domenica 20 ottobre 2019,
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Latina. Bilancio amaro per la Questura

scritto da Redazione
Latina. Bilancio amaro per la Questura

Ricorderò sempre il suo sorriso, la sua voglia di fare bene il suo lavoro. Antonio D’Onofrio si è sparato nel terrazzo della questura di latina, proprio a Natale. Il 3 dicembre un altro poliziotto, più giovane, ha deciso di farla finita.
A distanza di pochi giorni, dunque, due poliziotti, in servizio presso la Questura di Latina, si sono suicidati sparandosi con l’arma in dotazione.
Quando c’è un suicidio è sempre una sconfitta per tutti.Innanzitutto per la famiglia, poi per il datore di lavoro, quindi per la società intera.Per i cattolici non dovrebbe mai avvenire, perché la vita è un dono di Dio.Per i laici anche, perché amare la vita significa amare gli altri, amare le cose terrene e non solo,ma anche quelle umane,spirituali. Vedere nel prossimo qualcosa che vale la pena di conoscere ed amare. I due poliziotti non hanno lasciato nessun messaggio per comprendere il perché di tale gesto estremo.
Nella loro mente qualche ombra è sopraggiunta, oscurando la razionalità, il ragionamento. Nella questura di latina, come in tutti i luoghi di lavoro, ci possono essere incomprensioni, tensioni, specialmente oggi, perché i compiti si sono moltiplicati e bisogna essere anche bravi psicologi. Per la polizia di latina è stato un anno importante, ricco di successi contro i clan, contro la malavita organizzata, così come per i carabinieri che hanno subito però varie ferite, per il caso Cucchi, per l’episodio di stupro a Firenze ed altre mele marce, venute a galla.Per i suicidi dei due poliziotti c’la presa di posizione del sindacato UGL.
“Riteniamo l’argomento della massima importanza, poiché due suicidi di appartenenti alle forze dell’ordine, nel giro di così breve tempo, è un fatto che merita molta attenzione”. Così Elvio Vulcano, Coordinatore Nazionale del sindacato Ugl-LeS.
Da tempo denunciamo il malessere che vivono i colleghi che prestano servizio nel territorio pontino – afferma Vulcano -, dovuto a molteplici cause, tuttavia, ahimè, non sembra che siano stati presi provvedimento per eliminare almeno qualcuna di queste cause, quali, ad esempio, gli stressanti turni di servizio a cui qualcuno si sottopone, forse perché non sa dire di no alle richieste del proprio dirigente o per qualche altro motivo. Latina è una realtà particolare in cui persino fatti così eclatanti passano in sordina e, probabilmente, la cosa a qualcuno potrebbe non dispiacere. Le mie sono soltanto delle ipotesi. Spetterà alla Magistratura fare piena luce sui due fatti accaduti e, ne siamo certi, che la Magistratura andrà fino in fondo, come è giusto che sia. Inoltre, il nostro Segretario Nazionale Giovanni Iacoi ha immediatamente richiesto l’intervento del ministro Salvini con un’accorata lettera nella quale, partendo dal suicidio del giovane Assistente Capo di Latina, ha sollevato l’attenzione sull’aumento esponenziale dei suicidi nelle forze dell’ordine. Sappiamo che anche il sindacato al quale era iscritto l’Assistente Capo ha formalizzato una richiesta di ‘accesso agli atti’ e tale richiesta rende plausibile la tesi che in questo caso la causa sia attribuibile allo stress lavoro correlato, nonostante il tentativo, che da qualche parte è stato tentato, di screditare un bravo ragazzo ed un ottimo poliziotto”.

“L’ispettore di 58 anni era un poliziotto molto conosciuto – continua Vulcano -, serio ed apprezzato e lo dimostrano anche i numerosi messaggi di cordoglio sui social media. Era una persona generosa e pronta ad esporsi per reclamare rispetto per i propri diritti. Una persona con un carattere forte da cui non ti puoi certo aspettare un gesto così. Non vorremmo che a qualcuno, ora, venisse la tentazione di giustificare il suo gesto attribuendolo di getto a cause esterne all’ambiente lavorativo. Ben due casi a distanza di pochi giorni uno dall’altro reclamano e meritano la massima attenzione sia da parte della magistratura locale che da parte dello stesso Ministero dell’Interno, ed è proprio quello che, come colleghi, come amici, prima ancora che come poliziotti, riteniamo lecito attenderci”.

“Se sarà accertata qualche responsabilità in ambito lavorativo – afferma il coordinatore nazionale Ugl-LeS -, andrebbe pure appurato quanti poliziotti sono in malattia per stato ansioso ed in quali uffici questi prestano servizio. Se i casi dovessero essere in numero relativamente elevato rispetto ad altri uffici della questura o, persino, rispetto, ad altre questure, il Ministero dovrebbe adottare provvedimenti immediati nei confronti di coloro che dovessero essere ritenuti in qualche modo responsabili, anche se, ovviamente, in maniera indiretta di queste situazioni, anche se non portate alle estreme conseguenze. In sostanza, se deve manifestarsi l’opportunità di rimuovere qualche dirigente, è bene che il Ministero adotti gli opportuni provvedimenti, senza guardare in faccia a nessuno, come è giusto che sia.

MM

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