sabato 18 Maggio 2024,

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Gazzettino del Lazio delle ore 17

scritto da Redazione
Gazzettino del Lazio delle ore 17

Il Sen. Raffaele Ranucci del Pd è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano”, condotta da Gianluca Fabi e Livia Ventimiglia su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano (www.unicusano.it).
In merito alle parole di Virginia Raggi sul cambio di management in Acea che hanno fatto crollare del 4,7% le azioni della municipalizzata. “Quando si parla di una società quotata in borsa bisogna fare molta attenzione –ha affermato Ranucci-. Acea è al  51% di proprietà del comune e al 49% di proprietà di vari azionisti. Dire che l’Acea deve cambiare managment è un’uscita impropria, in pochi giorni l’Acea ha perso 142 milioni di euro di quotazione, 71 di questi sono del Comune. Non si possono affrontare temi così delicati per fare campagna elettorale. Acea è una bene della città che va protetto perché una delle fonti certe di introito del Comune di Roma. Quando sento dire che gli utili devono essere reinvestiti nelle reti, il piano industriale di Acea prevede già 600 milioni di investimenti in questo. Il problema di questa città non è certo un’azienda che funziona, l’unica azienda dell’acqua che funziona nel nostro Paese”.
Sono stufo –ha aggiunto Ranucci- di sentire che le priorità del prossimo sindaco devono essere tappare le buche e tenere la città pulita. Queste dovrebbero essere cose normali. Roma è la capitale europea della ricerca, bisognerebbe puntare su questo, sul turismo, sull’economia di questa città e vedo che questi temi in campagna elettorale sono poco gettonati. Credo che Giachetti sia l’uomo giusto per rilanciare la città. Il governo Renzi ha approvato un odg che parla di ridimensionamento del numero delle regioni italiane e di trasformare Roma in uno stato regione. Oltre questo bisogna intervenire sui municipi, che non possono non avere un’autonomia. Il disegno istituzionale di Roma deve essere rifatto. Il sindaco diventerà il sindaco di tutti. C’è molto scetticismo nei confronti della politica. Facendo un’azione che guardi al futuro di questa società e ci si ponga dei traguardi per il bene per la città. Serve un bravo amministratore che non guarda in faccia gli interessi di qualcuno ma solo della città. Credo che Giachetti questo possa farlo”.


L’On. Cristina Bargero, deputata del Pd, è intervenuta ai microfoni della trasmissione “Legge o giustizia” condotta da Matteo Torrioli su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano (www.unicusano.it).
Bargero ha presentato una proposta di legge per il prolungamento della stagione venatoria. “Io amo molto gli animali –ha affermato Bargero-, sono per la protezione degli animali. Non sono una fan della caccia a tutti i costi. Però quello dei cinghiali sta diventando un problema molto grave per alcuni territori del nostro Paese, con incidenti stradali e gravi danni all’agricoltura provocati dai cinghiali che non fanno parte della fauna tipica del territorio, ma che sono stati immessi nel territorio. Dobbiamo dare delle risposte ai cittadini in questo senso. La mia legge prevede un aumento dei periodi in cui è consentita la caccia al cinghiale e agli ungulati”.


SGARBI A RADIO CUSANO CAMPUS: “BERTOLASO NON VINCERÀ LE ELEZIONI A ROMA SOLO PERCHÈ È STATO SPUTTANATO DAI MAGISTRATI PERCHÈ AVREBBE SCOPATO CON UNA MASSAGGIATRICE. SE ORA C’È L’ISIS IN LIBIA È COLPA DELLA BOCCASSINI, ANDREBBE ARRESTATA E UN MIO AMICO TEOLOGO E’ SICURO CHE ANDRÀ ALL’INFERNO”.
Vittorio Sgarbi è intervenuto su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano, nel corso del format ECG Regione, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio.
Vittorio Sgarbi partendo dalla situazione politica romana si è scagliato contro la Boccassini e contro la magistratura:  “Manca la ragione nel mondo,chi ha un solo partito come il PD fa delle primarie all’interno di sé stesso, che sono inutili, mentre quando c’è una coalizione con quattro partiti, come capita a destra, non si fanno le primarie. E’ pazzesco, andrebbero fatte le primarie. Berlusconi pugnalato? E’ stato pugnalato dalla Boccassini. Ha visto la sua attività politica azzoppata per questioni sessuali. Ci vorrebbe una sanzione di un presidente della repubblica vero. Chi ha fatto l’inchiesta sui rapporti sessuali di Berlusconi andrebbe arrestato. La Boccassini va arrestata“.
Secondo Vittorio Sgarbi andrebbe arrestato anche chi ha fatto l’inchiesta su Bertolaso e i massaggi: “Chi ha fatto l’inchiesta sull’eventuale rapporto di Bertolaso con la massaggiatrice andrebbe arrestato. Se noi abbiamo l’ISIS in Libia è colpa della Boccassini. Quando Berlusconi in Europa disse che bisognava stare dalla parte di Gheddafi lo guardavano sorridendo come se fosse un poveretto, per colpa delle questioni sessuali. La magistratura diffamatoria non paga mai le proprie colpe. Bertolaso non vincerà le elezioni non tanto per la dispersione dei voti nel centrodestra, ma solo perché è stato sputtanato perché avrebbe scopato una massaggiatrice. Ma che cazzo di tema è? Non è una materia che dovrebbe interessarci. Il caso Berlusconi, è finito con l’assoluzione, ma sul piano politico è stato costretto a dimettersi per colpa di un’inchiesta criminale. La Boccassini va arrestata. Berlusconi è caduto per colpa di una magistratura criminale che inventa reati dove non ci sono.  Il magistrato deve agire sui reati, non sui pettegolezzi. Una scopata di Berlusconi o di Bertolaso è un pettegolezzo. Meloni? Speriamo che partorisca settimina, così siamo a posto“.


