Bruxelles, 25 settembre 2026 – “I 73,5 milioni di euro mobilitati dalla Commissione europea attraverso la riserva agricola rappresentano una risposta concreta alle difficoltà degli allevatori italiani colpiti dall’influenza aviaria e dalla peste suina africana”. Così in una nota l’europarlamentare di Forza Italia Salvatore De Meo, membro della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo.
“Si tratta di 61 milioni destinati al settore avicolo e di ulteriori 12,5 milioni per quello suinicolo. Risorse importanti per sostenere aziende che hanno subito perdite e restrizioni a causa delle misure necessarie a contrastare le epidemie. Difendere la competitività e la capacità produttiva delle nostre aziende significa anche poter intervenire rapidamente di fronte a emergenze sanitarie, climatiche o di mercato. È questa l’Europa che vogliamo, capace non solo di chiedere agli agricoltori ma anche di sostenerli concretamente quando affrontano difficoltà ed emergenze”, conclude De Meo.
MEDAGLIA D’ONORE ALLA MEMORIA DEL TENENTE MARIO CIACCIO, INTERNATO MILITARE ITALIANO
A Viterbo il riconoscimento dello Stato a uno dei militari italiani che, dopo l’8 settembre 1943, scelse la prigionia e il lavoro coatto piuttosto che collaborare con il nazismo e la Repubblica Sociale Italiana
Viterbo, 26 settembre 2026
C’è il valore di una scelta personale che diventa patrimonio della memoria collettiva nella Medaglia d’Onore conferita alla memoria del Tenente Mario Ciaccio, Internato Militare Italiano, tra i protagonisti di una delle pagine più significative e a lungo meno conosciute della storia nazionale.
Il riconoscimento è stato consegnato mercoledì 23 settembre presso la sede di Unindustria a Viterbo, nell’ambito della cerimonia organizzata dalla Prefettura di Viterbo per la consegna delle Medaglie d’Onore attribuite ai cittadini italiani, militari e civili, deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto durante la Seconda guerra mondiale.
Tra gli insigniti alla memoria figura il Tenente Mario Ciaccio, ufficiale del 42° Reggimento Fanteria della Divisione “Modena”, catturato dalle forze tedesche a Giannina, in Grecia, il 12 settembre 1943, pochi giorni dopo l’annuncio dell’armistizio. Il riconoscimento è stato ritirato dal nipote Mario Ciaccio, che porta appunto il suo stesso nome.
La sua vicenda si inserisce nella storia degli Internati Militari Italiani, gli IMI. Dopo l’8 settembre 1943 circa 650.000 militari italiani catturati dalle forze tedesche furono chiamati a una scelta drammatica: aderire alla Repubblica Sociale Italiana o continuare a combattere al fianco della Germania nazista, oppure affrontare la prigionia. La maggioranza rifiutò.
Quel rifiuto fu pagato con la deportazione nei lager, la fame, le malattie, le violenze e il lavoro coatto. Per decine di migliaia di uomini significò anche la morte. Una scelta compiuta lontano dalla propria terra, spesso senza alcuna certezza sul futuro, ma che oggi viene riconosciuta come un atto di fedeltà, dignità e libertà.
La Repubblica italiana ha voluto consacrare questa memoria istituendo, con la legge 13 gennaio 2025, n. 6, la Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la Seconda guerra mondiale, che si celebra il 20 settembre. La norma ricorda espressamente quanti subirono violenze fisiche e morali e furono destinati al lavoro coatto per il loro rifiuto di collaborare con lo Stato nazionalsocialista e con la Repubblica Sociale Italiana.
Nel corso della cerimonia il Prefetto di Viterbo, Sergio Pomponio, ha richiamato il valore civile di questa memoria, sottolineando come ricordare le atrocità della Seconda guerra mondiale sia indispensabile affinché non abbiano a ripetersi. «Facendo memoria del passato, facciamo memoria di noi stessi», ha ricordato il Prefetto, aggiungendo che «la dignità umana è insopprimibile».
È all’interno di questo contesto storico che si colloca la vicenda del Tenente Mario Ciaccio.
Nato in provincia di Palermo, era un giovane ufficiale del 42° Reggimento Fanteria della Divisione “Modena”, dislocata nell’Epiro meridionale. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, il rapido crollo dei rapporti con l’ex alleato tedesco travolse anche il suo reparto. Il 12 settembre, a Giannina, le truppe italiane furono circondate e disarmate. Per Mario Ciaccio ebbe così inizio una prigionia destinata a durare 628 giorni.
