mercoledì 14 Ottobre 2026,

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Terracina, il Colavolpe è off-limits: contro il Real San Basilio si gioca a Monte San Biagio. Lavori sul manto erboso, campo indisponibile fino al 24 ottobre. Calcio d’inizio alle 15:00. Ancora una volta si è scelto un periodo che pesa sulla stagione.

scritto da Redazione
Terracina, il Colavolpe è off-limits: contro il Real San Basilio si gioca a Monte San Biagio.  Lavori sul manto erboso, campo indisponibile fino al 24 ottobre. Calcio d’inizio alle 15:00. Ancora una volta si è scelto un periodo che pesa sulla stagione.

Domenica 11 ottobre i biancocelesti terracinesi affronteranno il Real San Basilio in casa, ma non al Colavolpe: la sfida si disputerà al “Campo sportivo Aldo Moro” di Monte San Biagio. Cambia anche l’orario, con il fischio d’inizio alle 15:00 anziché alle 15:30.

Il trasferimento è dovuto ai “programmati” interventi al manto erboso del Colavolpe, di proprietà del Comune di Terracina, che resterà indisponibile fino al 24 ottobre. Va detto con chiarezza: la notizia non fa felice nessuno. Non gli sportivi, non i tifosi e, crediamo, nemmeno la squadra e la società, che hanno bisogno del proprio stadio e del calore del pubblico di casa, oltre che di vendere quanti più biglietti possibile. Il campo di Monte San Biagio, messo a disposizione dalla società monticellana (che si ringrazia, così come il Comune), prevede invece una capienza molto contingentata, sia per i tifosi locali sia per gli ospiti.

La semina del terreno di gioco è poi un film già visto. Ricordiamo bene l’anno 2024, in Serie D: per la stessa operazione si dovette giocare a Cisterna, al Bartolani, contro il Sassari Latte Dolce, e furono sacrificate due partite casalinghe.

Non conosciamo nel dettaglio in che cosa consisteranno gli interventi di quest’anno. Ricordiamo però molto bene le parole pronunciate nel 2024 dal tecnico del settore, Domenico Bartoli: «L’unica soluzione per avere un campo degno di nota è diserbare a fine campionato (con almeno un paio di step distanziati di 15 giorni e intervallati da uno sfalcio del secco residuale) tutta l’area verde del campo di gioco. Soprattutto, prima e poco dopo i diserbi il campo deve essere regolarmente irrigato e possibilmente concimato, perché il diserbante fa effetto sulla fase attiva di crescita. L’obiettivo è eliminare qualsiasi infestante, ma soprattutto la gramigna (Cynodon dactylon), presente in maniera evidentissima. Dopo il secondo diserbo va valutata la situazione e, se la bonifica del fondo è andata a buon fine, si può procedere a semine in purezza».

Il ragionamento è lineare: i lavori vanno eseguiti a fine campionato, quando il campo è fermo e la fase di crescita dell’erba può essere gestita senza intralciare il calendario. Per questo ci chiediamo: è mai possibile che il Comune, per interventi di questo tipo, debba ridursi ogni volta a intervenire proprio nel pieno dell’attività agonistica? Possibile che l’esperienza degli anni passati non insegni nulla agli uffici comunali preposti? (everardo longarini)

Nella foto l’assessore allo sport Alessandra Feudi.

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