«È giusto partire dai fatti, su questo sono d’accordo. Ma proprio per questo, quando si parla di soldi pubblici, credo che i fatti vadano raccontati tutti, non soltanto quelli relativi all’ultimo finanziamento».
Così Gina Cetrone, già consigliera regionale della Regione Lazio, interviene sul dibattito riguardante i fondi regionali destinati a Terracina, dopo la polemica sui cosiddetti “cestini smart”.
«Ho fatto una verifica delle comunicazioni ufficiali disponibili: già considerando soltanto alcuni interventi distintamente documentati, si superano i 7,1 milioni di euro di risorse regionali destinate a Terracina. Riguardano interventi diversi: la riqualificazione del lungomare, di Viale Circe e di Viale Europa, scuole e impianti sportivi, la mobilità ciclo-pedonale, il porto, i collegamenti con le Isole Pontine e, oggi, nuove dotazioni sul litorale».
Cetrone entra poi nel dettaglio. «Per i precedenti interventi su Viale Circe, Viale Europa e sugli accessi agli arenili risultano 1.437.995 euro di finanziamento regionale, a fronte di lavori dal costo complessivo di 1.932.428 euro (fonte: Lazio Innova). Nel 2025 sono stati assegnati 1.874.580 euro per l’efficientamento energetico di scuole e impianti sportivi e, nel 2026, 2,6 milioni di euro per interventi ciclo-pedonali collegati anche al Lungomare Circe (fonte: Comune di Terracina). Per il porto sono stati stanziati 400 mila euro per il dragaggio, mentre nel 2025 sono stati previsti 700 mila euro per il trasporto delle merci tra Terracina e le Isole Pontine (fonte: Comune di Terracina). Oggi si discute di altri 121.282,11 euro destinati alle nuove dotazioni sul lungomare».
«Sono numeri importanti», prosegue, «e proprio per questo credo sia doveroso andare oltre la polemica sui cestini smart. La domanda che pongo è semplice: quale bilancio complessivo possiamo fare degli investimenti realizzati negli anni sul nostro territorio? I cittadini hanno il diritto di sapere non soltanto quanti soldi vengono finanziati, ma come vengono utilizzati, quali opere vengono realizzate, quanto costano, quanto durano e come vengono mantenute nel tempo».
Secondo Cetrone, «basta percorrere Viale Circe per vedere che, nonostante gli interventi realizzati negli anni, restano strutture che necessitano di manutenzione e un lungomare che avrebbe bisogno di una cura complessiva, costante e all’altezza di una città turistica come Terracina».
L’ex consigliera respinge in anticipo l’accusa di fare polemica pretestuosa. Non sto dicendo che un finanziamento vincolato debba essere utilizzato per altro. Sto dicendo una cosa diversa: un finanziamento può essere utilizzato correttamente e, allo stesso tempo, un cittadino può legittimamente chiedere se il risultato finale sia adeguato alle risorse investite».
Poi il richiamo alla memoria amministrativa: «Alcuni dei protagonisti della politica cittadina di allora sono, in parte, ancora oggi protagonisti della politica locale, pur avendo nel tempo cambiato partito o collocazione. Non è un giudizio sulle persone: la storia amministrativa di una città non può essere riscritta ogni volta che cambiano le appartenenze».
La richiesta finale è concreta: «Il Comune pubblichi un quadro riepilogativo degli interventi finanziati dalla Regione sul territorio di Terracina negli ultimi anni, indicando per ciascuno l’importo assegnato, il costo complessivo, l’opera realizzata, lo stato attuale e le eventuali successive spese di manutenzione. Sarebbe questa, per me, la vera “cittadinanza attiva”».
E conclude: «Chiedere trasparenza sull’utilizzo delle risorse pubbliche non significa essere contro l’Amministrazione. Significa rispettare i cittadini che quelle risorse, direttamente o indirettamente, contribuiscono a finanziarle». (e.l.)
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