Legambiente Terracina inserisce il nubifragio del 20 e 21 ottobre nell’Osservatorio Città Clima, denunciando le conseguenze della crisi climatica, della mancata manutenzione e dell’assenza di una riprogettazione del territorio e delle infrastrutture urbane e agricole.
Le forti piogge hanno provocato esondazioni, allagamenti e danni in diverse zone della città, tra cui Borgo Hermada, via Pontalto, via Ponte Rosso e la via Appia. Il Circolo sottolinea che questi fenomeni non possono più essere considerati eventi eccezionali, ma devono essere affrontati attraverso una pianificazione strutturale e interventi di prevenzione.
Nonostante l’approvazione, nel 2019, della Dichiarazione di Emergenza Climatica e del PAESC, secondo Legambiente gli impegni assunti sono rimasti in gran parte inattuati. L’associazione chiede quindi un Piano comunale di adattamento ai cambiamenti climatici, la manutenzione costante dei canali, lo stop al consumo di suolo, il recupero della permeabilità dei terreni e lo sviluppo di infrastrutture verdi e sistemi di drenaggio sostenibile.
Legambiente ribadisce la necessità di superare la logica dell’emergenza, rafforzando la collaborazione tra gli enti, il monitoraggio del territorio e l’informazione dei cittadini, per ridurre i rischi legati a frane, alluvioni ed eventi meteorologici estremi.
Per riportare la crisi climatica al centro del dibattito pubblico, una delegazione del Circolo di Terracina parteciperà alla manifestazione nazionale “La Terra chiamò”, prevista a Roma il 5 dicembre, in Piazza del Popolo, a partire dalle ore 12:30.
Come dichiara Anna Giannetti, presidente di Legambiente Terracina e consigliera nazionale dell’associazione, la crisi climatica deve essere considerata un fattore strutturale in ogni scelta di progettazione e manutenzione del territorio. La prevenzione, l’adattamento e la cura dell’ambiente sono indispensabili per tutelare le persone e ridurre i danni futuri. (e.l.)
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