mercoledì 21 Ottobre 2026,

Primo Piano

Ξ Commenta la notizia

Concluso l’intervento di messa in sicurezza, consolidamento e fruizione del Complesso del Castello di Torre Astura e delle aree archeologiche Martedì 27 ottobre 2026, ore 10.30 U.T.T.A.T. Nettuno (RM)

scritto da Redazione
Concluso l’intervento di messa in sicurezza, consolidamento e fruizione del Complesso del Castello di Torre Astura e delle aree archeologiche   Martedì 27 ottobre 2026, ore 10.30 U.T.T.A.T. Nettuno (RM)
La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti presenta martedì 27 ottobre 2026, alle ore 10.30, la conclusione dei lavori di riqualificazione e valorizzazione del Complesso archeologico e monumentale di Torre Astura, situato lungo il litorale di Nettuno (RM), all’interno del Poligono militare gestito dall’Ufficio Tecnico Territoriale Armamenti Terrestri del Ministero della Difesa.
L’intervento è stato realizzato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Missione 1 – Componente 3 “Cultura e Turismo”, Investimento 4.3 “Caput Mundi – Next Generation EU per grandi eventi turistici”, linea di intervento “Giubileo 2025 – Dalla Roma Pagana alla Roma Cristiana”.
I lavori del finanziamento PNNR in questa fase hanno riguardato, in particolare, il restauro e il consolidamento del ponte acquedotto, una delle strutture più significative del complesso, che versava in condizioni di degrado anche a causa della particolare esposizione agli agenti atmosferici e all’azione del mare. Sono stati, inoltre, messi in opera presidi per la stabilizzazione e la messa in sicurezza delle strutture voltate del settore residenziale della villa.
La villa, realizzata a partire dalla fine dell’età repubblicana e successivamente ampliata e ristrutturata in età imperiale, costituiva un articolato complesso residenziale e produttivo, organizzato tra la terraferma e un settore proteso verso il mare, in corrispondenza di un’antica isola artificiale. La porzione sulla terraferma, oggi in gran parte nascosta dalle dune costiere, era collegata al settore marittimo mediante il ponte-acquedotto, del quale si conserva un tratto lungo circa 130 metri, che assicurava il collegamento tra le due aree della residenza e consentiva l’approvvigionamento di acqua dolce. Il complesso comprendeva, inoltre, ambienti residenziali e strutture di terrazzamento, una grande e articolata peschiera destinata all’allevamento ittico, nonché un porto. Si tratta di un contesto di eccezionale rilevanza, naturalistica e storica, la cui identità visiva è da secoli definita dalla presenza della torre medievale, che si imposta sulle strutture della villa.
Il sito testimonia una lunga storia di frequentazione e utilizzo. Nel X secolo presso Astura, allora possedimento dei Conti Tuscolani, sorge un monastero dei monaci di Sant’Alessio sull’Aventino; quindi, nel 1193 la proprietà passa ai Frangipane (con la Torre e il fortilizio, già edificati). Durante il XIV secolo la Torre diventa proprietà di Bonifacio VIII, Ludovico il Bavaro, Pietro d’Aragona, per passare successivamente all’Ospedale di Santo Spirito in Sassia, ai Caetani e agli Orsini. Tra il ‘400 e la fine del ‘500 il complesso appartiene ai Colonna, con alcune parentesi papali, finché, nel 1594, viene acquisito da Clemente VIII e da allora, per tutto il XVII e XVIII secolo, l’area è coinvolta in episodi bellici nella difesa costiera contro i Turchi e i pirati. L’intero complesso, già appartenuto alla famiglia Borghese, ultima proprietaria privata, è stato acquisito dallo Stato negli anni Ottanta del XX secolo, entrando a far parte del patrimonio demaniale, ed è attualmente assegnato al Demanio militare. L’area ricade anche all’interno di un sito di importanza comunitaria (SIC).
I lavori sono stati realizzati dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti sotto la guida della Soprintendente, arch. Lisa Lambusier. Il procedimento è stato seguito dall’arch. Raffaella Strati, in qualità di Responsabile unico del progetto e direttore dei lavori, con la direzione scientifica per gli aspetti archeologici della dott.ssa Maria Teresa Moroni. Il progetto è stato redatto dal raggruppamento temporaneo di professionisti composto da BCD Progetti S.r.l., rappresentata dall’ing. Giuseppe Carluccio, dall’arch. Paola Brunori, dalla dott.ssa Francesca Carboni e da Fenice S.r.l.s. L’esecuzione dei lavori è stata affidata all’impresa Alfredo Cecchini S.r.l.
 
Accredito obbligatorio entro le ore 12.00 di giovedì 22 ottobre 2026 all’indirizzo mail: sabap-met-rm.comunicazione@cultura.gov.it
U.T.T.A.T. Nettuno (RM)
Ingresso: Piazzale degli Eroi 1, Nettuno (RM)

I commenti non sono chiusi.

Ultime notizie

Facebook