sabato 18 Maggio 2024,

Cronaca

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Governo: ipotesi di riattivazione degli impianti nucleari. La giunta Celentano prenda una posizione netta

scritto da Redazione
Governo: ipotesi di riattivazione degli impianti nucleari.  La giunta Celentano prenda una posizione netta

Le dichiarazioni del ministro Fratin di questi giorni narrano di “nucleare di quarta generazione verde, sicuro, sostenibile” e fanno il paio con quelle della premier Meloni, che ha parlato della “grande prospettiva” legata alla “possibilità di produrre in un futuro non così lontano energia pulita ed illimitata dal nucleare da fusione”. Ancora più allarmante la presentazione di due progetti di legge, il primo a fine febbraio dall’on. Lupi (Noi Moderati), seguito da quello presentato a marzo dal sen. Fazzone (FI). Entrambi mirano alla “adozione di una strategia nazionale di sviluppo delle tecnologia nucleari di nuova generazione…” intesa come “…un’opportunità nel contrasto dei cambiamenti climatici” e alla “riattivazione delle centrali nucleari esistenti sul territorio nazionale e la costruzione di nuovi impianti”.
Tali aperture verso il nucleare impongono un’attenta riflessione e una necessaria presa di posizione politica pubblica della maggioranza targata Celentano. La giunta pontina, infatti, si trova ad amministrare la città che ospita la prima centrale nucleare italiana, il cui decommissioning non è ancora completato e dunque passibile di riattivazione. Sul tema ho depositato una mozione realizzata in collaborazione con il prof Marco Bella, docente universitario di Chimica e già parlamentare M5S, che ringrazio; la mozione impegna Consiglio, Sindaco e Giunta, per rispettive competenze, ad esprimere una posizione di netta contrarietà all’eventuale apertura di impianti nucleari. L’invito è anche quello di mettere in atto tutte le azioni necessarie per favorire politiche rivolte alla transizione energetica, in particolare per eolico e fotovoltaico.
A mio avviso il nucleare è un tema complesso dal punto di vista scientifico, ma semplice da punto di vista politico. Innanzitutto c’è il tema della sicurezza: sebbene la percentuale di incidenti sia molto bassa, gli accadimenti non sono prevedibili né escludibili nel lungo periodo. Altro rischio è quello determinato dalle azioni dell’uomo, come dimostra la recente situazione della Centrale di Zaporizhzhia in Ucraina per la quale le parole di Rafael Grossi, direttore dell’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica), non lasciano spazio a interpretazioni, affermando che “gli attacchi alla centrale aumentano significativamente il rischio di un grave incidente nucleare”. Altro tema è quello delle scorie: il sito italiano che dovrà ospitare i 78mila mc di rifiuti radioattivi non è stato ancora individuato, rifiuti che perdono radioattività dopo centinaia di anni.
Il nucleare di IV generazione non esiste, così come è un ossimoro parlare di nucleare Green. Tale  tecnologia è ancora a uno stadio di sviluppo primordiale, nessuno progetto di SMR (Small nuclear reactors) è ancora stato avviato nel mondo né si ha traccia della costruzione di reattori di nuova generazione. L’unico progetto in fase avanzata (NuScale, negli Stati Uniti) è stato cancellato l’estate scorsa poiché antieconomico.
Per quanto riguarda Latina desidero ricordare che il sito non ha completato il decommissioning e mantiene intatte le sue peculiarità per le quali era stato ritenuto idoneo, quali la stretta vicinanza al mare come fonte  idrica per il sistema di raffreddamento, l’ubicazione in area pianeggiante e non a rischio sismico. Peculiarità che porrebbero il sito tra le prime scelte nel panorama nazionaleper un’eventuale riattivazione. Vogliamo spiegare ai cittadini che è stato presentato proprio da un senatore di FI della nostra provincia un progetto di legge che contempla la possibilità di riattivare la centrale nucleare di Borgo Sabotino? Vogliamo impegnarci con una seria azione politica affinché questo non avvenga piuttosto che continuare a parlare di
un nucleare pulito che non esiste? Vogliamo anche dire che i tempi di realizzazione degli impianti sono talmente lunghi da non ritenere il nucleare una risposta credibile all’emergenza climatica alla quale, viceversa, si può rispondere con l’energia da fonti rinnovabili scevre da rischi e di rapida attivazione?
Infine, giova rammentare che gli italiani si sono espressi ben due volte contro il nucleare, mediante altrettanti referendum, nel 2011 addirittura con il 95% dei voti contrari.

Maria Grazia Ciolfi
Capogruppo M5S Consiglio Comunale

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