domenica 12 luglio 2020,

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Roma Capitale

scritto da Redazione
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COMUNE, RAMPELLI (FDI-AN): “PER COLPA DEL PD NELLA CAPITALE TASSE PIÙ ALTE”
Finalmente è chiaro che i 14 miliardi di debito che pesano su Roma li ha fatti la sinistra. La voragine è stata creata prima del 2008 contraendo mutui e prestiti allo scopo di ‘investire’ sulla città…È scritto nella relazione sulla gestione commissariale del debito di Roma Capitale che Silvia Scozzese, commissario del Governo per il piano di rientro dell’esposizione, ha consegnato al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Dunque, per colpa del Pd le tasse per i romani saranno ancora le più alte d’Italia (Irpef allo 0,9%). Pochi sanno infatti che questo 0,9 % è così suddiviso: lo 0,5 va al Comune, lo 0,4 è per pagare i debiti fatti con una rata annuale di 200 milioni. Tra le opere inutili che hanno fatto esplodere il debito c’è la presunta ‘Città dello Sport’ di Tor Vergata, che invece di mettere sul mercato con proposte non onerose di completamento e gestione Renzi vorrebbe utilizzare per le Olimpiadi 2024, aumentando il debito e trasferendolo semplicemente dal Comune allo Stato. Ma sempre i cittadini italiani lo dovranno pagare… La solita speculazione di cui beneficeranno proprietari terrieri e appaltatori i cui nomi tutti sanno e nessuno scrive, altro che giochi olimpici a basso impatto economico. Per farlo capire meglio Fdi-An sta preparando un documento, che porterà al Procuratore della Repubblica di Roma“. E’ quanto dichiara, in una nota, Fabio Rampelli, capogruppo alla Camera di Fdi-An.


Storace,il 6 marzo lancio candidatura a sindaco
Il tempo dell’attesa non può essere infinito: dopo aver aspettato una risposta alle primarie richieste a gran voce il 31 gennaio nella meravigliosa manifestazione del Salesianum, domenica 6 marzo, al teatro Quirino, lancerò formalmente la mia candidatura a sindaco. A giudicare dai messaggi che arrivano da ogni parte della città, la potenzialità è elevata“. Lo scrive il leader de La Destra e candidato sindaco di Roma, Francesco Storace.
Il 6 marzo annunceremo anche il lancio di una nuova offerta politica; perché se la destra italiana è marginale nel centrodestra, è evidente che si pone il tema del posizionamento delle nostre idee per essere protagonisti in un’autentica battaglia di sovranità nazionale, economica, monetaria, popolare. Sfideremo il Partito democratico – prosegue Storace su Il Giornale d’Italia a partire dalle sue primarie sui temi concreti della città e ad aprile la battaglia diventerà ancora più incisiva sullo scenario nazionale“.


STORACE, SFIDA DOPPIA CON PD SU CITTÀ E CON CENTRODESTRA SU IDEALI
Il tempo dell’attesa non può essere infinito: dopo aver aspettato una risposta alle primarie richieste a gran voce il 31 gennaio nella meravigliosa manifestazione del Salesianum, domenica 6 marzo, al teatro Quirino, lancerò formalmente la mia candidatura a Sindaco. A giudicare dai messaggi che arrivano da ogni parte della città, la potenzialità è elevata”. Lo scrive in una nota il leader de La Destra e candidato sindaco di Roma, Francesco Storace.
Il 6 marzo annunceremo anche il lancio di una nuova offerta politica -prosegue Storace- perché se la destra italiana è marginale nel centrodestra, è evidente che si pone il tema del posizionamento delle nostre idee per essere protagonisti in un’autentica battaglia di sovranità nazionale, economica, monetaria, popolare”.
Sfideremo il Partito Democratico -continua- a partire dalle sue primarie sui temi concreti della città e ad aprile la battaglia diventerà ancora più incisiva sullo scenario nazionale, perché si soffre maledettamente l’assenza di una rappresentanza vera di una identità politica che non può essere maciullata in una coalizione ‘sennò vince la sinistra’“.
Verrebbe da chiedersi che differenza c’è se è così facile passare da destra a sinistra dal partito del cavaliere allo schieramento opposto -dice Storace- Berlusconi sta in curva e tifa Bertolaso, un importante signore sotto processo che nel passato ha votato Rutelli e oggi non disdegnerebbe Giachetti”.
Nei panni della Meloni, non diserterei un vertice perché Salvini esprime dei dubbi, li farei miei e lo direi a Berlusconi. E la stessa Lega -conclude- dovrà sciogliere il nodo che la riguarda e decidere se restare un importante movimento di 11 regioni o dare una svolta sinceramente Nazionale al suo percorso. Invece, succedono strane cose

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