Piazza Mazzini gremita, cittadini in fila per visite, screening e consulti gratuiti. L’iniziativa “Salute Globale” ha registrato un’ampia partecipazione, ma per Arcangelo Palmacci, segretario provinciale di Azione e referente del partito a Terracina, il dato dell’affluenza merita una riflessione più ampia.
“Sono il primo a riconoscere il valore di questa giornata”, spiega Palmacci. “Avvicinare la sanità alle persone e promuovere una cultura della prevenzione è fondamentale, e il risultato positivo va riconosciuto. Ma proprio la grande adesione dei cittadini deve spingerci ad andare oltre la soddisfazione per la riuscita dell’iniziativa e ad aprire una discussione seria sullo stato dell’offerta sanitaria sul territorio.”
Per l’esponente di Azione, infatti, la piazza piena racconta qualcosa di più. “Non testimonia soltanto l’interesse per la prevenzione”, sottolinea. “È anche un indicatore dei bisogni di salute della popolazione e delle difficoltà che le persone incontrano nell’accedere ai servizi ordinari e, in particolare, a quelli ospedalieri.”
Da qui le domande che Palmacci pone. “Quanti cittadini hanno colto questa opportunità perché, attraverso i canali abituali, avrebbero dovuto attendere settimane o mesi per una visita specialistica? Quanti hanno fatto gratuitamente un controllo che, per ragioni economiche o per i tempi troppo lunghi, avrebbero altrimenti rimandato? E quanti hanno trovato nell’iniziativa un’occasione concreta di informazione, orientamento e accesso ai servizi di vaccinazione e, più in generale, di prevenzione?”
Sono interrogativi che, precisa, “non mettono in discussione il valore dell’evento, ma ci invitano a chiederci quanta parte della domanda di salute dei cittadini riesca a trovare una risposta tempestiva ed efficace nei servizi sanitari ordinari a Terracina”.
Il segretario ribadisce il merito di iniziative di questo tipo. “Portare professionisti e prestazioni direttamente nelle piazze significa ridurre alcune barriere di accesso, offrire occasioni concrete di prevenzione e raggiungere anche chi rischia di rinunciare o rimandare controlli importanti. Tuttavia, il successo di una giornata non deve essere un punto d’arrivo, ma un punto di partenza. La partecipazione registrata può diventare l’occasione per capire meglio le esigenze della popolazione e individuare gli interventi necessari a migliorare la sanità di tutti i giorni.”
Secondo Palmacci, la prevenzione non può dipendere da eventi straordinari. “Deve essere parte integrante di un sistema sanitario capace di accompagnare le persone durante tutto l’anno, garantendo continuità assistenziale, tempi d’attesa ragionevoli e prestazioni accessibili, sia economicamente sia concretamente.”
Nessuna contrapposizione, quindi, tra sanità in piazza e servizi tradizionali. “Non voglio contrapporre le due cose né sminuire un’iniziativa che ha permesso a tante persone di usufruire di prestazioni e informazioni utili”, chiarisce. “Al contrario, dobbiamo valorizzare questa esperienza e trasformarla in uno stimolo per rafforzare la rete sanitaria territoriale e ospedaliera.”
Resta aperta, per Palmacci, una domanda di fondo. “La piazza era piena soltanto perché i cittadini credono nella prevenzione, o anche perché avvertono il bisogno di una sanità più vicina, tempestiva e accessibile? Le due ragioni possono convivere, ma sarebbe riduttivo fermarsi al dato positivo dell’affluenza senza interrogarsi sul suo significato più ampio.”
Il bilancio finale è netto. “Il successo di ‘Salute Globale’ è una buona notizia per la prevenzione. La sfida, ora, è fare in modo che questa esperienza contribuisca a migliorare i servizi ordinari, affinché ogni cittadino possa trovare risposte adeguate ai propri bisogni di salute senza dover aspettare occasioni straordinarie. Perché il risultato più importante non è soltanto portare la sanità in piazza, ma garantire che sia davvero vicina alle persone ogni giorno.” (e.l.)
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