Seguì un lungo e durissimo trasferimento verso la Germania. Prima sugli autocarri e poi all’interno di carri ferroviari merci, utilizzati anche per il trasporto del bestiame, affrontò un viaggio di circa cinque settimane nelle condizioni estreme che caratterizzarono la sorte di migliaia di internati italiani. Registrato presso lo Stalag IV B di Mühlberg, fu successivamente trasferito nell’area dello Stalag IV D di Torgau. Alla condizione di prigioniero si aggiunse quella di lavoratore coatto. Venne infatti impiegato dapprima presso imprese tedesche e successivamente nell’area industriale di Schkopau, uno dei principali poli chimici strategici per l’economia di guerra del Terzo Reich. Qui, come migliaia di altri Internati Militari Italiani, visse giornate segnate dal lavoro estenuante, dalla fame, dalle privazioni e dalla costante incertezza sul proprio destino. Dietro il numero di matricola e dietro la definizione amministrativa di “Internato Militare Italiano” rimaneva tuttavia la scelta che aveva determinato quella condizione: non collaborare. È questo il significato più profondo della storia degli IMI. Uomini ai quali fu offerta la possibilità di sottrarsi, almeno in parte, alla prigionia aderendo alla Repubblica Sociale Italiana o collaborando con la Germania nazista e che decisero invece di affrontarne consapevolmente le conseguenze. Per Mario Ciaccio quella scelta significò trascorrere lontano dall’Italia quasi due anni della propria giovinezza. La libertà arrivò soltanto nel 1945. Dopo oltre seicento giorni di deportazione, internamento e lavoro coatto, poté finalmente intraprendere il viaggio di ritorno verso l’Italia e la sua Sicilia. Come accadde a molti ex internati, la sofferenza vissuta durante la guerra fu seguita da decenni di silenzio. Intere esistenze tornarono a svolgersi lontano dai riflettori, custodendo ricordi spesso difficili persino da raccontare.
Per questo la Medaglia d’Onore conferita alla memoria del Tenente Mario Ciaccio assume un significato che va oltre il riconoscimento individuale. È il tributo della Repubblica a una scelta morale compiuta in uno dei momenti più drammatici della storia italiana. È il riconoscimento di quel “no” pronunciato dopo l’8 settembre 1943, quando dire no significava accettare il rischio della deportazione, della fame, del lavoro coatto e della morte. È anche il riconoscimento a un’intera generazione di militari italiani che trasformò il rifiuto della collaborazione in una forma di resistenza senza armi. A oltre ottant’anni di distanza, la storia del Tenente Mario Ciaccio continua a parlare al presente. Restituire memoria alla sua vicenda significa restituire un nome, un volto e una storia alle centinaia di migliaia di italiani che nei lager del Terzo Reich difesero la propria dignità attraverso una scelta personale tanto silenziosa quanto coraggiosa. La Medaglia d’Onore consegnata a Viterbo il 23 settembre 2026 rende oggi quella memoria parte integrante della memoria pubblica del Paese.
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A SULMONA LA MAGIA DI ENNIO MORRICONE INCONTRA LA SOLIDARIETA’
DOMENICA 11 OTTOBRE “CINEMUSICA” AL TEATRO COMUNALE “MARIA CANIGLIA”
GRAN GALA’ DEDICATO AL MAESTRO MORRICONE
Sulmona, 26 settembre 2026
La grande musica da film di Ennio Morricone torna a emozionare il pubblico in una serata speciale all’insegna dell’arte e della solidarietà. Domenica 11 ottobre 2026, alle ore 18, il Teatro Comunale “Maria Caniglia” di Sulmona (L’Aquila) ospiterà “Cinemusica – Il Gran Galà: Omaggio a Ennio Morricone”, un evento promosso dall’Associazione Nomadi Fans Club in collaborazione con il Comune di Sulmona, con finalità benefiche a sostegno del Reparto di Pediatria dell’Ospedale di Sulmona e del Reparto di Chirurgia dell’Ospedale di Popoli.
Sarà un viaggio emozionante attraverso le colonne sonore che hanno reso immortale il genio del Maestro Morricone, accompagnando generazioni di spettatori e scrivendo pagine indimenticabili della storia del cinema mondiale. Musica, immagini, racconto e interpretazione si fonderanno in uno spettacolo capace di celebrare uno dei più grandi compositori del Novecento e, allo stesso tempo, di trasformare l’emozione in un gesto concreto di solidarietà. Sul palco si esibiranno l’Orchestra Tebaide d’Italia e il Coro Lirico A.C.O.M., diretti rispettivamente dal Maestro Cosimo Maraglino e dal Maestro Gennaro Continillo. La sceneggiatura e la regia sono firmate da Raffaella Balestra. Il cast vedrà protagonisti il soprano Flora Contursi, il tenore Stefano Sorrentino, l’attrice e voce narrante Gisella Carone e l’attore Cosimo Salvi. In scaletta ci saranno i temi più celebri tratti da film come “C’era una volta il west”, “Giù la testa”, “C’era una volta in America”, “Per un pugno di dollari” e tanti altri.
Ad aprire il concerto sarà la performer Sabrina Tauro, ospite della serata, che renderà omaggio al teatro e alla cultura napoletana attraverso un percorso dedicato a Eduardo De Filippo, alla sua indimenticabile “Filumena Marturano”, nel suo 80° anniversario, e alla grande tradizione della canzone napoletana. Un tributo che celebrerà anche la figura di Totò e una delle più autentiche espressioni della cultura italiana, proprio mentre la Canzone Classica Napoletana è candidata a diventare Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO.
