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Sanità. “Sostegno al nuovo Polo ospedaliero Terracina-Fondi, ma a precise condizioni”

scritto da Redazione
Sanità. “Sostegno al nuovo Polo ospedaliero Terracina-Fondi, ma a precise condizioni”

Palmacci: “Non un euro, non una professionalità, non un servizio essenziale in meno oggi in nome dell’ospedale di domani”. Chiesti chiarezza sulla localizzazione e rafforzamento immediato del Fiorini e del San Giovanni di Dio

 

Sostegno al nuovo Polo ospedaliero Terracina-Fondi, ma a precise condizioni. È la posizione di Azione, espressa dal segretario provinciale e referente locale del partito a Terracina, Arcangelo Palmacci, dopo l’annuncio del consigliere regionale Cosmo Mitrano e le dichiarazioni del senatore Claudio Fazzone sul progetto.

Il nuovo ospedale, sostiene Palmacci, rappresenta “una grande opportunità” per il comprensorio, ma non può trasformarsi in un alibi per indebolire la sanità attuale. “I cittadini hanno bisogno di cure oggi, non tra qualche anno”, afferma il segretario, che chiede alla Regione di intervenire subito sul Fiorini di Terracina e sul San Giovanni di Dio di Fondi. Le richieste riguardano personale, pronto soccorso, servizi di emergenza, tecnologie e risorse, in modo da garantire qualità e continuità dell’assistenza per tutto il periodo necessario alla realizzazione del nuovo Polo.

Una programmazione verificabile

Per Azione la nuova struttura dovrà segnare un reale salto di qualità, e non limitarsi a un edificio più moderno. L’obiettivo è portare sul territorio nuove specializzazioni, professionalità e tecnologie, riducendo gli spostamenti verso Latina, Roma o Formia per prestazioni che dovrebbero essere disponibili vicino casa.

Da qui la richiesta di una programmazione sanitaria “precisa e verificabile”. Palmacci pone alla Regione una serie di interrogativi: quali reparti ci saranno, quali specializzazioni verranno attivate, quanti medici, infermieri e tecnici serviranno, quali investimenti sono previsti e con quali tempi. “Su questi punti non possono bastare gli annunci”, sottolinea.

Il nodo della localizzazione

Un capitolo a parte riguarda la scelta dell’area. Se fosse confermata quella dell’ex Isola dei Ciurli, ricorda Palmacci, la Regione dovrebbe spiegare le ragioni della scelta, le alternative valutate e le conseguenze urbanistiche e ambientali. Il tema è delicato anche perché il recente provvedimento regionale modifica la perimetrazione del Parco dei Monti Ausoni e dispone la cessazione del vincolo sul Monumento naturale Lago di Fondi, decisione che, osserva il segretario, ha già sollevato richieste di chiarimento sul metodo, sulle alternative considerate e sull’impatto territoriale. Per Azione una scelta di questa portata richiede “la massima trasparenza” e un confronto serio con il territorio.

No alla contrapposizione tra i due centri

Palmacci invita inoltre a evitare che Terracina e Fondi vengano messe l’una contro l’altra. Se si opta per un unico Polo, spiega, occorre costruire un sistema integrato in cui entrambe le comunità siano adeguatamente servite e in cui professionalità, servizi e risorse siano organizzati nell’interesse dei cittadini. Il nuovo ospedale dovrà inoltre essere una vera infrastruttura della sanità pubblica regionale, capace di governare il rapporto con il settore privato, senza che siano “interessi diversi da quelli della salute pubblica” a orientare le scelte strategiche.

Le condizioni del “sì”

Il sostegno di Azione, chiarisce Palmacci, è “un sì esigente”, che si articola in diversi punti:

  • rafforzare subito il Fiorini e il San Giovanni di Dio;
  • potenziare pronto soccorso e servizi di emergenza;
  • assumere e stabilizzare il personale necessario;
  • mantenere e sviluppare le specialità esistenti e introdurne di nuove;
  • investire nelle tecnologie diagnostiche e terapeutiche;
  • garantire una programmazione adeguata al bacino di utenza;
  • assicurare trasparenza su localizzazione, alternative esaminate e impatti territoriali e ambientali.

“Non siamo contro il nuovo ospedale. Siamo perché il nuovo ospedale abbia davvero senso”, afferma Palmacci, aggiungendo che un edificio moderno privo di personale, servizi e specializzazioni “rimane soltanto un edificio”. Il territorio, conclude, è pronto a fare la propria parte e ha il diritto di chiedere alla Regione impegni precisi, tempi credibili e garanzie verificabili. “Non chiediamo privilegi. Chiediamo una sanità pubblica all’altezza delle persone che vivono qui.” (e.l.)

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