Quello che segue è un tentato di ricostruzione del ”fascicolo del PRU Calcatore”. Lo abbiamo fatto attingendo dalle fonti giornalistiche e istituzionali pubblicate sui media. Non abbiamo naturalmente potuto consultare gli atti originali (accordo, convenzioni, delibere, verbali del Collegio di vigilanza), che andrebbero verificati con un accesso agli atti. Si rimane in ogni modo a disposizione di chi è in grado di fornirci integrazioni o rettifiche su quanto si è potuto rintracciare.
Il PRU di Calcatore inizia il suo percorso nel 1996, ma solo tra 2006 e 2008 prende forma con le firme dell’Accordo di Programma tra Regione e Comune. L’accordo originario è del 2 dicembre 2005 (l’ok della Regione all’avvio del piano risale al 2005) ed è stato approvato con decreto del Presidente della Regione n. 8/2006. La modifica e integrazione del 30/04/2008 è stata approvata con decreto n. 401 dell’8 luglio 2008, come indicato nel tuo oggetto.
Il quartiere contava oltre 5000 residenti, senza un adeguato sistema di servizi, verde, parcheggi, collegamenti e luoghi di aggregazione. Il programma doveva compensarlo. Il privato, in cambio di cubature residenziali, direzionali e commerciali, doveva realizzare per il Comune uffici, struttura polivalente, parcheggi e scuola materna.
Il soggetto attuatore è il Consorzio Calcatore Domani, unico soggetto privato interessato alla realizzazione delle opere.
Discrepanza da verificare: una fonte data la prima convenzione al 2009, un’altra al 2006. Servono gli atti per stabilire quale convenzione sia quale (potrebbe esserci una convenzione precedente alla modifica del 2008).
Variazioni del programma.
2010: i lavori partono nei primi mesi (le ruspe entrano in azione a febbraio 2010, con negozi e uffici privati e opere pubbliche come scuola materna, asilo e ufficio postale). Una fonte più recente indica l’apertura dei cantieri a ottobre 2010.
2012-2013: il consorzio chiede il cambio di destinazione d’uso da non residenziale a residenziale per parte dell’edificio commerciale/direzionale e per parte dell’edificio polifunzionale destinato al Comune. La conferenza di servizi del 2013 si chiude con esito positivo: nove alloggi di edilizia sociale a canone calmierato e altre 20 abitazioni grazie alle deroghe del Piano Casa.
Cessione dei diritti di superficie: il consorzio li cede a Sardaleasing, che li affida in uso a Marpac. L’allora commissario invitò la società a ultimare gli interventi prima di qualsiasi altra cessione.
2016: il Consiglio comunale approva la suddivisione in stralci funzionali chiesta dal consorzio. Entro marzo 2018 avrebbe dovuto consentire di completare almeno una parte del piano. Non è accaduto: la stessa fonte parla di un piano proseguito a suon di varianti e cemento e mai giunto a compimento.
2020: il Covid blocca i cantieri e viene chiesta una proroga per il 3° e 4° stralcio.
Sono stati consegnati i lotti/stralci 1 e 2, cioè l’edificio direzionale. Il Collegio di Vigilanza ha sancito la chiusura dei lavori dei lotti 1 e 2, avviando la presa in carico al Patrimonio comunale e il trasferimento degli uffici di Urbanistica, Edilizia e Vigilanza. Il trasferimento doveva liberare Palazzo Braschi per una destinazione culturale. Nell’edificio doveva andare anche la sede INPS di Terracina (come è stato). Il Comune ha preso in carico i due stralci nel 2020.
Mancano il 3° e 4° stralcio, che prevedevano il completamento della struttura polivalente e dei locali per una struttura scolastica. Dai documenti risultano quindi non consegnati:
struttura polivalente (centro polifunzionale);
scuola materna/struttura scolastica;
asilo nido, indicato come previsto dal PRU nella mozione del PD (edificazione da parte del privato a favore del Comune di un centro polifunzionale, un asilo nido e una scuola materna);
opere di collegamento e viabilità: una fonte parla di una convenzione con le Ferrovie per il collegamento tra via Napoli e via Calcatore, ma non si è trovata conferma che sia stata firmata o realizzata.
Il 3° e 4° stralcio risultano ancora incompiuti a marzo 2026, sospesi in un limbo burocratico.
Attenzione: nella cronaca locale il PRU si intreccia con altri interventi dello stesso quartiere (Piano di zona 167, palestra polidisciplinare, servizi di quartiere). L’opposizione li ha citati insieme tra le opere incompiute, ma sono procedimenti distinti e non vanno attribuiti al consorzio senza riscontro negli atti.
Il Collegio di vigilanza era di fatto inoperante perché i membri originari avevano lasciato le amministrazioni. Il sindaco Giannetti lo ha ricostituito ad agosto 2025 con decreto, e si è riunito a marzo 2026 a Roma, presso gli uffici regionali. Ha il mandato di monitorare il completamento del 3° e 4° stralcio. Dalle fonti non risulta se sia stata fissata una nuova scadenza o se siano state contestate inadempienze al consorzio.
P.S. Ricostruzione giornalistica sui soli atti pubblici, ufficiali o lavorati dalla stampa e dalle associazioni locali. La redazione è a disposizione per eventuali variazioni o implementazioni sui dati mancanti, rispetto alla completezza di una vicenda che affonda le radici dal 1996. (e.l.)
Immagini di repertorio.
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