Si è svolta a Terracina, dal 9 al 12 ottobre scorsi, la “Riunione Internazionale per la Cooperazione tra le città di Terracina, Andrychow e Morawica”. Le due città polacche sono da tempo in contatto con il Comune pontino e, con ogni probabilità, già dal prossimo anno potrebbero andare ad ingrossare le file del già nutrito gruppo delle città gemellate con Terracina.
Ancora una volta, però, l’Amministrazione comunale ha dovuto affidarsi alle capacità organizzative del benemerito Comitato Gemellaggi, il cui presidente pro tempore, Gianluca Zomparelli, ha curato nei minimi particolari l’accoglienza e il soggiorno delle due delegazioni. Il programma ha unito eventi capaci di illustrare la storia millenaria della città a un percorso paesaggistico e enogastronomico molto apprezzato dagli ospiti. Salvo una giornata trascorsa praticamente chiusi in albergo a causa del maltempo, tutte le attività previste sono state portate a termine.
Al momento dei saluti, le delegazioni di Andrychow e Morawica hanno promesso di “stringere” i tempi per arrivare, magari già nel 2027, alla formalizzazione del rapporto, con il passaggio al gemellaggio istituzionale con Terracina.
Ed è qui che sorge la domanda: saranno in grado i nostri amministratori, ammesso che vi sia una reale volontà politica, di predisporre tutti gli atti necessari per giungere al gemellaggio formale con Andrychow e Morawica? L’interrogativo è legittimo, considerato il ricorso continuo a soggetti esterni all’Amministrazione per organizzare perfino un semplice soggiorno per otto persone e per stilare un programma sufficientemente attrattivo per gli ospiti istituzionali.
Singolare, poi, un altro aspetto: la totale assenza di promozione pubblicistica e di notizie dettagliate sull’evento, su entrambe le città ospitate. Nessun annuncio, nessuna cronaca, nessun resoconto.
Non vorremmo pensarlo, ma ci si chiede, se il silenzio sia stato scelto per evitare eventuali critiche da parte della cittadinanza.
Un gemellaggio, è chiaro, non si improvvisa e non si costruisce solo con buone cene e foto di rito: richiede delibere, atti formali, una visione e, soprattutto, trasparenza verso i cittadini, che di questi rapporti sono i primi destinatari. Il merito del Comitato Gemellaggi è indiscutibile, ma il volontariato non può essere la stampella permanente di un’Amministrazione chiamata a fare la propria parte. Se Terracina vuole davvero aprirsi alla Polonia, cominci a raccontare ai propri cittadini ciò che fa: è il primo passo, e costa poco, anzi niente. (everardo longarini)
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