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Tribunale di Terracina. Cetrone: «Per una giustizia più giusta si inizi con il revocare l’emendamento approvato dalla Commissione Bilancio del Senato il 1° settembre 2011, D. Legge 138/2011»

scritto da Redazione
Tribunale di Terracina. Cetrone: «Per una giustizia più giusta si inizi con il revocare l’emendamento approvato dalla Commissione Bilancio del Senato il 1° settembre 2011, D. Legge 138/2011»

Mi scuso con l’Associazione Forense di Terracina per la mia mancata presenza all’importante dibattito che riguarda il futuro prossimo della sede del Tribunale di Terracina, oggi cancellato da una legge ingiusta licenziata senza criteri oggettivi.
A scanso di equivoci riaffermo che non mi sono piaciute le dichiarazioni di autorevoli esponenti del Popolo della Libertà, che se potessero scegliere manterrebbero chiuso il Tribunale di Terracina.
Con tutto il rispetto che si deve a opinioni diverse, credo che Terracina e Gaeta meritino di avere sedi di giustizia in attività, non fosse altro perché sono territori fortemente a rischio e sguarnire questi presidi potrebbe significare lasciarli  in balia di fameliche  consorterie malavitose.
Sono poi pienamente a sostegno dell’Associazione Forense di Terracina e dell’intera avvocatura della Provincia di Latina, che con onore si sta battendo affinché l’attuato progetto di legge possa essere nel breve tempo rivisto.
I cittadini devono però sapere che il riassetto della geografia giudiziaria fu approvato in Commissione bilancio del Senato il 1° settembre 2011, ponendo a fondamento del provvedimento un presunto risparmio di spesa.
Purtroppo, solo presunto.
Perché a soppressione-spostamento attuato il Tribunale di Terracina porta in dote a quello di Latina un allegro lievitare di spese, tutte a carico della finanza pubblica.
Senza considerare l’eliminazione della funzione cardine svolta storicamente dalla Città di Terracina per tutti i Comuni facenti parte del Sub Circondario del Tribunale, gravemente svilita e con una sostanziale perdita della qualità della giustizia e l’allungamento inevitabile dei tempi medi di svolgimento dei procedimenti.
Dobbiamo quindi avere il coraggio di affermare chiaramente ai cittadini che il provvedimento adottato è una vera e propria ciofeca, al quale hanno partecipato in eguale misura tecnici e politici di tutti gli schieramenti.
Un provvedimento che deve essere eventualmente ottimizzato se non addirittura revocato, perché così com’è stato licenziato manifesta la sua piena incapacità di essere utile al sistema giustizia.

On. Gina Cetrone
Consigliere regionale Fratelli d’Italia

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