Chiusi i lavori il 30 marzo 2026, ma mancano all’appello oltre 327mila euro e non è chiaro a chi sarà affidato il bene.
La chiesa della Madonna della Neve, come la chiamano da sempre molti terracinesi, per anni è rimasta in stato di abbandono, dimenticata persino da chi le era devoto. Oggi è stata restaurata grazie ai fondi legati al PNRR. Accanto alla soddisfazione per il recupero di un luogo caro alla comunità, restano però alcuni interrogativi sull’uso delle risorse e sul futuro dell’edificio.
Il finanziamento.
Il contributo è arrivato nel maggio 2024 dal Ministero della Cultura, che ha stanziato oltre 3 milioni di euro per il recupero di due importanti beni religiosi della città. Alla chiesa di San Giovanni sono andati 2,2 milioni, mentre 900mila euro sono stati destinati a Santa Maria della Neve. Gli interventi riguardano la sicurezza sismica e il restauro dei luoghi di culto appartenenti al Fondo Edifici di Culto (FEC).
Il progetto non si limitava al restauro. Prevedeva anche la messa in sicurezza sismica della chiesetta, il recupero e la valorizzazione dell’antico sentiero pedemontano e la tutela del paesaggio circostante.
I conti che non tornano.
La tabella ancora esposta sul cantiere indica come termine dei lavori il 30 marzo 2026 e certifica una spesa di 572.721,84 euro, di cui 69.639,91 euro per oneri della sicurezza. La documentazione recuperata parla invece di un finanziamento complessivo di 900mila euro per la chiesa.
Se il cantiere è concluso, si può supporre che tutti gli interventi previsti siano stati realizzati, anche se non è stato possibile rintracciare in alcuna documentazione pubblica il dettaglio delle opere. Mentre resta da chiarire dove siano finiti i restanti 327.278,16 euro, che al momento nessuna fonte pubblica lo spiega.
Quale futuro per il bene?
Un’altra questione riguarda l’uso dell’edificio. Il sindaco Francesco Giannetti ha dichiarato che la chiesa «tornerà, insieme a quella di San Giovanni, alla città», cioè alla comunità e ai visitatori. Non ha però indicato una destinazione d’uso né il soggetto cui il bene sarà consegnato e che ne garantirà apertura, manutenzione e gestione.
Il rischio è che un luogo appena recuperato, senza un programma chiaro, torni a essere dimenticato. (everardo longarini)
P.S. Un edificio di valore storico.
Secondo le ricerche storiche, la chiesetta fu costruita nella prima metà del XVIII secolo. La prima menzione ufficiale risale a un documento notarile del 1730, che la indica con l’originaria denominazione di Santa Maria delle Fosse. Sorge in un’area di grande pregio storico e naturale, a breve distanza dall’antico Acquedotto di San Lorenzo dell’Amaseno.
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