martedì 02 giugno 2020,
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Comunali a Roma

scritto da Redazione
Comunali a Roma

COMUNALI, STORACE: AVUTO COLLOQUIO CON BERLUSCONI, SPERO AVERLO CON MELONI
Ho avuto un colloquio con Berlusconi, prima o poi spero di averlo anche con la Meloni. Con Berlusconi la maggior parte del colloquio è stato proprio sul libro e poi anche lui vuole capire come si può vincere questa battaglia. Io gli ho dato qualche consiglio, credo che ne farà tesoro: Berlusconi è una persona che ascolta di solito. Io voglio vincere a Roma, ora bisogna capire come“. Così il candidato sindaco Francesco Storace.


COMUNALI, STORACE: SPERO SIA FINITA STAGIONE VETI
Io sono pronto ad andare avanti in questa campagna se non ci sono novità. Se c’è una novità seria, visibile, allora è chiaro che più di un passo indietro si fanno quattro passi in avanti. Però spero ci sia possibilità di dialogare veramente, spero sia finita la stagione dei veti e bisogna vincere questa sfida che non è affatto impossibile“. Così il candidato sindaco Francesco Storace, intervenendo a Radio Cusano Campus. A chi gli chiede se è disposto ad appoggiare la candidatura di Giorgia Meloni, Storace risponde: “La partita non riguarda solo la Meloni. Io sarei felice con un uomo di destra. Se decidiamo di andare appresso alla Meloni, dobbiamo farlo verificando le condizioni in campo, non discutendo alla radio o su Twitter: i tre partiti hanno iniziato dicendo ‘viva Bertolaso’ e uno alla volta si stanno sfilando, ora io posso chiedere di capire se fate sul serio? Se non si fa sul serio ho il dovere di andare avanti. Il problema è capire se il campo si allarga, ma se il campo rimane quello angusto di partiti litigiosi è chiaro che non si vuole vincere“. “Adesso vedremo come ci si orienterà nel centrodestra. Contano anche i sondaggi e occorre capire chi ha la possibilità di vincere e su questo puntare le nostre fiche“. Così il candidato sindaco Francesco Storace, intervenendo a Radio Cusano Campus.


Roma; Salvini a Radio Cusano Campus: “Bertolaso è fuori. Non ho parlato con Berlusconi, ma il mio telefono è acceso, spero che oggi ci sia anche lui al Pincio. I romani mi dicono: ‘Mattè, viè te a fa er sindaco’. Con la Meloni mandiamo a casa Renzi
Matteo Salvini, Segretario della Lega Nord, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ecg Regione”, condotta da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano (www.unicusano.it).
Ieri ho visitato la Roma che non vorrei -ha affermato Salvini-. Non è possibile che la stazione Tiburtina abbia una strada chiusa perché non trovano 20mila euro. Il sovrappasso è luogo di bivacco di rom e ubriaconi. Un asilo nido pronto da 2 anni e mezzo è ancora vuoto perché il Comune non trova il personale. Roma ha bisogno di cura, attenzione quotidiana, di piccole cose, non di Olimpiadi. A Tiburtina non aspettano le Olimpiadi. Non puoi chiedere al commerciante di pagare 400 euro al mese al Colosseo e avere davanti la sfilza di ambulanti abusivi che vendono di tutto e di più, senza alcuna autorizzazione. Girando per Roma sono stato fermato da gente che mi diceva: ‘Mattè, viè te a fa er sindaco’. Ma io rispetto le autonomie, a Roma governeranno i romani e io darò il mio contributo”.
In merito alla presunta telefonata con Berlusconi. “I giornali son divertenti -ha affermato Salvini-. E’ come il calciomercato di luglio, il Milan è fortissimo a luglio, ma poi non vince niente. Io non ho sentito nessuno, anche se ero disponibile a parlare con chiunque perché secondo me il centrodestra a Roma può giocarsela con i 5 stelle. Il mio telefono è sempre acceso. Bertolaso è fuori, non perché Salvini è brutto e cattivo ma perché non scalda i cuori di nessuno e non ha fatto dichiarazioni tali da entusiasmare qualcuno. La squadra con me e Meloni può arrivare al ballottaggio con i 5 stelle e mandare a casa Renzi. Tutti insieme oggi al Pincio all’apertura della campagna della Meloni? Ne sarei ben contento. Spero che ci sia tutto il centrodestra sul palco”.
Sul Caso Spalletti-Totti. “Il tifoso è cuore e testa -ha detto Salvini-. Il cuore dice Totti perché è una bandiera. La testa però dice che Spalletti ha messo insieme una serie di risultati incredibili, quindi se fossi tifoso giallorosso mi fiderei delle scelte di Spalletti”.
Se Berlusconi vendesse il Milan ai cinesi. “Spero Berlusconi venda a un imprenditore italiano, come i Ferrero o qualcuno che ama questa terra -ha affermato Salvini-. Detto questo, visto che al giorno d’oggi i valori vengono superati dai denari, sono milanista e mi interessa vincere, quindi ben venga chiunque abbia intenzione di comprare i giocatori giusti per vincere”.


