lunedì 15 Luglio 2024,

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“Amichettopoli al Circeo”, con la nomina di Pichetto Fratin della “sorella d’Italia?”

scritto da Redazione
“Amichettopoli al Circeo”,  con la nomina di Pichetto Fratin della “sorella d’Italia?”

La consolidata prassi da alcuni definita come “parentopoli ed amichettopoli” non risparmia la nostra provincia e non si puó non restare sgomenti della recente nomina del Commissario del Parco Nazionale del Circeo compiuta due giorni fa dal Ministro Pichetto Fratin.

Questo Governo continua a smantellare quanto di buono e necessario si è costruito in questi anni per tentare di risolvere annosi drammi compiuti dalla politica con l’accondiscendenza di funzionari, dirigenti e prefetti.

L’ultimo atto, la nomina di Emanuela Zappone, è di certo un capolavoro di incompetenza e vigliaccheria nei confronti di chi in questi anni è riuscito nell’intento di produrre procedure corrette e super partes là dove scandali giudiziari, arresti ed atti intimidatori la facevano da padrone, ma forse è proprio questo il problema…

Il Decreto di commissariamento del 6 febbraio scorso è una presa in giro, non solo per chi conosce, vive e lavora nel territorio del Parco, ma lo è soprattutto nei confronti dello stesso Ministero, che passa per un ente schizofrenico, i cui funzionari scrivono atti che poi sono i primi a smentire.

E che nella migliore delle tradizioni del Belpaese, restano dormienti ed inattivi per mesi sulla nomina del Direttore, per poi sobbalzare ed affrettarsi succubi e proni alle sollecitazioni del politico di turno, spesso assetato di potere e senza scrupoli, che di normativa, amministrazione, servizio pubblico e buon senso ha conoscenza superficiale. Quando va bene.

Tant’è che tra le goffe motivazioni addotte per l’intervento a gamba tesa del Ministro, si richiama una nota del MEF che sollevava inadempienze compiute sotto una precedente gestione, quella cioè dell’ex direttore del Parco Cassola, uomo da sempre legato alla politica dai trascorsi gestionali esaminati anche dalla lente della Procura di Latina.

Vicende che sono state ampiamente superate dalla gestione portata avanti dal nuovo Consiglio direttivo, grazie soprattutto al ruolo di timoniere svolto dall’attuale Presidente Giuseppe Marzano, la cui indiscussa competenza ed esperienza nella gestione di aree naturali in un territorio difficile qual’è la provincia di Latina, sono stati l’unico bagliore di ripresa dopo anni di cupi interessi puntuali e intricate paludi amministrative.

Insomma, si smantella quanto di buono si è faticosamente costruito non per affermare una diversa modalità di gestione, ma per riaffermare il principio del caos ed una smania di egemonia e controllo politico del territorio, oltre che per “sistemare” la sodale di partito trombata alle ultime elezioni regionali, il cui curriculum parla davvero poco di competenze e capacità ma in compenso vanta una condanna della Corte dei Conti nella vicenda dell’azienda speciale “Terracina” che evidentemente fa curriculum.

Ci auguriamo che si ricorra al Tar per questa nomina che ha del ridicolo, e che la Magistratura ristabilisca un minimo di dignitá e merito in questo dimenticato feudo dell’impero.

Gaia Pernarella

Già consigliere regione Lazio

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