venerdì 10 aprile 2020,
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Infanzia, presentata proposta di legge su asili nido e servizi integrativi

scritto da Redazione
Infanzia, presentata proposta di legge su asili nido e servizi integrativi

Illustrata in V commissione, presieduta da Cristian Carrara (Pd), la proposta di legge “Disposizioni in materia di servizi socioeducativi per la prima infanzia”, di iniziativa della Giunta. Il presidente Carrara ha annunciato l’avvio di un ciclo di audizioni con i soggetti interessati a partire dalla prossima settimana. In poco meno di 50 articoli il testo disciplina in modo organico il sistema regionale dei servizi socioeducativi destinati ai bambini di età compresa tra i 3 e i 36 mesi, definendone le caratteristiche e i requisiti, individuando gli strumenti per garantirne la qualità e dettando norme in materia di programmazione e finanziamento.
Queste, in sintesi, le linee di fondo della proposta di legge:

  • introduzione di tre servizi socioeducativi integrativi al nido d’infanzia: lo spazio bambini (18-36 mesi), il nido familiare (realizzato in contesti domiciliari) e il centro per bambini e famiglie (con presenza di genitori e parenti);
  • previsione di un piano regolatore regionale in materia di servizi socioeducativi per la prima infanzia, di durata triennale;
  • revisione dei requisiti strutturali dei servizi e previsione di rapporti numerici tra educatori e bambini;
  • centralità conferita al progetto educativo quale strumento che definisce assetto organizzativo ed elementi costitutivi della programmazione educativa del servizio;
  • previsione di criteri e modalità per favorire l’inclusione di bambini con bisogni educativi speciali (bambini disabili, con disturbi evolutivi specifici e/o di apprendimento, in situazioni di svantaggio socioeconomico, linguistico e culturale);
  • promozione di un sistema di tutela dei bambini dal rischio di abusi, maltrattamenti e condotte inappropriate da parte di adulti;
  • creazione di nuovi strumenti per favorire la qualità dei servizi, tra cui l’istituzione di un’apposita Commissione regionale.
  • previsione di un sistema di accreditamento dei servizi per accedere al mercato pubblico dell’offerta e ai contributi.

La relazione dell’assessore e il dibattitoLa proposta di legge – ha precisato l’assessore alle Politiche sociali e sport Rita Visinioltre a rivedere le disposizioni riguardanti i requisiti strutturali e organizzativi dei nidi d’infanzia, interviene per regolamentare i servizi integrativi” sorti negli ultimi anni e privi di un chiaro inquadramento normativo. Il testo si propone inoltre “di perseguire l’ottimizzazione della qualità dei servizi socioeducativi non solo sotto il profilo educativo ma anche in relazione alle condizioni di sicurezza, salute e benessere dei bambini e degli operatori” .
Valutazione positiva in linea generale” è stata espressa dalla vicepresidente della commissione Olimpia Tarzia (Lista Storace), che ha definito il testo “condivisibile” perché “pone al centro il bambino e prevede un coinvolgimento del nucleo familiare, quale soggetto principale che concorre con gli altri all’indirizzo e alla gestione degli asili“. Criticata, invece, la mancata previsione di un ruolo per l’Osservatorio permanente sulla famiglia, che è previsto dallo statuto regionale ma ancora non operativo. Il consigliere Eugenio Patanè (Pd) ha parlato di “legge organica, che tende ad affrontare la materia a trecentosessanta gradi“. Patanè ha sottolineato che il testo intende rispondere a due fondamentali esigenze: “tentare di aumentare i posti negli asili nido e allo stesso tempo mantenere o aumentare la qualità dei servizi“. Altro aspetto importante per Patanè il fatto che la proposta di legge mira a rendere rigorosa ma semplice la possibilità per un privato di mettere a disposizione un servizio pubblico. Per la consigliera Marta Bonafoni (Sel) si tratta di un testo “atteso“, che “dialoga con la cronaca e con la quotidianità delle famiglie e che risponde alla necessità di diffondere il servizio nel territorio e di renderlo omogeneo e controllato rispetto alla qualità“. Apprezzati, inoltre, gli aspetti della conciliazione dei tempi vita-lavoro e dell’integrazione pubblico-privato, oltre alla previsione di linee guida in materia di tutela dei bambini dal rischio di abusi. Per il consigliere Gianluca Perilli (M5s), invece, la proposta di legge non soddisfa “perché l’integrazione pubblico-privato non è perseguita in maniera equilibrata“. Dubbi sono stati espressi rispetto ai nidi familiari, che risulterebbero avere parametri diversi da quelli richiesti per i nidi comunali, e sulla norma che prevede un sostengo alle famiglie in condizioni di disagio socioeconomico per il pagamento delle rette in strutture a gestione privata. Perilli ha parlato anche della partecipazione delle famiglie, auspicando altre forme di coinvolgimento che vadano al di là “della condivisione del modus operandi della struttura“. La consigliera Gaia Pernarella (M5s) ha ravvisato nel testo “note positive per quanto riguarda la partecipazione della famiglia e la programmazione didattica“, ma ha espresso perplessità sul fatto di gravare i comuni di maggiori compiti in assenza di un supporto adeguato. Pernarella ha auspicato l’inserimento di processi che facilitino la presenza dei padri nella vita dei bambini e, rispetto ai bambini con bisogni educativi speciali, ha suggerito la previsione all’interno delle strutture di altri tipi di professionalità. Il consigliere Piero Petrassi (Centro Democratico), infine, ha definito il testo “importante perché mette al centro la crescita del bambino“. Ha tenuto a precisare, in particolare, che il tema del disagio socioeconomico delle famiglie “è ben definito“, in quanto si prevede che il contributo regionale venga dato per l’ingresso in strutture private in mancanza di posti disponibili nei nidi pubblici.

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