto da Redazione
Giro d’Italia 2027, Itri festeggia per essere sede di tappa. A Terracina, per un passaggio, si vorrebbe il tripudio rosa

La corsa rosa sceglie il basso Lazio per la nona tappa, Itri-Monte Livata. Se per Itri l’entusiasmo è più che giustificato, qualche perplessità desta il fervore terracinese per un transito di pochi istanti.

Itri entra ufficialmente nella storia del Giro d’Italia. La 110ª edizione della corsa rosa, presentata a Roma nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica, vedrà la cittadina pontina ospitare la partenza di una tappa. All’evento hanno partecipato il sindaco Andrea Di Biase e il delegato allo sport Michele Di Vozzo. La nota del Comune parla di un risultato di grande rilievo per la comunità, chiamata ad accogliere la carovana e a far conoscere il proprio patrimonio storico, paesaggistico e culturale a un pubblico internazionale. Ringraziamenti sono andati all’assessore allo sport della Regione Lazio, Elena Palazzo, per il sostegno al percorso che ha portato Itri tra le località protagoniste. Entusiasmo legittimo, dunque: una partenza di tappa è un’occasione di visibilità e di promozione del territorio.

Meno scontato, a dire il vero, il tono con cui il sindaco di Terracina, Francesco Giannetti, ha accolto l’annuncio. La nona tappa, domenica 16 maggio 2027, attraverserà la città: una «giornata di festa e di grande visibilità», ha scritto il primo cittadino, che avrà l’opportunità di mostrare le proprie bellezze «a milioni di appassionati». Giannetti ha ringraziato la Regione Lazio, l’assessore allo sport Alessandra Feudi e Tiziano Testa, storico punto di riferimento del ciclismo locale. Non è mancato il rilancio: l’obiettivo, ambizioso, è portare a Terracina una tappa vera e propria nel 2028.

Ancora più acceso l’intervento dell’assessore allo sport, Alessandra Feudi, che ha firmato un vero e proprio inno: «Terracina, preparati, il Giro torna da noi». Tra transenne, bambini con le bandierine e «una macchia rosa» che passa in un secondo, la corsa arriverà da Fondi, percorrerà il lungomare, sfiorerà il Tempio di Giove Anxur e ripartirà verso Sezze e i Castelli, fino all’arrivo in quota a Monte Livata, a 1368 metri. «Sarà solo un attimo, è vero», ammette l’assessore, «ma sarà il nostro attimo». L’invito alla cittadinanza è a scendere in strada e a vestire la città di rosa.

Ci sia consentita una nota. Se Itri ha ragione di gioire, perché è sede di tappa, a Terracina il Giro farà una comparsata: pochi minuti, il tempo di un lungomare, poi via verso i monti. Dispiace poco ridimensionare i toni; ma, a voler essere onesti, se il paragone è con il passaggio in galleria dello scorso anno, quando i girini sfrecciarono senza che quasi nessuno li vedesse, allora sì, il risultato è sicuramente fantastico. Il sogno di una tappa tutta terracinese, quello, resta rimandato al 2028. (e.l.)

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