domenica 03 Marzo 2024,

Cronaca

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Roma&Lazio. La politica, le opinioni, i fatti

scritto da Redazione
Roma&Lazio. La politica, le opinioni, i fatti

MELONI, SALVINI LA INCITA IN ROMANESCO: “DAJE GIO’, ANNAMO A VINCE“. IL LEADER DELLA LEGA SU RADIO CUSANO CAMPUS: “A ROMA SARÀ CORSA A TRE TRA MELONI, RAGGI E GIACHETTI. SARÒ A DISPOSIZIONE DI GIORGIA QUARTIERE PER QUARTIERE. BERLUSCONI? LA SUA DICHIARAZIONE SUI ROM MI HA PREOCCUPATO“.
Matteo Salvini, leader della Lega, è intervenuto su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università Niccolò Cusano (www.unicusano.it), nel corso del format ECG Regione, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio.
Matteo Salvini non ha nascosto la propria soddisfazione per la scelta di Giorgia Meloni, che ieri si è ufficialmente candidata a sindaco di Roma: “Meloni conosce Roma, ama Roma, io e Noi Con Salvini saremo a disposizione quartiere per quartiere. Finalmente c’è una scelta che i romani possono fare non per partecipare ma per giocarsi la partita, arrivare al ballottaggio e vincere. Bertolaso dice che andrà avanti come una ruspa? Almeno ha pronunciato la parola ruspa! Preferirei che la pronunciasse a proposito degli accampamenti abusivi e non di altro. Ma ognuno fa le sue scelte, in democrazia è bello così“.
Da Matteo Salvini un commento sulle dichiarazioni Berlusconi a proposito dei rom:Quando ha detto che per i rom servono quartieri a parte mi ha preoccupato. Mi ha preoccupato perché non vedo perché occorra costruire dei quartieri per i Rom dandogli addirittura dei posti di lavoro pubblici. Da cittadini italiani i rom hanno i diritti ma anche i dovere di tutti gli altri, quindi la casa la comprano, la affittano, pagano un mutuo o chiedono una casa popolare. E il posto di lavoro se lo cercano“.
Matteo Salvini non è preoccupato da un eventuale dispersione di voti nel centrodestra: “Non mi preoccupa, la gente sa chi può farcela e chi invece è un candidato di bandiera. La partita a Roma è una partita a tre tra Meloni, Giachetti e Raggi“.
Infine Salvini ha fatto a Giorgia Meloni un augurio in romanesco:Daje Giò, annamo a vince!“.


ROMA, BANDA DELLA MAGLIANA. A RADIO CUSANO CAMPUS IL MAGISTRATO LUPACCHINI PARLA DI MANLIO VITALE, ER GNAPPA: “PERCHE’ CERTE FIGURE DOVREBBERO SENTIRE IL FIATO SUL COLLO E INVECE CONTINUANO A OPERARE IN MANIERA SPUDORATA, MENTRE AD ABBATINO, CHE PENTENDOSI HA MANDATO ALLA SBARRA ALCUNE FIGURE, E’ STATA TOLTA LA PROTEZIONE E GLI SI NEGA IL CAMBIO DI IDENTITA’?”
Otello Lupacchini, il magistrato che ha messo per primo alla sbarra la Banda della Magliana, è intervenuto questa mattina su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano (www.unicusano.it), nel corso del format ECG Regione, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio.
Lupacchini ha commentato le recenti notizie di cronaca che hanno per protagonista l’ex banda della magliana, Manlio Vitale, detto Er Gnappa: “Senza nulla voler togliere all’operazione delle forze dell’ordine che ha portato all’arresto di persone note, ci troviamo davanti a uno dei tanti reiterati certificati di fallimento dell’attività di prevenzione. Evidentemente il fatto che certi personaggi ritornino ciclicamente agli onori delle cronache dimostra che un controllo effettivo non viene efficacemente esercitato. Manlio Vitale non era uno qualunque nella banda della magliana, era un pezzo grosso già all’epoca, diverse vicissitudini che ha avuto ne sottolineano la caratura criminale. Un personaggio che è stato sempre operativo e che ha fiancheggiato elementi che avevano funzioni apicali all’interno del sodalizio banda della magliana, che è sopravvissuto e che negli anni ha reinvestito la sua professionalità in una serie di attività che ne segnalano la caratura. Se ha potuto continuare a delinquere e a un livello non certo marginale, certamente qualcosa non ha funzionato a livello di prevenzione. Indubbiamente questo è un personaggio che si qualifica per una sua immanente pericolosità e il fatto che abbia continuato a delinquere in maniera spudorata anche quando avrebbe dovuto sentirsi il fiato controllo, induce a dei cattivi pensieri. Nella Roma criminale, comunque, poter dire ‘Io ero uno della banda’, ha ancora un peso enorme“.
Lupacchini parla anche del caso Abbatino: Un esempio banale ma di una gravità estrema. Nel momento in cui ricompaiono questi personaggi vediamo Abbatino, che concorse a mandarli alla sbarra, cui non si concede il programma di protezione e non gli si concede neppure il cambio di generalità. Ora deve presentarsi necessariamente con il suo nome e il cognome, con tutte le conseguenze che si hanno, e questo evidentemente col parere di chi sta conducendo questi processi nei confronti dei vecchi sodali. In questo vedo una grossa contraddizione e un problema serio che comunque dovrebbe essere risolto. Questo porta ad aumentare il prestigio di chi resta su piazza. Mi stupisce che a certi livelli non ci si renda conto di questo“.


Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Il mondo è piccolo”, condotta da Fabio Stefanelli su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano (www.unicusano.it).
Riguardo il caso di Giulio Regeni e le parole del presidente egiziano Al Sisi. “Prendiamo atto –ha affermato Noury– di questo impegno di Al Sisi a far emergere la verità che stiamo chiedendo. Ma qui mi fermo. Perché non mi piace l’entusiasmo sperticato con cui sono state accolte le dichiarazioni di Al Sisi da Renzi. E non mi piacciono alcune espressioni di Al Sisi riguardo i rischi di quello che potrebbe accadere tra Italia ed Egitto se si tirasse troppo la corda,. Non vorrei che in quell’intervista avesse mandato un messaggio all’Italia: accontentatevi di quello che uscirà, prendete per buona quella versione e chiudiamola così se no sono guai. Mi pare evidente che in quell’intervista ci sia una sorta di meta testo che lascia intendere di aver subito le pressioni internazionali sul caso Regeni, ma dall’altro lato c’è anche una rivendicazione del ruolo dell’Egitto di cui secondo lui l’Italia dovrebbe tener conto. Nell’intervista che gli hanno fatto c’è un grande assente: il tema delle violazioni dei diritti umani in Egitto. E in questo contesto va inserito l’omicidio di Regeni”.

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