Il fronte delle panchine pubbliche sembra vivere, negli ultimi giorni, una decisa accelerazione positiva da parte dell’amministrazione comunale. Un segnale che i cittadini attenti al decoro urbano non possono che accogliere con favore.
Non avevamo ancora fatto in tempo, questa mattina, a tessere le “lodi” del sindaco Francesco Giannetti che ci sono giunte in redazione alcune fotografie e immagini, realizzate dall’amico Egidio Chiumera. Ritraggono due panchine tecnologiche appena installate alla “spiaggetta”, dotate di sedute con pannelli solari che consentono di ricaricare le batterie dei telefoni cellulari.
Un’iniziativa lodevole, che porta anche nella nostra città un’idea di arredo urbano moderno, sostenibile e funzionale, già sperimentata con successo in altre realtà. Energia pulita, servizi utili a residenti e visitatori, spazi pubblici che diventano più vivibili: è così che si costruisce una città a misura di cittadino, soprattutto in una zona molto frequentata come quella della spiaggetta, dove turisti e famiglie trascorrono ore all’aperto.
L’unica raccomandazione che ci sentiamo di rivolgere agli “utenti” è tanto semplice quanto, purtroppo, non scontata: non sfasciarle nel giro di pochi giorni. Un investimento pubblico, per quanto ben pensato, ha senso solo se viene tutelato da chi ne beneficia, perché i costi di un eventuale danneggiamento ricadrebbero, ancora una volta, sulla collettività.
Sul tema della cura dei beni comuni, le altre immagini ricevute raccontano purtroppo un’altra storia. Ci mostrano lo stato mentale di certi fruitori, che si portano le panchine a spasso come meglio aggrada per la “pinetina”, l’area intitolata da poco a Falcone e Borsellino. Un luogo dal forte valore simbolico, dedicato alla memoria di due uomini che hanno dato la vita per la legalità e il senso dello Stato, e che meriterebbe un rispetto ben maggiore.
L’ultima istantanea di questa amena e frequentatissima zona cittadina è forse la più eloquente: i resti di un lauto pasto e di un’altrettanta generosa bevuta, abbandonati dai soliti “trogloditi” in libera uscita, che scambiano gli spazi comuni per la propria porcilaia personale.
Il punto, in fondo, è questo: le amministrazioni possono e devono investire in arredo urbano, sicurezza e decoro, ma nessuna panchina, per quanto tecnologica, e nessun parco, per quanto ben curato, può resistere all’inciviltà. Il rispetto dello spazio pubblico è un dovere di ciascuno, prima ancora che un compito dell’ente. Dove l’educazione civica non basta, servono controlli più stringenti e sanzioni esemplari per chi sporca e danneggia ciò che appartiene a tutti.
Ai cittadini che ci inviano segnalazioni e fotografie va il nostro ringraziamento: sono loro, con lo sguardo attento e il senso civico, i migliori alleati di una città più pulita e più bella. (everardo longarini)
P.S. Sindaco Giannetti, aspettiamo la dedica ad una delle panchine di prossima installazione alla spiaggetta al compianto Alberto Esposito “la mula”.
*Servizio fotografico e televisino completo sulla pagina facebook di terracina città.
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