martedì 23 Aprile 2024,

Cronaca

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Tutto sul processo a Roma Capitale

scritto da Redazione
Tutto sul processo a Roma Capitale

ODEVAINE: HO AMMESSO RESPONSABILITÀ
Ho ammesso le mie responsabilità e sto collaborando. Ho fatto degli errori“. Cosi Luca Odevaine a margine della prima udienza del processo sulla vicenda Mafia Capitale.


MAFIA CAPITALE. AL VIA MAXI PROCESSO, IN AULA LUCA ODEVAINE
CARMINATI, BUZZI E GRAMAZIO IN VIDEOCONFERENZA DALLE RISPETTIVE CARCERI
E’ iniziato con l’appello degli imputati da parte del giudice della X sezione penale, Rosanna Ianniello, il processo di Mafia Capitale. Nell’aula Occorsio, gremita per l’occasione di giornalisti provenienti da ogni parte del mondo, c’è anche Luca Odevaine, uno degli imputati più importanti. Per l’ex capo della Polizia Provinciale di Roma, assistito dall’avvocato Luca Petrucci, ora agli arresti domiciliari dopo 11 mesi di detenzione, l’accusa è di corruzione aggravata, perché secondo l’accusa avrebbe favorito Buzzi e Carminati nell’appalto del Cara di Mineo. Per Odevaine è caduto il reato di associazione mafiosa. Stanno partecipando al processo anche Massino Carminati e Salvatore Buzzi, i maggiori artefici secondo la Procura dell’associazione per delinquere di stampo mafioso, collegati in video conferenza dalle rispettive carceri di Parma e Tolmezzo (Udine).
La presidente Ianniello ha da poco iniziato l’appello per il secondo processo con rito immediato, quello relativo agli arresti di giugno. Assente l’ex presidente dell’Assemblea capitolina di Roma, Mirko Coratti, rappresentato dai legali Filippi DinacciFabio Viglione. Presenti da Rebibbia, dove è detenuto, l’ex capogruppo del PdL in Consiglio regionale, Luca Gramazio, e in aula l’ex consigliere regionale Pd, Pierpaolo Pedetti, l’ex consigliere comunale PdL, Giordano Tredicine e l’ex di di Ama, Giovanni Fiscon. Assente anche l’ex capo dipartimento delle Politiche sociali di Roma Capitale, Angelo Scozzafava.


MAFIA CAPITALE: NARDELLA, NON E’ PROCESSO SOMMARIO A ROMA E ROMANI 
Città reagisca non aspetti salvatore della patria che la risollevi 
Il processo deve essere rivolto a chi ha sbagliato, a chi ha dato vita a questo sistema vergognoso. Non può essere un processo sommario, rivolto a tutt a la comunità romana, dentro cui si devono trovare gli anticorpi perché i romani – come tutte le comunità locali di ogni città – devono ripartire da loro stessi, trovando la forza dentro la propria comunità, perché non può arrivare un salvatore della patria che cambia tutto”. Lo ha detto Dario Nardella (Pd), sindaco di Firenze, intervenendo ad “Agorà” su Rai tre.


MAFIA CAPITALE: INIZIATO MAXI PROCESSO
Ha preso il via nell’aula Occorsio del Tribunale di Roma il maxi processo a Mafia Capitale. Alla sbarra 46 imputati con accuse che vanno dalla corruzione all’associazione per delinquere di stampo mafioso. Inizia così oggi una vera e propria maratona processuale che da lunedì si trasferirà nell’aula bunker di Rebibbia. A giudicare gli imputati con rito immediato è la decima sezione penale del Tribunale presieduta da Rosanna Ianniello. Presenti i pm Paolo Ielo, Luca Tescaroli e Giuseppe Cascini.
Un processo dove non compariranno mai in aula i principali protagonisti ‘Er cecato’ Massimo Carminati, il ras delle cooperative ‘Salvatore Buzzi‘ e l’ex Nar Roberto Brugia che saranno collegati in videoconferenza. Un provvedimento preso per motivi di sicurezza: Carminati resterà nel carcere di Parma dove è detenuto al regime del 41bis, Buzzi in quello di Tolmezzo e Brugia a Terni. Collegati a distanza per la prima udienza di oggi anche altri imputati.
L’udienza si e’ aperta con l’appello degli imputati, il controllo dei collegamenti in videoconferenza e con la verifica degli avvocati delle difese o delle eventuali revoche. Presenti in un’aula Occorsio al completo, per la numerosa presenza di avvocati e giornalisti, anche Luca Odevaine da martedì agli arresti domiciliari e l’imprenditore Daniele Pulcini.


