domenica 03 Marzo 2024,

Cronaca

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Roma. Tutto su Mafia Capitale

scritto da Redazione
Roma. Tutto su Mafia Capitale

MAFIA CAPITALE: AL VIA SECONDA UDIENZA, DIETRO SBARRE IN AULA ANCHE GRAMAZIO E PANZIRONI
In videocollegamento Carminati, Brugia, Buzzi e Testa. Odevaine assente 
E’ ripreso alle 9.40 dall’aula bunker di Rebibbia il maxi processo a ‘Mafia Capitale‘. In aula davanti alla decima sezione penale del Tribunale presieduta da Rosanna Ianniello alcuni dei 46 imputati. Dietro le sbarre, nelle 7 celle dell’aula, anche l’ex capogruppo Pdl alla Regione Lazio Luca Gramazio e l’ex ad di Ama Franco Panzironi. In aula l’ex dg Ama Giovanni Fiscon, l’ex consigliere comunale pd Pier Paolo Pedetti e l’ex vice coordinatore di Fi Giordano Tredicine. Diversi gli imputati assenti, tra questi Mirko Coratti, Andrea Tassone e Luca Odevaine che aveva partecipato alla prima udienza.
Collegati in videoconferenza per tutta la durata del processo Massimo Carminati, il ‘ras’ delle cooperative Salvatore Buzzi e l’ex Nar Roberto Brugia. Un provvedimento preso per motivi di sicurezza: Carminati in collegamento dal carcere di Parma dove è detenuto al regime del 41bis, Buzzi da quello di Tolmezzo e Brugia daTerni. In videoconferenza dal carcere di Secondigliano anche l’imputato Fabrizio Franco Testa.
Al centro della giornata di oggi l’ammissione delle parti civili, 55 le richieste depositate nella prima udienza del 5 novembre: oltre al Comune di Roma, Regione Lazio, Ama, Confindustria, vari associazioni antimafia e diversi esponenti politici, tra cui Riccardo Magi e i due grillini Roberta Lombardi e Marcello De Vito, ci sono anche tre profughi del Darfur, un rifugiato politico pachistano di 23 anni e 37 nomadi di Castel romano.


MAFIA CAPITALE, AL VIA SECONDA UDIENZA: AULA BUNKER REBIBBIA GREMITA
In un’aula bunker di Rebibbia gremita è iniziata la seconda udienza del processo a Mafia Capitale. Davanti ai giudici della X sezione penale, presieduta da Rosanna Ianniello saranno affrontate le questioni legate alle costituzioni di parte civile. Nella prima udienza, infatti, erano state depositate 55 istanze, per circa 150 soggetti, tra cui quella del Comune di Roma e della Regione Lazio. L’udienza è iniziata con un po’ di ritardo a causa di lunghe file per l’accesso tra avvocati, giornalisti e pubblico. Oltre settanta le testate accreditate e circa ottanta gli accrediti per operatori televisivi e fotografi. A rappresentare l’accusa i pm Luca Tescaroli, Paolo Ielo e Giuseppe Cascini. Tra gli imputati eccellenti presenti in cella in aula vi sono l’ex capogruppo Pdl alla Regione Lazio Luca Gramazio e l’ex Ad Ama Franco Panzironi. Tra gli assenti il componente del tavolo di coordinamento nazionale sull’accoglienza per i richiedenti asilo Luca Odevaine. Tra gli imputati presenti in aula accanto ai loro legali vi sono gli ex consiglieri comunale Pierpaolo Pedetti, Giordano Tredicine, l’ex dirigente Eur spa Carlo Pucci, l’ex dirigente dell’ufficio giardini di Roma Capitale Claudio Turella, l’ex Ad Ama Giovanni Fiscon. In aula anche venti dei 37 nomadi del campo di Castel Romano che hanno chiesto di costituirsi parte civile. Collegati in videoconferenza Massimo Carminati dal carcere di Parma, Salvatore Buzzi da Tolmezzo, Riccardo Brugia da Terni, Fabrizio Franco Testa da Secondigliano.


Mafia Roma: pm, no Comune come responsabile civile
Ielo chiede a giudici di respingere istanza anche su cittadini
La Procura ha espresso il suo parere negativo in relazione alla citazione come responsabile civile del Comune di Roma nel processo a Mafia Capitale. Prendendo la parola in aula il pm Paolo Ielo ha chiesto di rigettare una delle istanze presentate dal Codacons che chiedeva di individuare nell’amministrazione comunale uno dei responsabili civili. La procura ha, inoltre, proposto alla corte anche la non ammissione come parte civile dei cittadini di Roma, quasi tutti esponenti del M5S, che hanno fatto richiesta. Secondo alcuni difensori l’ammissione dei ‘cittadini’ potrebbe rendere il collegio incompatibile e imporrebbe il trasferimento del processo a Perugia.


