martedì 03 Novembre 2026,

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Terracina, appalto rifiuti da 100 milioni: l’interdittiva antimafia su Super Eco apre nuovi interrogativi

scritto da Redazione
Terracina, appalto rifiuti da 100 milioni: l’interdittiva antimafia su Super Eco apre nuovi interrogativi

Dall’aggiudicazione della gara al ricorso al TAR, fino al provvedimento della Prefettura di Frosinone: il Comune è chiamato a fare chiarezza sul futuro del servizio, sulla tutela dei lavoratori e sulla pulizia della città.

«Abbiamo appreso notizie inerenti la società Super Eco che stiamo approfondendo nel rispetto della normativa vigente, nell’interesse della collettività terracinese e dei lavoratori, per assicurare il rispetto della legge, la tranquillità dei nostri concittadini e la pulizia della Città. Continueremo ad impegnarci sempre e soltanto nel rispetto delle procedure e senza alcun interesse personale adottando ogni necessario atto».

Sono le parole del sindaco di Terracina, Francesco Giannetti, in merito alle notizie che riguardano Super Eco, la società attualmente incaricata della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti in città.

Una dichiarazione istituzionale che, tuttavia, potrebbe lasciare molti cittadini con più di un interrogativo. Chi non ha seguito le vicende dell’appalto, infatti, difficilmente può comprendere cosa stia realmente accadendo e perché il gestore del servizio sia finito al centro di una questione tanto delicata.

È quindi opportuno ripercorrere, seppur sinteticamente, le tappe principali di una vicenda che riguarda un appalto del valore di circa 100 milioni di euro per nove anni, uno degli affidamenti pubblici più importanti per Terracina.

Un appalto da 100 milioni e un percorso travagliato.

La gara per la gestione del servizio di igiene urbana è stata aggiudicata a Super Eco S.r.l., società di Cassino, dopo un articolato iter amministrativo. L’aggiudicazione, avvenuta nel febbraio 2026, è stata contestata da De Vizia Transfer, precedente gestore del servizio, che ha presentato ricorso al TAR del Lazio.

In una prima fase, nell’aprile scorso, il tribunale amministrativo aveva sospeso cautelativamente l’efficacia dell’aggiudicazione. Successivamente, nel luglio 2026, il TAR ha respinto il ricorso principale, consentendo di procedere con il cambio di gestione.

Dal 1° settembre 2026 Super Eco è così subentrata ufficialmente a De Vizia nella gestione dei rifiuti a Terracina.

L’esposto alla DDA e i precedenti della società.

Sulla società erano già state sollevate richieste di approfondimento da parte di alcune associazioni, che nel marzo scorso avevano presentato un esposto alla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, alle Prefetture e alle Procure competenti.

L’iniziativa chiedeva di verificare eventuali criticità sotto il profilo della legalità e dei requisiti antimafia, anche alla luce di precedenti vicende investigative riguardanti il settore dei rifiuti e alcuni soggetti collegati alla storia societaria.

L’interdittiva antimafia: adesso il caso riguarda direttamente Terracina.

Il fatto nuovo e più rilevante è arrivato il 2 novembre 2026, con la notizia della notifica a Super Eco di un’interdittiva antimafia da parte della Prefettura di Frosinone, ai sensi del decreto legislativo 159/2011.

Un provvedimento amministrativo di particolare gravità, che pone inevitabilmente interrogativi sulla possibilità per la società di continuare a gestire servizi affidati da enti pubblici.

È bene precisare che l’interdittiva antimafia non equivale a una condanna penale, ma rappresenta una misura preventiva che produce conseguenze rilevanti nei rapporti contrattuali con la pubblica amministrazione.

Ed è proprio questo il punto che interessa direttamente Terracina.

Super Eco ha iniziato a gestire il servizio cittadino da appena due mesi. L’amministrazione comunale si trova ora a dover valutare attentamente gli effetti del provvedimento prefettizio e gli eventuali atti da adottare, nel rispetto della normativa vigente.

Le domande alle quali il Comune deve rispondere.

La questione non è soltanto giuridica o amministrativa. In gioco ci sono la continuità di un servizio essenziale, la pulizia della città, la tutela dei lavoratori e l’utilizzo di risorse pubbliche per un appalto da circa 100 milioni di euro.

È quindi legittimo chiedersi:

  • Quali conseguenze avrà l’interdittiva antimafia sul contratto stipulato dal Comune con Super Eco?

  • Quali provvedimenti intende adottare l’amministrazione Giannetti?

  • Come sarà garantita la continuità della raccolta dei rifiuti?

  • Quali garanzie verranno offerte ai lavoratori attualmente impiegati nel servizio?

  • Quali verifiche erano state effettuate prima dell’aggiudicazione e dell’avvio dell’appalto?

Sono interrogativi ai quali i cittadini hanno diritto di ottenere risposte chiare.

La città attende chiarezza.

Le parole del sindaco Giannetti rappresentano un primo intervento pubblico sulla vicenda. Il richiamo al rispetto della legge, alla tutela dei lavoratori e all’interesse della collettività è certamente importante, ma ora occorre capire quali saranno i passaggi amministrativi conseguenti.

Non si tratta di anticipare giudizi o attribuire responsabilità, ma di garantire che un servizio fondamentale per Terracina sia gestito nella piena osservanza delle regole.

Un appalto di questa portata non riguarda soltanto una società e un contratto: riguarda l’intera comunità, il denaro pubblico, decine di lavoratori e il decoro urbano.

Terracina ha diritto di sapere come si è arrivati a questa situazione e, soprattutto, quali decisioni verranno assunte per affrontarla.

Perché se la pulizia della città è un’esigenza quotidiana, la legalità e la trasparenza amministrativa devono essere una garanzia altrettanto irrinunciabile. (everardo longarini)

*Nella foto il sindaco di Terracina Franesco Giannetti.

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