Roma, 13 ottobre 2026 – “Con il voucher Internazionalizzazione 2027 la Regione Lazio punta a rafforzare la crescita sostenibile e la competitività delle PMI con l’obiettivo di creare nuovi posti di lavoro.
Vengono stanziati 15 milioni destinati a sostenere i percorsi di ingresso e consolidamento delle Pmi sui mercati esteri. A ciascuna PMI può essere finanziata la partecipazione fino a tre fiere internazionali, che devono iniziare e concludersi nell’anno 2027. Il contributo concedibile è di 15.000 euro per ciascuna fiera.
Viene ribadito il nostro impegno nei confronti di un settore che riteniamo uno strumento fondamentale per creare e promuovere occasioni di incontro tra imprenditori, attrarre nuovi investimenti e promuovere idee innovative e progetti. Ringrazio il presidente Rocca ed il vicepresidente-assessore Angelilli per aver destinato risorse strategiche per promuovere il modello Lazio oltre i confini regionali. Si tratta di opportunità straordinarie per potenziare la competitività delle nostre imprese, rafforzando la loro internazionalizzazione e la capacità di attrarre investimenti nella nostra regione”.
Lo dichiara in una nota l’on. Vittorio Sambucci, presidente della commissione Sviluppo economico e Attività produttive del Consiglio regionale del Lazio.
“L’Europa ha bisogno di scelte coraggiose e concrete: rilanciare la crescita e la competitività, sostenere le imprese e le nostre filiere produttive, ridurre la burocrazia e rafforzare la sicurezza e il peso politico dell’Unione nello scenario internazionale. È questa la visione che Forza Italia, con la guida di Antonio Tajani, porta avanti all’interno del PPE. Quella di un’Europa più forte, pragmatica e vicina ai cittadini, capace di trasformare il proprio peso politico in risultati concreti. Da Taormina abbiamo rilanciato questa ambizione, indicando priorità chiare e lavorando per un’Europa sempre più capace di rispondere alle sfide del nostro tempo”, conclude De Meo.
“Approvata la mozione della Lega in Consiglio del Municipio XI per chiedere agli uffici competenti per reperire e produrre i verbali di immissione in possesso e/o consegna relativi alla viabilità del Piano particolareggiato ex zona “O” n. 65 ‘Portuense – Spallette’, con particolare riferimento alle strade di via Narcao e via Selegas: un passaggio importante per affrontare una questione che riguarda direttamente la sicurezza, la manutenzione e il decoro del territorio”. Lo dichiarano in una nota congiunta Fabrizio Santori, consigliere capitolino della Lega, Daniele Catalano e Rosaria Iani, consiglieri in Municipio XI. “I cittadini hanno diritto a strade pienamente regolarizzate e a una gestione trasparente delle aree pubbliche del quartiere. Non è accettabile che l’incertezza sulla situazione patrimoniale e amministrativa continui a rappresentare un ostacolo agli interventi necessari”, affermano i leghisti. “Dalla documentazione relativa all’accertamento patrimoniale della viabilità del Piano particolareggiato ‘Portuense – Spallette’, emerge infatti che diverse strade risultano acquisite solo parzialmente al patrimonio di Roma Capitale, e, inoltre, per alcuni tratti non risulterebbero reperiti o redatti i verbali di immissione in possesso e/o consegna. L’atto impegna il Presidente del Municipio XI e la Giunta ad attivarsi con urgenza presso gli uffici competenti di Roma Capitale, tra cui il Dipartimento valorizzazione del patrimonio e politiche abitative e la Direzione acquisizioni, consegne e conservatoria, oltre alla Direzione tecnica del Municipio XI, per reperire e produrre la documentazione necessaria: l’obiettivo è fare chiarezza per regolarizzare la situazione patrimoniale e possessoria, consentendo all’Amministrazione di intervenire per realizzare interventi di manutenzione e valorizzazione del territorio. Vigileremo affinché alla mozione seguano atti concreti e risposte per i residenti di Spallette”, concludono Santori, Catalano e Iani.
