domenica 12 luglio 2020,

Cronaca

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Lavoro: pulizia scuole; imprenditori, metodo Miur “criminale”

scritto da Redazione
Lavoro: pulizia scuole; imprenditori, metodo Miur “criminale”

Servizi di pulizia a rischio in 4.000 edifici scolastici in tutta Italia, circa 11.000 posti di lavoro in bilico, in prevalenza nel centro-sud e una “tassa” di circa 15 milioni di euro che graverà sulle imprese a seguito delle decisioni del Governo. E’ quanto è stato illustrato oggi in una conferenza stampa dai Presidenti delle tre Associazioni che rappresentano le imprese del settore pulizie e multiservizi, Lorenzo Mattioli, presidente dell’Anip-Fise/Confindustria), Fabrizio Bolzoni, presidente di Legacoop Servizi e Massimo Stronati, presidente di Federlavoro/Confcooperative, sulla vicenda degli appalti delle pulizie nelle scuole, della quale denunciano tutta la gravità fino a minacciare di incatenarsi ai cancelli del ministero se non cambierà qualcosa.
Il 28 febbraio scade la proroga di due mesi concessa nella Legge di Stabilità che prevede un meno 48% passando da 545 mln a 284 mln di euro, lo 0,5% dell’intero bilancio del Miur.
Il governo dunque deve agire in fretta altrimenti le lettere di licenziamento saranno operative. La senatrice Francesca Puglisi (Pd), presidente della Commissione Istruzione, intervenendo alla conferenza stampa, ha annunciato che il suo partito chiederà un’altra proroga di un mese. Ma gli imprenditori chiedono una soluzione stabile e per questo, rivolgendosi al nuovo governo (“auspichiamo che nasca al più presto“) chiedono un tavolo istituzionale a Palazzo Chigi per risolvere definitivamente la questione.    Gli imprenditori sono critici anche sulla ripartizione delle risorse decisa dal Miur (i cosiddetti “posti accantonati”), che molto spesso non corrispondono alle reali esigenze del singolo plesso. “Lavoratori e imprese vivono la stessa drammaticità – ha detto Massimo Stronati e Lorenzo Mattioli ha aggiunto -. Il nostro settore dà lavoro a due milioni e 600 mila persone; per gli esuberi di Alitalia (poco più di mille) è venuto giù il mondo e per questi oltre 11mila?. Il metodo del Miur è criminale: noi ci opponiamo alla ‘macelleria sociale’ e vogliamo una scuola moderna, efficiente e pulita“. “Noi non rappresentiamo solo una fetta di spesa pubblica da tagliare“, ha ribadito Fabrizio Bolzoni.
A rendere la situazione ancora più critica anche la “tassa sul licenziamento” ASPI (prevista dalla Legge Fornero) che le imprese dovranno versare a chi perderà il lavoro, circa 1.500 euro per ogni lavoratore. Ad oggi le persone che svolgono il servizio sono oltre 24.000. Di queste, circa 11.500 sono ex lavoratori socialmente utili (soprattutto al Sud), mentre i restanti fanno parte dei cosiddetti “appalti storici“. Il maggior numero di esuberi si concentra nelle Regioni centro – meridionali come Campania (3.500, soprattutto nel napoletano e casertano), Puglia (1.300), Calabria (800), Sicilia (oltre 650) e Lazio (600). Anche al Nord i tagli governativi porteranno alla perdita di numerosi posti di lavoro in Lombardia (500) e Piemonte (500).

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