Mafia Roma: ex dipendente coop Buzzi, risarcitemi
Primo ad arrivare tra pubblico al processo Armando Finotella, 56 anni, ex dipendente della cooperativa sociale Impegno per la Promozione, poi Un Sorriso, della holding di Salvatore Buzzi, è stato il primo ad arrivare tra il pubblico per assistere al maxiprocesso per Mafia Capitale al Tribunale di Roma. “Ho perso il posto e mi sono costituito parte civile da solo con un avvocato d’ufficio – racconta Finotella -. A 56 anni non mi prende più nessuno. Facevo l’addetto alle pulizie e ho perso tutto“. L’uomo, che ha scontato delle condanne per droga, come molti ex detenuti era impiegato nelle coop di Buzzi, nel suo caso dal 1999, ha riferito.


Mafia Roma: avvocato Carminati, è pronto a parlare
Di tutta questa storia a Carminati ha dato particolarmente fastidio – ha aggiunto Naso che già oggi in aula solleverà una serie di eccezioni preliminari – il fatto che il suo nome sia stato accostato alle parole ‘mafia’ e ‘droga’. Con la mafia non c’entra proprio nulla e la droga gli fa veramente schifo. E non parliamo delle armi che non sono mai state trovate“. Il penalista ha commentato anche le prime sentenze arrivate in settimana e in particolare il fatto che il gup Anna Criscuolo abbia riconosciuto ad un collaboratore di Buzzi, Gammuto, l’aggravante mafiosa. “Si tratta di una decisione ampiamente attesa, arrivata in forma assolutamente tempestiva. Noi da un anno stiamo aspettando di comparire davanti al tribunale – conclude – e, guarda il caso, gli immediati verranno celebrati proprio alla vigilia di questa sentenza gup e dell’arresto di alcuni giorni fa della dirigente Eur Spa, Clelia Logorelli, per corruzione. Questo per far capire il clima. Secondo me c’e’ una regia facilmente identificabile che vuole tutto questo. In aula lo diro’ a chiare lettere“.


Roma: Nardella, ora serve rivoluzione politica Pd
Per la rinascita di Roma “mi pare evidente che non bastino solo le dimissioni del sindaco: non può essere un sindaco a cambiare l’intera città. II lavoro che Renzi ha annunciato, ovvero una rivoluzione anche politica, un partito che si deve ricostruire da capo, è indispensabile“. Lo ha detto, intervenendo ad Agorà su Raitre in collegamento da Firenze, il sindaco di Firenze Dario Nardella. “Renzi su Roma ha messo la faccia, come segretario del Pd, e anche nominando come commissario un prefetto bravo e preparato. Proprio ora a Roma c’è spazio per la rinascita, e questo vale per la città come per il partito Democratico. E’ una sfida per le nuove generazioni, per chi non ha scheletri nell’armadio ma solo voglia di far ripartire la città che ama. Una sfida difficile, ma ne abbiamo gia’ vinte alcune, sule quali tutti dicevano che saremmo caduti, in questi anni. Dunque non mi spavento“.


Mafia Capitale: legale,Carminati parlerà a momento opportuno
Quando sarà il momento opportuno Massimo Carminati si difenderà in maniera diversa rispetto agli altri processi in cui è stato coinvolto e nei quali ha mantenuto un dignitoso silenzio“. Così l’avvocato Giosuè Naso, arrivando in tribunale a Roma, ha annunciato la strategia difensiva del principale imputato per mafia capitale.
Qui ci sono fatti concreti – ha aggiunto – e Carminati risponderà di quei fatti“. Il legale ha poi auspicato che quello che si apre oggi a Roma “sia un processo normale: tutta questa montatura mediatico-giudiziaria – dice – non fa bene al processo. Se un processo deve dare risposte ad esigenze meta-giuridiche non va bene, i processi dovrebbero essere dei semplici tentativi di accertare verità singole“. Naso, infine, ha criticato l’impostazione della Procura che contesta agli imputati l’associazione mafiosa: “La mafia sotto il profilo penale è qualcosa di diverso e molto più grave“.


MAFIA CAPITALE: DIFENSORE BUZZI, CHIEDEREMO ANCORA PATTEGGIAMENTO
Salvatore Buzzi chiederà nuovamente il patteggiamento. Lo dice il suo difensore, Alessandro Diddi, a pochi minuti dal via al processo di mafia capitale, spiegando che in precedenza la richiesta era subordinata al consenso della procura mentre ora sarà il tribunale a decidere.
Per Diddi, che parla alle telecamere di Skytg24, il processo ‘a distanza’ per Buzzi, che non potrà essere presente in aula, è “una grave lesione del diritto di difesa“, perché, spiega il legale, “non potrà partecipare e rendere dichiarazioni spontanee con la tempestività riservata agli altri imputati“. Oltre al fatto, aggiunge, che, “con il calendario così fitto io per un anno praticamente non potrò vederlo”.
Quanto alle accuse di mafia, secondo Diddi, “a Roma la mafia non esiste, c’è un cattivo, cattivissmo costume, ma non la mafia“.

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