****************************************************
“È semplicemente vergognoso che un assessore di Roma Capitale definisca ‘l’unica cosa bella’ di una seduta municipale lo schiaffo ricevuto da Massimiliano Zossolo di ‘Welcome to favelas’. L’assessore alle periferie Pino Battaglia ha pronunciato parole gravissime, documentate da un video, che offendono il ruolo istituzionale che ricopre. La violenza non può diventare accettabile quando colpisce chi ha idee diverse da quelle della sinistra”. Lo dichiara in una nota il capogruppo della Lega capitolina Fabrizio Santori, che ha inviato una lettera al Sindaco e al Prefetto chiedendo provvedimenti dopo quanto accaduto nel corso di una manifestazione al Pigneto. “Ancora più sconcertante è che simili dichiarazioni siano arrivate durante un’iniziativa contro le mafie, un incontro all’insegna del rispetto della legalità, principio irrinunciabile e fondamento di una comunità civile. Chiediamo a Gualtieri una condanna immediata e la revoca dell’incarico a Battaglia”, insiste il leghista. “Il Sindaco non può continuare a parlare di rispetto, inclusione e democrazia e poi tollerare che un suo assessore applauda pubblicamente un’aggressione. Chi considera bello uno schiaffo non può rappresentare le istituzioni della Capitale”.
********************************************
ACLI TERRA: «CYBERATTACCHI ALLA FILIERA AGROALIMENTARE, SERVE UN PIANO DI EMERGENZA PER TUTELARE PRODUZIONI E CONSUMATORI»
Il Presidente nazionale Nicola Tavoletta propone una collaborazione con l’Ordine dei Biologi per definire protocolli alternativi di conservazione delle merci deperibili.*
Il recente attacco informatico che ha colpito il sistema della distribuzione agroalimentare francese, causando gravi ripercussioni sulla filiera e sui consumatori, rappresenta un campanello d’allarme che non può essere ignorato anche in Italia.
L’episodio evidenzia la vulnerabilità di un settore strategico come quello agroalimentare, sempre più dipendente dai sistemi digitali per la gestione della logistica, della distribuzione e della conservazione dei prodotti.
Per ACLI Terra è necessario affiancare alle misure di sicurezza informatica un piano di emergenza operativo, capace di garantire la continuità della filiera e salvaguardare le merci deperibili anche in caso di blocco dei sistemi digitali.
«Non possiamo limitarci a rafforzare le difese informatiche, ma dobbiamo essere pronti a gestire le conseguenze di eventuali attacchi, evitando che a pagarne il prezzo siano produttori, lavoratori e consumatori», dichiara Nicola Tavoletta, presidente nazionale di ACLI Terra.
«Per questo proponiamo di avviare, in collaborazione con l’Ordine Nazionale dei Biologi, un percorso finalizzato alla definizione di protocolli di emergenza per la conservazione delle merci deperibili, prevedendo procedure alternative e una formazione specifica del personale coinvolto nella filiera».
ACLI Terra rivolge quindi un appello al Ministero della Salute e al Ministero delle Imprese e del Made in Italy affinché venga convocato con urgenza un tavolo di confronto con le associazioni di categoria e i rappresentanti dell’Ordine dei Biologi, per elaborare un piano nazionale di intervento.
«La sicurezza alimentare passa anche dalla capacità di affrontare situazioni impreviste. Prevenire significa non soltanto proteggere i sistemi informatici, ma anche predisporre soluzioni concrete per garantire la tutela dei prodotti, delle imprese e dei cittadini», conclude Tavoletta.
*******************************************************
“Dopo gli annunci in pompa magna sul nuovo ospedale veterinario della Muratella, arriva l’ultima trovata dell’amministrazione Gualtieri: un avviso pubblico per chiedere a cittadini, imprese e associazioni di donare le attrezzature necessarie. Nell’elenco compaiono ecografi, apparecchi radiologici, tavoli operatori, strumenti per l’anestesia e persino attrezzature per la terapia intensiva. Si accettano anche apparecchiature usate: Gualtieri è senza vergogna!” Lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina. “Dopo quasi cinque anni di amministrazione, milioni di euro destinati ai lavori e un ulteriore incarico esterno da 50 mila euro per curare la gestione, il Campidoglio deve ancora chiarire quali attrezzature sono già finanziate, quali mancano e quando l’ospedale entrerà realmente in funzione”, conclude.
