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Riapertura della linea ferroviaria Terracina-Priverno Fossanova: continuano dal 2012 gli illusionismi pre-elettorali

scritto da Redazione
Riapertura della linea ferroviaria Terracina-Priverno Fossanova: continuano dal 2012 gli illusionismi pre-elettorali

Abbiamo appreso del tavolo tecnico che si è riunito il 15 febbraio al ministero dei Trasporti per valutare la riapertura della linea ferroviaria Terracina-Priverno Fossanova, nel corso del quale, Rfi avrebbe dato la sua disponibilità alla riapertura della linea ferroviaria, per cui diversamente da quanto valutato fino ad oggi, sarà necessario un investimento ragguardevole di oltre 60 milioni di euro. Tutto questo previa la messa in sicurezza del Monte Cucca, per la quale, secondo quanto emerso, saranno necessari 15 milioni di euro oltre ai 4 già concessi.

Ora, alla luce di questa notizia, riteniamo opportuno fare un po’ di chiarezza sgombrando il campo dalle manipolazioni e dalle mistificazioni elettorali.

E’ dal 2017 che la Regione ha assegnato al Comune di Terracina 4 milioni di euro per l’intervento di “Realizzazione delle Opere di Difesa Caduta Massi in Località La Fiora”, è stato realizzato un progetto dallo Studio di Ingegneria Discetti di Bergamo, è stato stipulato nel 2021 (dopo ben 4 anni) un contratto di appalto con l’impresa appaltatrice Soc. Cadore Asfalti SRL ed è stato già pagato, nel 2022, alla ditta l’anticipo del 20% dei lavori per un importo di 500.297 euro senza posare neanche un sasso. I lavori ancora sono di là da iniziare, anzi sono iniziati con la disastrosa vicenda dell’espianto degli ulivi secolari affrontati a colpi di ruspa e con lavori subito bloccati. Nel frattempo è emersa la necessità di fare una serie di espropri, e ci si è accorti anche che alle pendici del Monte Cucca passa la condotta di Acqualatina che serve tutta la città di Terracina e quindi i lavori non possono iniziare prima che Acqualatina sposti la condotta. Inoltre nel progetto attuale è riportato chiaramente che, dato il rischio massimo del M.te Cucca, dal punto di vista idrogeologico, gli interventi di messa in sicurezza non possono essere risolutivi visto che non esistono tecnicamente interventi risolutivi su un rischio di livello 4 del PAI (Piano di Assetto Idrogeologico regionale), dal momento che si può ragionare solo in termini di probabilità degli eventi di rischio e di danno che è funzione della massa e della velocità del masso che precipita. Inoltre, visto che i 4 milioni di euro, concessi dalla Regione, sono finalizzati alla “Messa in sicurezza e per l’aumento della resilienza dei territori più esposti a rischio idrogeologico” è opportuno capire quale è la popolazione e le case che si mettono in sicurezza con il progetto attuale, visto che il finanziamento è finalizzato a questo, dal momento che, dalla collocazione delle opere, previste dal progetto attuale, non si comprende quali case e quanti cittadini si vadano a mettere in sicurezza, rischiando così di spendere 4 milioni di euro senza nè mettere in sicurezza le case e nè riavere il treno.

Questi sono i FATTI ad oggi. Sono passati già 7 anni da quando la Regione ci ha assegnato i 4 milioni di euro, senza vedere nulla di nulla. A seguito del tavolo aperto con il Ministero, ci auguriamo, per il bene di questa città e non per biechi interessi elettorali, viste le imminenti elezioni di giugno, di poter discutere in un prossimo Consiglio Comunale, come chiediamo inascoltati da anni, un Piano serio, con tempi certi e risorse economiche adeguate per riportare il treno a Terracina, ed un progetto complessivo che riguardi non solo la messa in sicurezza di M.Te Cucca (e anche di M.te Leano sul quale si continua a tacere) ma anche la rimessa in esercizio della tratta ferroviaria oramai ammalorata e inutilizzabile, assegnando la gestione del progetto ad un ente (RFI, Regione), in grado di garantire una maggiore solidità tecnica e gestionale.

Purtroppo, ritengo, a ragion veduta visto il pregresso, che questa sia solo l’ennesima operazione di illusionismo elettorale, come succede oramai dal 2012 ad ogni elezione, giocando cinicamente sulla pelle dei poveri cittadini terracinesi, alimentando costantemente l’equivoco tra finanziamenti legati al rischio idrogeologico della montagna e questione treno che è tutt’altra e assai più complicata faccenda. Questione che andrebbe affrontata innanzitutto aprendo un dibattito e chiedendosi, se oggi, nel 2024, la riapertura di quella tratta ferroviaria rappresenti davvero una efficiente soluzione di trasporto pubblico per questa città”. Dichiara Gabriele Subiaco, Consigliere Comunale Europa Verde Terracina e Consigliere Nazionale di Europa Verde.

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