Il sindaco affida a una nota prudente la linea dell’amministrazione, ma restano aperti i nodi su lavoratori, servizi e trasparenza degli atti
Una nota cauta, istituzionale, senza accuse e senza anticipazioni. È quella con cui il sindaco Giannetti ha commentato l’interdittiva antimafia che ha colpito la Super Eco. Il testo non individua responsabilità né lascia intravedere decisioni imminenti, ma l’impostazione è chiara: il primo cittadino ha scelto di insistere sul rispetto della normativa, della legge e delle procedure, e sull’assenza di qualsiasi interesse personale nella vicenda.
Una scelta di linguaggio che sembra rispondere a un obiettivo preciso: rivendicare l’autonomia decisionale e la correttezza istituzionale dell’amministrazione nella gestione del caso.
Le domande che restano senza risposta. Sul piano politico, però, la questione non si esaurisce nella cornice procedurale. I cittadini, infatti, non si limitano a chiedere che il Comune rispetti le regole: vogliono sapere che cosa stia accadendo, quali conseguenze possano ricadere sulla città, quali garanzie siano previste per i lavoratori e quali iniziative concrete l’amministrazione intenda assumere.
Da qui il punto politico: la correttezza procedurale è un dovere, non un risultato da rivendicare.
La prova dei fatti. Quanto alla dichiarazione di non avere interessi personali, si tratta di una presa di posizione impegnativa, che potrà essere credibile solo se supportata dalla trasparenza degli atti e dalla coerenza dei comportamenti nelle prossime settimane. (e.l.)
I commenti non sono chiusi.