Alfio Marchini è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano”, condotta da Gianluca Fabi e Livia Ventimiglia su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano (www.unicusano.it).
In merito alle affermazioni di Saviano secondo cui al Pd non dispiacerebbe perdere le elezioni a Roma. “Conoscendo Renzi, non credo che possa trovare soddisfazione a perdere –ha affermato Marchini-. E’ oggettivo che il Pd che viene fuori da un fallimento così clamoroso con Marino non può non pagare uno scotto molto forte. Ho grande rispetto per la Meloni, ma anche lei ha il blocco elettorale e il personale politico che ha co-gestito nell’era Alemanno. La Lista Marchini è l’unica che può essere competitiva con il M5S perché entrambi rappresentiamo una discontinuità con il passato. Loro in un modo più teorico, noi in modo più pratico abbiamo fatto opposizione in questi ultimi 3 anni”.
Riguardo un possibile ritiro di Bertolaso. “Non sono un esegeta del pensiero di Berlusconi –ha spiegato Marchini-, sono concentrato sulla città e si vede anche dai risultati dei sondaggi che sono in crescita per quanto ci riguarda. Io non sottovaluterei il fatto che sia Bertolaso autonomamente a decidere il suo futuro. E’ un uomo che ha una sua personalità e, al di là dei desiderata di Berlusconi, lui può decidere da solo. Gli si manca di rispetto trattandolo come un pupazzo e sarà lui a decidere che cosa fare. Una collaborazione con Bertolaso? Io ho già avuto modo di dire che Roma è talmente complicata e difficile che ben vengano personalità ed esperienza, anche avendo fatto errori. Qui è un’emergenza continua. In montagna ci sono i cartelloni ‘attenzione, attraversamento daini’. A Roma invece bisognerebbe mettere ‘attenzione, attraversamento topi’. L’altro giorno una donna in motorino è finita in ospedale perché le ha attraversato davanti un topo gigante ed è caduta”.
Sul Pd. “Il fatto che Giachetti abbia voluto mantenere la carica di Presidente della Camera la dice lunga –ha sottolineato Marchini-. Noi abbiamo fatto una scelta diversa, abbiamo sposato la città per i prossimi 20 anni. Per noi è un cammino. La Lista Marchini è cresciuta, io vivo la politica come impegno nel quotidiano. Secondo me sono troppo pochi i temi su cui si discute. E’ troppo assente dal dibattito il tema del lavoro, che dovrebbe essere al centro, in una città dove i negozi continuano a chiudere. Se si parla di cose astratte è chiaro che la gente si allontana dalla politica”.
Marchini ha confessato di essere un fan di Claudio Baglioni. “Baglioni assessore alla cultura? Posso promettere che se vinceremo noi la musica tornerà protagonista a Roma –ha affermato Marchini-, vogliamo che sia la capitale europea della musica, una città per giovani. Non vedo perché i nostri giovani devono andare al festival della musica a Bruxelles o a Barcellona. Roma ha tutto per ospitare manifestazioni di questo genere. Roma deve tornare a sorridere, a vivere. Più una città è scoraggiata, triste e rancorosa, più il malaffare cresce e trova terreno fertile”.
Sui nidi e le scuole comunali. “Da sindaco terrò per me una delega –ha spiegato Marchini-. Questa città rinasce solo se riparte dalla formazione e se la riformazione riparte dagli asili nido, restituendo dignità al corpo docente. Se una coppia di genitori è costretta a lavorare è più penalizzata, se invece una madre decide di stare a casa è penalizzata il doppio perché ci sono dei criteri di graduatoria che non vanno bene. Dobbiamo aiutare le giovani coppie. Abbiamo anche in mente di recuperare parte delle risorse per indirizzarli all’incentivazione della formazione scolastica”.
Sui trasporti. “A Milano incassano 400 milioni di euro l’anno con la metropolitana, a Roma mancano 400 milioni di incassi che se ne vanno con l’evasione –ha affermato Marchini-. Questi 400 milioni ogni anno in cassa ti permettono non solo di aggiustare le cose, ti permettono di fartela nuova la città. Cominciamo a far rispettare le regole nella metro, miglioriamo e organizziamo bene ciò che abbiamo. Evitiamo che uno paghi il biglietto e passano con lui 5 nomadi, evitiamo i borseggi che vengono fatti continuamente. Per questo noi vogliamo mettere del personale Atac su ogni vagone della metro”.

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