venerdì 18 Giugno 2021,

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Fitopatia del kiwi, i rimborsi regionali alle aziende, le vanesie affermazioni dell’ex assessore Birindelli

scritto da Redazione
Fitopatia del kiwi, i rimborsi regionali alle aziende, le vanesie affermazioni dell’ex assessore Birindelli

L’ex assessore Birindelli dopo il nostro intervento si affanna a far sapere agli agricoltori del Lazio che lei è stata un’ottima sostenitrice dei loro interessi, soprattutto di tutte le imprese dedite alla coltivazione del kiwi, che come sappiamo da anni vivono momenti terribili per la fitopatia che ha colpito il prezioso frutto.
La risposta scritta la regala a una televisione della Provincia di Latina, da anni saldata a doppia mandata con il gruppo politico “polveriniano”.
Un mezzo di comunicazione che della deontologia professionale giornalistica ne fa una missione insostituibile, anche in occasione della diatriba con la Birindelli, quando non legge una sola riga del mio comunicato, ma monta un integrale servizio audio – video sull’intero intervento dell’ex assessore regionale.
Per quanto riguarda i contenuti della risposta dell’ex assessore all’agricoltura, mi preme rilevare la riconosciuta abilità del gioco delle tre carte della Birindelli, peccato però che questo sfruttato sistema non regge alla prova degli avvenimenti reali.
La Birindelli, infatti, non risponde a nessuno degli interrogativi posti, ma tenta soltanto di alzare una cortina fumogena per nascondere le sue responsabilità, gravi, sia in ambito politico sia in quello amministrativo.
Non risponde alla richiesta sul metodo seguito per la liquidazione delle aziende colpite dalla fitopatia del kiwi, rivendicazione avanzata dalla sottoscritta in Commissione agricoltura e in Consiglio regionale, senza ottenere alcuna risposta ufficiale.  Percorso verificabile negli atti della Regione Lazio.
Colgo l’occasione per rinnovare l’invito alla Birindelli di far conoscere agli agricoltori del Lazio il tragitto che le ha permesso di selezionare le 10 aziende agricole aventi diritto al risarcimento sulle 204 totali.
Per quanto riguarda la mia alzata di mano in Consiglio regionale nel momento dello stanziamento di 1 milione di euro a sostegno delle aziende agricole colpite dalla fitopatia, questo fu un atto dovuto e di sensibilità politica e amministrativa.
Non sapendo però che a dicembre 2012, sempre in Consiglio regionale, si venne a scoprire che la somma stabilita in Commissione agricoltura era stata ridotta d’imperio dalla Birindelli a sole 500 mila euro.
Con la promessa  formale dell’assessore di ripristinare la somma di 3 milioni di euro all’interno del  bilancio di giugno 2012.
A giugno 2012 il Consiglio regionale e soprattutto la maggioranza di centro destra si ritrovarono in bilancio 15 milioni di euro per la promozione e poco o niente per il problema del kiwi.
Tanto che chiesi direttamente alla Birindelli di conoscere i sottotoli di quella posta di bilancio, attendendo dall’assessore una risposta in merito. Che non arrivò.
Comica è poi la difesa delle sue dimissioni da assessore, ha scritto che erano venute a mancare le “condizioni per lavorare con serietà e impegno al servizio dell’agricoltura del Lazio”.
La verità di quelle dimissioni la conoscono tutti, anche i non addetti ai lavori: la Birindelli fu di fatto costretta a dimettersi sotto l’onda d’urto delle diverse inchieste giudiziarie a suo carico.
Tra le quali un concorso per una presunta tentata estorsione e corruzione a mezzo stampa; un tentativo di favorire delle aziende della Tuscia per l’edizione 2011 di Vinitaly, trascinando nella storiaccia anche il sindaco di Viterbo, indagato per tentata concussione e abuso d’ufficio in concorso con l’ex assessore regionale all’agricoltura.
E mentre tutto questo accadeva, la Polverini in difesa strenua del suo assessore preferito, perse la sua feconda memoria.
Memoria che non ritrovò neanche quando definì i Consiglieri regionali “massa di malfattori”, senza includere nella lista anche qualche suo diretto collaboratore.
Terminologia greve che mutua con una faccia di bronzo fuori dal comune anche la Birindelli quando definisce “taluni traffichini di palazzo continuano a mostrarsi maestri solo in chiacchiere, con le quali tentano di nascondere la propria incapacità e i propri demeriti”.
Senza vergogna!

On. Gina Cetrone

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