Come annunciato ieri, questa mattina gli alunni della Prima E dell’Istituto Don Milani di via Olivetti sono stati trasferiti in un’altra aula, a causa delle infiltrazioni di acqua piovana dal soffitto.
Una soluzione necessaria e di buon senso, ma non priva di difficoltà: la nuova aula, ci viene confermato, è meno capiente di quella lasciata, almeno si spera solo temporaneamente. Spetterà ora ai docenti e al personale ATA fare del proprio meglio per adeguarla alle esigenze didattiche.
Il Comune, come più volte ribadito, ha aderito all’avviso pubblico del Ministero dell’Istruzione e del Merito per un finanziamento di circa un milione di euro, destinato alla messa in sicurezza del tetto e dei solai. Un’opportunità importante, ma dall’esito ancora incerto e dai tempi non brevi.
Nel frattempo, però, non serve attendere un finanziamento milionario per individuare e riparare un’infiltrazione circoscritta, come testimoniano le foto allegate.
Riproponiamo anche la lettera che, attraverso il nostro contributo, gli alunni della Prima E hanno indirizzato mediaticamente al Sindaco, agli assessori competenti e al responsabile dell’Ufficio tecnico comunale.
Gentilissimi in indirizzo,
due anni non vi sembrano sufficienti per risolvere un’infiltrazione d’acqua che finisce sui banchi degli alunni della Prima E?
Il problema è stato segnalato più volte dalla dirigente scolastica, ma alle prime piogge il soffitto continua a perdere acqua. Il trasferimento della classe al terzo piano è una misura di buon senso, ma certifica anche il mancato intervento dopo due anni di attesa.
Sappiamo che il Comune ha aderito all’avviso ministeriale per un finanziamento di circa un milione di euro. Un’iniziativa importante, ma dall’esito incerto e dai tempi presumibilmente lunghi. Possiamo davvero aspettare quel finanziamento per riparare un’infiltrazione in un punto preciso del tetto?
Non serve il milione di euro: bastano un sopralluogo, l’individuazione del punto d’ingresso dell’acqua e una riparazione mirata, con le ordinarie risorse per la manutenzione.
Chiediamo pertanto:
un sopralluogo tecnico urgente sul tetto e nell’aula della Prima E;
la riparazione immediata dell’infiltrazione, indipendentemente dal trasferimento degli alunni e in attesa degli eventuali interventi strutturali;
la verifica delle condizioni igienico-sanitarie dell’aula, a tutela di studenti e personale scolastico.
Perché la sicurezza e la salubrità degli ambienti scolastici non possono dipendere dalle previsioni meteorologiche né dai tempi della burocrazia.
Alla dirigente scolastica, professoressa Giuseppina Di Cretico, va il nostro riconoscimento per aver segnalato e sostenuto con determinazione un problema che riguarda, prima di tutto, la sicurezza e il diritto degli studenti a frequentare ambienti scolastici dignitosi e salubri.
La nostra attenzione resterà alta finché alle segnalazioni non seguiranno gli interventi necessari. Perché spostare una classe può risolvere un’emergenza, ma non elimina il problema, e la Prima E ha diritto di tornare nella propria aula in piena sicurezza.
Professoressa Di Cretico, in questa battaglia noi CI SIAMO e non molleremo neanche di un centimetro. (everardo longarini)
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