MAFIA CAPITALE, LEGALE CARMINATI: PROCESSO NON È CARROZZONE DOVE SALIRE
Che questo sia un processo o un processetto, quello di Mafia Capitale non deve essere scambiato per un carrozzone sul quale provare a salire avanzando richieste pretestuose e inverosimili: leggere che tra i soggetti e gli enti che ritengono di aver subito danni dalle condotte contestate agli imputati e che hanno chiesto di costituirsi parte civile ci sono da un lato la Confindustria e dall’altro 37 signori rom vuol dire che c’è qualcosa che non va o quantomeno stona. Oltre al fatto che la presenza di oltre cinquanta parti civili paralizzerebbe il processo. Poi tra quelli che si ritengono legittimati a presentare la domanda c’e’ l’immancabile Codacons“. Così l’avvocato Ippolita Naso, legale dell’ex Massimo Carminati, ritenuto dalla Procura il capo dell’associazione di stampo mafioso denominata Mafia Capitale.
Il Codacons – spiega la penalista, che difende anche Riccardo Brugia e Fabrizio Franco Testaha uno statuto talmente generico che ogni giorno, in ogni tribunale e in ogni processo può chiedere di costituirsi parte civile in rappresentanza della popolazione. Il Codacons c’è sempre, al pari delle altre associazioni che tutelano i presunti diritti dei consumatori e dei cittadini“.
Anche la Camera di Commercio e Sos Impresa, a parere dell’avvocato Naso, non sono legittimate. Il legale si dice d’accordo solo sull’ammissione a parte civile di Comune, Regione, Ama. Per il penalista inoltre Le varie associazioni antimafia e antiracket non sono legittimate a costituirsi parte civile nel processo a ‘Mafia Capitale‘ “perché non c’entrano nulla con questa vicenda, essendo sorte in aree e realtà criminali ben diverse dalla nostra“. Per l’avvocato Ippolita Naso, difensore dell’ex Nar Massimo Carminati, “la mafia tradizionale è la vera mafia, quella che chiede il pizzo, che fa uso di minacce e violenza. Questa di ‘Mafia Capitale’ è una mafia che fa un’attività totalmente opposta e speculare, cioè paga e corrompe i pubblici funzionari. La nostra di cui ci occupiamo è originale perché fa sentire la sua presenza sul territorio attraverso un’attività corruttiva“.
Parere negativo dall’avvocato Naso anche alla costituzione del Pd: “Credo che se il partito democratico – ha detto – lamenta danni di immagine dovrebbe chiederli a chi ha effettivamente danneggiato partito e che lo rappresentavano: tenderei ad escludere che Carminati o Testa siano mai stati iscritti al Pd“. La penalista, inoltre, si è opposta alla richiesta di costituzione di una decina di rifugiati afferrando che “se non fosse stato per quella intercettazione in cui si parlava di ‘business dei migranti’ nessuno avrebbe potuto parlare di business dei migranti“. Di quella intercettazione, ha proseguito, “è stato fatto un trailer cinematografico che ha preparato questo processo“.


MAFIA CAPITALE. LEGALE CARMINATI: PROCESSO NON SIA CARROZZONE SU CUI SALIRE
LAMENTANO DANNI DA CONFINDUSTRIA A ROM, QUALCOSA NON VA
Che sia un processo o un processetto, non dovrebbe essere scambiato per un carrozzone sul quale provare a salire“. Così l’avvocato Giosuè Naso, legale di Massimo Carminati, nel contestare alcune delle 55 costituzioni di parte civile nel processo Mafia Capitale, che a suo avviso “potrebbero paralizzare il processo“.
Se in un procedimento penale -ha aggiunto- si costituiscono parti civili e lamentano danni in giudizio da Confindustria a un gruppo di signori rom c’è qualcosa che non va, o quanto meno stona“.


MAFIA CAPITALE, LEGALE BUZZI: NO A COMUNE, REGIONE E PD PARTI CIVILI
L’associazione per delinquere di stampo mafioso non può essere considerata come una società in cui si dividono gli utili, qui ognuno risponde per conto suo. Pertanto chiediamo l’esclusione di costituzioni di parte civile di associazioni“. Cosi l’avvocato Piergerardo Santoro, uno dei legali di Salvatore Buzzi esprimendo il suo parere sulle costituzioni di parte civile nel processo denominato Mafia Capitale. “Non si contesta inoltre alle coop di Buzzi la qualità del servizio reso che è indiscutibile, ma una presunta attività corruttiva – ha aggiunto – pertanto le associazioni che intendo costituirsi che hanno tra i loro scopi il garantire un’accoglienza adeguata non hanno ragion d’essere. Non sussiste un danno diretto“. Il legale inoltre ha chiesto “l’esclusione della Regione Lazio perché la procura per la costituzione è stata firmata dal presidente della Regione e non disposta con delibera della giunta come invece è stabilito dalla norma. Tale delibera non c’è stata quindi chiediamo l’esclusione della Regione“.
Per quanto riguarda il Pdne chiedo l’esclusione non comprendo quale danno abbia avuto dai miei assistiti“. Il legale ha anche chiesto al collegio l’esclusione dalle parti civili del Comune di Roma per mancanza dei requisiti. Infine il penalista ha chiesto che coloro che hanno chiesto indebitamente di costituirsi parte civile siano loro a risarcire il danno del tentativo.


MAFIA CAPITALE, LEGALE GUARANY: “HA PERSO 27KG, CONDIZIONI PRECARIE”
Carlo Maria Guarany ha perso 27 chilogrammi. Le sue condizioni di salute sono precarie. Il suo stato psichico è al limite“. Lo ha detto l’avvocato Cataldo Intrieri in una pausa del processo Mafia Capitale in riferimento al suo assistito che da quasi un anno è in carcere. “E’ accusato di essere lo ‘spicciafaccende’ di Salvatore Buzzi, il numero 2 delle cooperative. Deve rispondere del reato di associazione a delinquere di stampo mafioso, ma è una forzatura. Si sente come un innocente tirato dentro una storia molto più grande di lui“. Guarany, con una evidente medicazione al volto “a causa di una caduta” non si è praticamente mai seduto durante l’udienza: ha camminato di continuo avanti e indietro nella cella. “E’ sottoposto a regime di alta sorveglianza – ha continuato il penalista – Tipico di persone che hanno manifestato l’intenzione di farsi del male“.

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