L’On. Stefano Dambruoso, Questore alla Camera dei Deputati, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano”, condotta da Gianluca Fabi e Livia Ventimiglia su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano ( www.unicusano.it ).
Un esercito di 400 combattenti inviato da Daesh per seminare il terrore. È l’Associated Press che riporta la notizia citando fonti di sicurezza europee e irachene. Dopo aver accolto migliaia di foreign fighter l’Isis avrebbe addestrato e spedito in Europa uomini pronti a sferrare attacchi nel Continente. Ho delle perplessità sul fatto che siano stati addestrati miratamente per tornare in Europa a fare attentati –ha affermato Dambruoso-. Se ci fosse stato questo piano di addestramento per poi tornare in Europa io sarei molto preoccupato, ma non credo che ci troviamo di fronte a questo scenario. Credo che l’obiettivo principale di queste persone sia sostenere le guerre in loco con l’Isis e contro Assad. Quelli che tornano sono addestrati, perché hanno avuto la possibilità di maneggiare armi ed esplosivo, di fare pratica di guerra, che poi replicata nel nostro territorio diventa terribile, ma non credo che siano stati spediti in Europa dall’Isis”.
In Italia organizzare un viaggio per arrivare in luoghi di guerra è un reato, reato di organizzazione del viaggio per finalità terroristiche –ha spiegato Dambruoso. Questo è già uno strumento molto importante. Uno degli strumenti su cui si sta discutendo da tempo è il controllo da parte dei servizi segreti del Pnr, con cui si potrebbero controllare tutti gli acquirenti di biglietti verso aeroporti considerati a rischio. C’è però il problema della violazione della privacy. Diritto alla sicurezza e diritto alla riservatezza nella nostra società si trovano spesso a configgere”.
A introdotto questo elemento della super procura col decreto legge anti-terrorismo –ha aggiunto Dambruoso-, è auspicabile che le varie procure anti-terrorismo europee siano coordinabili con un unico ufficio che lavora su tutto il territorio europeo. La difficoltà di coordinarsi potrebbe essere superata almeno sul terreno del terrorismo perché ne abbiamo davvero bisogno”.
Differenze tra Al Qaeda e Isis? Al Qaeda era una vera e propria associazione criminale con capi e sottocapi riconoscibili –ha spiegato Dambruoso-. Non tutti potevano entrare a farne parte, quindi era possibile fare indagini con maggiore margine di successo. Con l’Isis invece ci troviamo di fronte a cittadini europei che sono loro stessi ad auto addestrarsi sul web per raggiungere luoghi di guerra dove aderire alla retorica terroristica. Non hanno una struttura organizzata vera e propria, agiscono singolarmente e seguire centinaia di persone non è per nulla facile”.
Poi, ancora su Ilda Boccassini: “Sicuramente andrà all’inferno. Un mio amico teologo mi ha assicurato che tanti morti dipendono da lei e per questo andrà all’inferno. Noi andremo in purgatorio pur di non vederla.


LA STORIA DEL CAPRETTO SGARBI ADOTTATO DA UN AVIATORE IN PENSIONE. “STAVA MORENDO, L’HO PORTATO A CASA MIA, GLI DO’ IL LATTE CON IL BIBERON. ORMAI È DI FAMIGLIA, MORIRÀ DI VECCHIAIA“, DICE IL SUO “PAPÀ” SU RADIO CUSANO CAMPUS- FOTO
A Viterbo, nel Lazio, c’è una nuova star. Un capretto di due settimane che è stato adottato dal signor Giovanni Rossi, un aviatore in pensione, che lo ha salvato da morte certa e che gli ha dato un nome che sicuramente non passerà inosservato: Sgarbi.
Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio conduttori di ECG Regione, su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano (www.unicusano.it), hanno contatto il signor Giovanni Rossi e gli hanno chiesto come è nata questa amicizia: “Sgarbi due settimane fa è stato partorito dalla madre, ma la sua mamma lo ha abbandonato. Non si capisce perché, la madre ha partorito due capretti. Uno lo ha accettato, l’altro, Sgarbi, lo cacciava via, lo prendeva per le orecchie e lo buttava via. Abbiamo provato anche ad attaccarglielo al seno ma niente, non ne voleva sapere. Ho trovato Sgarbi che non si reggeva neanche in piedi, mezzo morto, perché ho portato la potatura delle olive ad un amico che ha le capre. Stava morendo, piano piano con la siringa per le punture ho iniziato a dargli il latte, all’inizio ogni due ore, poi un po’ meno, ora lo prende con il biberon cinque volte al giorno. Perché l’ho chiamato Sgarbi? Beh, lui dice capre a tutti, ora che questo capretto lo tratto praticamente come un umano mi è venuto spontaneo chiamarlo così“.
Il capretto si è molto affezionato al signor Giovanni: Mi ha preso praticamente come un padre, è per me ormai è quasi come un figlio, gira sempre attorno a me. Di giorno lo porto a passeggio con me in campagna, di notte dorme nell’intercapedine di casa mia. Ormai dorme dalla sera alle nove alla mattina alle sei, un po’ come un umano. Le prime notti, invece, scendevo ogni due ore a dargli da mangiare. Sgarbi a casa mia l’hanno accolto benissimo. Anche il mio cane, Turbo, un trovatello di sette anni, ci ha già fatto amicizia“.
Sgarbi non rischia di finire male: “Assolutamente no, per carità, è di famiglia adesso, ormai mi sono troppo affezionato. Il mio capretto Sgarbi morirà di vecchiaia“.

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