domenica 28 Febbraio 2021,

Provincia di Latina

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Province. Sì a confronto, ma senatori buddiosi. Firmato Griffi.

scritto da Redazione
Province. Sì a confronto, ma senatori buddiosi. Firmato Griffi.

L’iter istituzionale per l’approvazione del processo di riordino delle Province pare di colpo aver perso il ritmo necessario per la conversione in legge – il cui termine ultimo scade il 5 gennaio – complice anche l’aria da fine legislatura che ormai caratterizza Camera e Senato. Intanto, esaurito stamattina in Commissione Affari Costituzionali al Senato il confronto sulle linee generali del decreto (il 188), si va delineando l’arrivo in Aula del testo, pur tra più di un dubbio dei senatori e la probabile reintroduzione della pregiudiziale di incostituzionalità da parte di Pdl e Lega. Intanto nella riunione di oggi in Commissione Affari Costituzionali il ministro per la P.A. Filippo Patroni Griffi, presente alla discussione, ha confermato lo spiraglio sul confronto nel merito, pur tra tantissimi distinguo dei commissari, praticamente tutti, da sinistra a destra.
Il governo ha fatto le sue scelte e se ne assume per intero le sue responsabilità“, ha premesso Patroni Griffi al termine della riunione della Commissione Affari Costituzionali, spiegando che in ogni caso l’esecutivo “é aperto al confronto. Ma ora – ha aggiunto – bisogna riflettere, anche se è chiaro che alla fine decide il Parlamento“, ha poi tagliato corto.
Costruttivo ma con qualche distinguo l’atteggiamento del presidente della Commissione Carlo Vizzini, che ha annunciato un incontro nelle prossime ore con Patroni Griffi per mettere a punto “un possibile percorso per il decreto sulle Province“. Non senza aggiungere però che, “pur percependo bene il fermento che grava intorno al provvedimento, è però sotto gli occhi di tutti il momento critico che sta attraversando la legislatura, arrivata ormai agli sgoccioli, cosa di cui spero il governo sappia rendersi conto“.
Intanto, in vista dell’ audizione di giovedì con Upi, Anci e Conferenza delle Regioni, uno dei relatori, il Pdl Filippo Saltamartini, ha tenuto a prendere le distanze sul trattamento riservato alle Province e ha spiegato di “comprendere bene le loro ragioni“, visto “che sono alle prese con un terzo provvedimento dopo il decreto Salva Italia e quello sulla spending review“. Ma dall’esame del testo, ha poi attaccato, “é emersa in Commissione la richiesta di conformare il testo alla Carta Ue delle Autonomie, che prevede che in caso di accorpamento dei territori vengano ascoltati i cittadini dei territori per conoscere preventivamente il loro parere“.
Disponibile a rimettere mano al decreto anche Roberto Calderoli, che tra l’altro ha minacciato di rimettere la pregiudiziale di costituzionalità in Aula: “sono pronto a incontrare il Ministero per la P.A. per riscrivere il testo – ha detto l’ex ministro della Lega – ma qualcuno deve capire che non si può calpestare la Costituzione, come è stato fatto con il Salva Italia e con la spending review“.
Critico anche Mauro Marino del Pd, secondo il quale del dl “non si è prestata la necessaria attenzione ai particolari” e comunque “si poteva fare meglio“.
Caustico infine Pancho Pardi, capogruppo in Commissione per l’Idv: “credo che il decreto presenti rischi di incostituzionalità, perché non è possibile prevedere di far decadere Giunte e Consigli di un’assemblea democraticamente eletta“.

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