“Con questo appuntamento vogliamo dimostrare ancora una volta quanto la musica possa essere uno straordinario strumento di unione e solidarietà”, dichiara il presidente dell’Associazione Nomadi Fans Club, Vincenzo Bisestile, “Abbiamo scelto di rendere omaggio a Ennio Morricone perché la sua arte appartiene al patrimonio culturale di tutti noi e continua a parlare al cuore delle persone. Il nostro obiettivo è trasformare la bellezza di queste musiche in un aiuto concreto per due reparti ospedalieri che svolgono ogni giorno un lavoro prezioso a favore delle comunità del territorio. Ringrazio il Comune di Sulmona, gli artisti e tutti coloro che stanno contribuendo alla realizzazione di una serata che unirà cultura, emozione e impegno sociale. Partecipare significherà non solo assistere a uno spettacolo di grande qualità, ma anche compiere un gesto di vicinanza e sostegno verso chi ne ha più bisogno”.
L’iniziativa si inserisce nel solco delle attività solidali promosse dall’Associazione Nomadi Fans Club e si propone di coinvolgere cittadini, istituzioni e appassionati di musica in un progetto che mette al centro la cultura come veicolo di partecipazione e attenzione verso il prossimo. I posti sono numerati. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero 389 973 7620. È inoltre attiva la prevendita online attraverso il circuito Ciaotickets.
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ROMA, BARBERA (PRC): “SOLIDARIETÀ AI MILITANTI OSA AGGREDITI DA UN FILOISRAELIANO. EPISODI SEMPRE PIÙ GRAVI, NON VANNO SOTTOVALUTATI”
“Esprimo piena solidarietà e vicinanza ai due militanti di OSA che, secondo quanto denunciato dall’organizzazione, sarebbero stati aggrediti oggi a Roma sul Lungotevere, nei pressi di piazza Cavour, mentre si recavano in moto a una manifestazione portando bandiere palestinesi. Se confermata, la dinamica descritta è gravissima e ci auguriamo innanzitutto che i due ragazzi possano riprendersi rapidamente”.
Lo dichiara Giovanni Barbera, segretario della Federazione romana di Rifondazione Comunista e membro della Direzione nazionale del PRC
“Non possiamo più considerare isolati o marginali gli episodi di violenza e intimidazione che negli ultimi tempi hanno colpito nella Capitale persone impegnate nelle mobilitazioni antifasciste e a sostegno della Palestina. Quanto denunciato oggi arriva dopo altri fatti preoccupanti, compreso l’episodio dello scorso 25 aprile contro due iscritti all’ANPI, anche questo da parte di un filo israeliano.
Lo dico anche per esperienza personale. Il 4 agosto 2024 fui aggredito davanti alla sede romana di Rifondazione Comunista, a piazzale degli Eroi, da un sostenitore di Israele che stava strappando manifesti di solidarietà con il popolo palestinese. Tentò di colpirmi con un manganello retrattile, dopo aver danneggiato la porta d’ingresso della nostra sede. L’aggressore fu identificato e denunciato e proprio mercoledì prossimo è prevista a piazzale Clodio un’udienza relativa a quella vicenda.
È necessario che istituzioni, forze democratiche e organi d’informazione prestino maggiore attenzione a questi episodi. Le autorità accertino rapidamente quanto avvenuto oggi e individuino eventuali responsabilità. Nessuno può pensare di intimidire o aggredire impunemente chi manifesta solidarietà con il popolo palestinese.
La critica al governo israeliano e al sionismo deve poter essere espressa liberamente, senza che nessuno rischi violenze o intimidazioni. Contrastare queste aggressioni significati difendere uno spazio democratico che riguarda tutti.
Roma deve essere una città nella quale si possa manifestare per la Palestina, contro la guerra e contro le politiche del governo Netanyahu senza avere paura di essere aggrediti”
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Provvedimento contestato dal Tar
“L’assessore alla mobilità Patanè sciorina i dati sul calo degli ingressi nella Ztl centro storico delle auto elettriche, un ‘successo’ dovuto al nuovo balzello stabilito dalla giunta Pd a inizio estate: ma l’esagerato importo richiesto è stato già stato contestato dal Tar, che chiede di motivare la scelta. La sinistra che invitava i romani a comprare le auto elettriche, anche perché avrebbero consentito di spostarsi all’interno del centro storico gratuitamente, una volta che il nuovo parco macchine è diventato congruo, ha preparato la stangata con una tassa inaccettabile, smascherando un vero bluff, un inganno perpetrato ai danni dei cittadini che hanno investito su questi veicoli per agevolare il proprio diritto alla mobilità e invece sono stati maltrattati e presi in giro come sudditi indegni di rispetto“. Lo dichiara in una nota il capogruppo della Lega in Campidoglio Fabrizio Santori. “Basta ingannare i romani, spremerli come limoni e spacciare certi espedienti per successi invece di vergognarsene”, conclude il leghista.
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