*************************
“La grave carenza di chirurghi generali che si prospetta da qui al 2030 rappresenta una vera e propria emergenza per il nostro Servizio Sanitario Nazionale. Assistiamo con profonda preoccupazione a un’inversione di tendenza drammatica: quella che per decenni è stata la professione più ambita e prestigiosa per chi sceglieva la carriera medica ospedaliera, oggi è diventata una disciplina da cui i giovani medici fuggono”. È il monito lanciato da Gianluca Giuliano, segretario nazionale della UGL Salute, in merito all’allarme emerso dal 128° Congresso della Società Italiana di Chirurgia.
“I numeri parlano chiaro e descrivono una realtà drammatica – prosegue Giuliano – con oltre la metà dei chirurghi ospedalieri vicini alla pensione e quasi un terzo delle borse di specializzazione che restano inutilizzate, il rischio concreto è di trovarci entro pochi anni con territori completamente privi di presidi chirurgici. Non possiamo permettere che l’accesso alle cure e agli interventi necessari diventi un privilegio, con liste d’attesa interminabili e strutture in perenne affanno”.
Per il segretario della UGL Salute, le cause di questo disinteresse sono chiare: “I nostri giovani talenti non scelgono più la chirurgia perché schiacciati da turni di lavoro massacranti, carenza di organici, scarsa conciliazione con la vita privata e stipendi non allineati agli standard europei. A tutto ciò si aggiungono lail peso spesso difficilmente sostenibile dei contenziosi medico-legali e il ritardo nell’adeguamento delle tecnologie a disposizione negli ospedali”.
“È tempo che le istituzioni intervengano con decisione – conclude Giuliano –. Non basta aumentare i posti nelle scuole di specializzazione se poi i bandi vanno deserti o i giovani abbandonano il percorso per andare all’estero o nel privato. Servono incentivi economici adeguati, maggiori tutele giuridiche con la definitiva approvazione dello scudo penale e un piano straordinario di investimenti sulle tecnologie e sul miglioramento delle condizioni di lavoro. Salvare la chirurgia ospedaliera significa tutelare il diritto alla salute di tutti i cittadini”.
***********************
Elezioni RSU Hitachi Rail Reggio Calabria: straordinario risultato, l’UGL Metalmeccanici torna in azienda con il 16,5% delle preferenze
Chiarolla e Colica: “Un risultato importante che premia il lavoro svolto sul territorio e segna l’inizio di un nuovo percorso di rappresentanza sindacale”.
Straordinario risultato per l’UGL Metalmeccanici alle elezioni per il rinnovo delle Rappresentanze sindacali unitarie (RSU) nello stabilimento Hitachi Rail di Reggio Calabria. La lista UGL Metalmeccanici ha ottenuto il 16,5% delle preferenze, riportando, dopo diversi anni, la propria rappresentanza sindacale all’interno del sito produttivo reggino. Un risultato tutt’altro che scontato, maturato in una fase particolarmente complessa per le dinamiche sindacali all’interno dello stabilimento, che testimonia la fiducia accordata dai lavoratori alla nostra organizzazione e premia il lavoro portato avanti sul territorio con una nuova squadra.
A commentare l’esito della consultazione sono Giuseppe Chiarolla, segretario provinciale UGL Metalmeccanici e Teodoro Colica, segretario regionale UGL Metalmeccanici, che dichiarano:
“Il ritorno dell’UGL Metalmeccanici all’interno dello stabilimento Hitachi Rail di Reggio Calabria rappresenta un traguardo significativo, raggiunto grazie all’impegno, alla determinazione e al lavoro svolto in questi mesi. Il 16,5% delle preferenze è un segnale importante di fiducia da parte dei lavoratori, soprattutto considerando il contesto complesso nel quale si sono svolte le elezioni. Desideriamo ringraziare tutti i lavoratori che hanno scelto di credere nella nostra organizzazione, la commissione elettorale per il lavoro svolto e, in modo particolare, tutti i candidati e la neoeletta RSU Pasquale Casile, che sarà chiamata a rappresentare le istanze e le esigenze dei dipendenti all’interno dello stabilimento. Questo risultato ci responsabilizza ulteriormente e ci spinge a proseguire con ancora maggiore determinazione il nostro impegno sindacale”.
