domenica 03 Marzo 2024,

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Formia. Piano del traffico: le contraddizioni

scritto da Redazione
Formia. Piano del traffico: le contraddizioni

Il piano di mobilità cittadina è un atto fondamentale per la vita di un Comune. Il piano è necessario per la qualità della vita dei cittadini, per la protezione dell’ambiente, lo sviluppo economico, la sicurezza e per la sostenibilità economica del trasporto.
Si può senza dubbio asserire che il piano traffico è un progetto complesso che deve tenere conto di una molteplicità di fattori, anche antitetici, da integrare, per poter funzionare a dovere. Il piano traffico è composto da tre parti interconnesse: il Piano Urbano del Traffico (PUT), il Piano Sosta Urbana (PSU) e il Piano per il Trasporto Pubblico (PTP), insieme, questi piani impostano i dispositivi che impattano sulla vita cittadina.
Il Comune di Formia ha avviato, già da qualche tempo, le procedure per la realizzazione del PUT e del PSU, dando mandato alla società Tau di Torino per lo studio dell’ottimizzazione veicolare e per la gestione della sosta, in particolare nel centro cittadino. A tale studio ha fatto seguito la pubblicazione dei progetti della Tau e la discussione sul sito della società aperto ai cittadini, mentre la stessa giunta si è riproposta di studiare il PTP successivamente.
Nonostante il Meetup di Formia 5 Stelle condivida i principi esposti nel piano traffico, lo stesso Meetup ha già espresso in passato più di qualche perplessità sul metodo utilizzato, e l’analisi dei documenti effettuata in queste ultime settimane ha rafforzato dubbi ed evidenziato incoerenze.
Cominciamo proprio dall’illustre assente: il PTP.
Se è vero che è possibile redigere un piano separatamente dagli altri, è pur vero che, se la Giunta ha una linea già definita riguardo il trasporto pubblico, tale linea si deve intravedere anche dagli altri piani. Nel PUT e nel PSU predisposti dal Comune di Formia, invece, non si rilevano, in particolare, stazionamenti o nodi di interscambio per i veicoli del trasporto pubblico, se non lo stazionamento al porto, ovvero la situazione attuale. Si intuisce quindi che l’idea di trasporto pubblico della Giunta è quella già nota: stazionamento fuori dal centro in un ambiente non adatto, senza una vera interconnessione efficace tra COTRAL, ATP e stazione FS, con seri dubbi sulla realizzazione e sull’efficienza di un servizio-navetta per il centro cittadino.
La mancanza di progettualità per il trasporto pubblico non è un problema secondario, perché, se la Giunta vuole davvero limitare il centro cittadino al traffico veicolare, la stessa deve fornire l’opportunità a tutti i cittadini di andarci, al centro, non solo con il veicolo privato. Ci sarebbe, quindi, da un lato l’incentivo all’utilizzo del veicolo privato con evidenti ricadute sul traffico veicolare di tutte le zone adiacenti al centro cittadino con inevitabile impatto ambientale dovuto alle emissioni veicolari, d’altra parte vedremmo una probabile disaffezione degli stessi cittadini a muoversi verso il centro scegliendo, per le proprie spese, mete più comode, meno costose e meno stressanti, con un impatto negativo per tutte le attività commerciali site nelle zone limitrofe a via Vitruvio; inoltre, il mancato rafforzamento dei collegamenti pubblici verso il centro comporterebbe un aumento del traffico nelle zone periferiche, anche quelle a vocazione turistica, con altri effetti deleteri sull’economia cittadina.
Ricordiamo che il trasporto pubblico è, da sempre, il presidio per eccellenza per migliorare l’impatto ambientale del traffico, consentire una migliore circolazione e contenere i costi per muoversi delle famiglie, in particolare quelle con figli.
Ma il Piano Traffico lascia perplessi per altri punti.
Innanzitutto per quanto riguarda la mobilità debole, l’obiettivo dichiarato dalla giunta è aumentare le piste ciclabili, con interventi di restringimento delle corsie veicolari. Restiamo quindi perplessi sul fatto che il comune non abbia previsto ciclabili per la via Appia lato Napoli, con opportuni dispositivi di gestione del traffico.
Anche la volontà ferrea di demolire il ponte Tallini per sostituirlo con una passerella pedonale desta forti dubbi. Una eventuale ricostruzione, obbligata da motivazioni strutturali, poteva essere progettata con dimensioni simili a quelle attuali, utilizzandolo anche per le ciclabili, evitando l’intersezione del traffico ciclabile con quello veicolare e impattando positivamente sulla sicurezza stradale.
Per quest’ultima, infatti, il piano traffico ha delle contraddizioni abbastanza marcate. Se da un lato la Giunta ha previsto l’installazione di sistemi di controllo passivo della velocità (dossi), dall’altro nel piano vi sono elementi sconcertanti, come ad esempio la mancanza di indicazioni relative all’annoso problema della assenza di marciapiedi in via Olivetani, fatto grave, considerato anche il flusso di studenti che transita per quella strada, costretti a camminare sulle corsie veicolari.
Ora, se si vuole parlare di sicurezza, possiamo dire che il primo passo per limitare il rischio di incidenti è proprio separare, dove possibile, i flussi di traffico veicolare da quelli pedonali e ciclabili. Su questo aspetto il piano è carente e i dispositivi del traffico riportati indicano che il problema sicurezza in molti punti critici non è stato proprio considerato, come non lo sono stati gli impatti ambientali e la mobilità lavorativa nell’ambito del comune.
Il PTU, per la gestione del traffico veicolare, lascia a sua volta perplessi su alcuni punti. Non volendo entrare troppo nel dettaglio, ne segnaliamo uno su tutti, al centro: l’ipotesi di senso unico di Via Vitruvio. La scelta di rendere senso unico via Vitruvio ha per obiettivo dichiarato del PTU di scoraggiare il traffico veicolare privato in centro, ma istituire un senso unico contrapposto (una delle due opzioni) che ha come punto di incrocio il già appesantito snodo tra via Vitruvio, via Colombo e via Nerva comporterebbe una gestione ancora più critica dei flussi di traffico della zona con conseguenti riflessi negativi su via Rubino e sulla rotonda delle Poste.
Anche sul piano sosta non è possibile dare indicazioni definitive, a causa della mancanza del PTP. Infatti la questione più dibattuta, ovvero il costo della sosta e degli abbonamenti, dovrebbe essere valutata, più in generale, nel piano della mobilità, ovvero c’è da chiedersi se aumentare il costo dei parcheggi e degli abbonamenti è di fatto un modo per fare cassa da parte del comune oppure è un disincentivo all’uso del mezzo privato. Anche qui entrano in gioco i criteri di gestione del trasporto pubblico, elemento che, ripetiamo, tuttora manca pur essendo determinante per valutare un Piano di Mobilità Sostenibile e che i cittadini di Formia attendono per capire quanto la mobilità a Formia migliorerà o se, al contrario, diventerà un incubo.

A cura del Gruppo di Lavoro per la Mobilità Sostenibile del Meetup di Formia

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