Sull’esito delle elezioni interviene anche Antonio Spera, segretario nazionale UGL Metalmeccanici, che esprime soddisfazione per il risultato raggiunto e rivolge un ringraziamento al segretario provinciale Giuseppe Chiarolla, al segretario regionale Teodoro Colica,
“Dopo diversi anni, il ritorno dell’UGL Metalmeccanici nello stabilimento di Reggio Calabria rappresenta un risultato importante, che accogliamo con soddisfazione e senso di responsabilità. Il 16,5% delle preferenze dimostra che il lavoro svolto dalla nostra squadra ha trovato ascolto e consenso tra i lavoratori. Voglio ringraziare tutti coloro che si sono impegnati per raggiungere questo obiettivo e quanti hanno scelto di sostenere la nostra organizzazione. Non consideriamo questo risultato un punto di arrivo, ma un punto di partenza. La presenza sindacale che abbiamo riconquistato sarà uno strumento concreto per ascoltare i lavoratori, tutelarne i diritti e affrontare le criticità che interessano il sito produttivo. Lo stabilimento Hitachi Rail di Reggio Calabria riveste un ruolo importante all’interno del gruppo. Negli ultimi anni, tuttavia, non sono mancate situazioni complesse, soprattutto per quanto riguarda le aziende dell’indotto. In questo ambito, desta particolare preoccupazione il ricorso massiccio alla cassa integrazione da parte di alcune imprese, rispetto al quale chiediamo chiarezza e trasparenza sui criteri adottati. Come UGL Metalmeccanici, intendiamo attivarci per chiedere incontri sia ai vertici di Hitachi Rail sia alle aziende dell’indotto coinvolte, con l’obiettivo di ottenere risposte puntuali, approfondire le ragioni delle decisioni assunte e tutelare i lavoratori interessati. Non è accettabile che questioni così delicate vengano affrontate senza un confronto adeguato e senza le necessarie garanzie per chi rischia di subire le conseguenze di queste scelte”.
******
“Nel Ghetto ebraico di Roma sono bastate poche ore per far sparire il manifesto di Laika. Per fermare Netanyahu, invece, non è bastato neppure un mandato di arresto della Corte penale internazionale. Evidentemente è più facile strappare un’opera di street art che far rispettare il diritto internazionale.
L’opera, intitolata Gli Intoccabili, raffigurava Netanyahu e un soldato israeliano immersi nel sangue, protetti da una campana di vetro. Una provocazione che pone una domanda precisa: fino a quando continuerà l’impunità politica dei vertici del governo israeliano?
La vicenda si inserisce nel dibattito sul disegno di legge contro l’antisemitismo. Una forma odiosa di razzismo che va combattuta senza esitazioni. Ma denunciare i crimini commessi a Gaza e contestare Netanyahu non significa essere antisemiti. Il Parlamento deve evitare che la lotta all’antisemitismo diventi uno strumento per limitare la libertà di critica politica.
Il Ghetto di Roma custodisce la memoria delle persecuzioni nazifasciste e del rastrellamento del 16 ottobre 1943. Una memoria che merita il massimo rispetto e che non può essere confusa con le responsabilità dell’attuale governo israeliano. Gli ebrei non sono Netanyahu e Netanyahu non rappresenta tutti gli ebrei.
Non sappiamo chi abbia strappato il manifesto. Ma cancellare un’immagine non cancella le responsabilità politiche.
Si può strappare Laika da un muro. Non si possono cancellare le vittime di Gaza. E il diritto internazionale non può fermarsi davanti alla campana di vetro che protegge Netanyahu.”
Lo dichiara Giovanni Barbera, membro della Direzione nazionale del Partito della Rifondazione Comunista e segretario della Federazione di Roma, Castelli e Litoranea del PRC.
|
I commenti non sono chiusi.