giovedì 20 Giugno 2024,

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Elezioni regionali. Lorenzin (PDL) verso l’incoronazione

scritto da Redazione
Elezioni regionali. Lorenzin (PDL) verso l’incoronazione

Potrebbe essere domani la giornata decisiva per scoprire chi sarà il nome schierato dal Pdl per contendere a Nicola Zingaretti la presidenza della Regione Lazio. In vantaggio resta la deputata azzurra Beatrice Lorenzin, che sebbene non sia in testa nei sondaggi commissionati dal partito, sarebbe la favorita di Silvio Berlusconi. E domani potrebbe arrivare per lei l’investitura ufficiale. Il Cavaliere ne apprezza la competenza, ma anche l’immagine, e dopo la prova tv di Ballarò di qualche giorno fa non è sembrato un caso vederla questo pomeriggio nel salotto di Barbara D’Urso su Canale 5. I sondaggi, a rigore, premierebbero Francesco Storace, ma la sua candidatura sembra tramontare di fronte allo stop del Pdl laziale, in particolare, sembrerebbe, dal Campidoglio. Il sindaco Gianni Alemanno, infatti, vorrebbe un candidato civico, come il giudice Simonetta Matone, che però avrebbe chiesto un ‘paracadute’ in Parlamento. Ma a Montecitorio e Palazzo Madama i futuri seggi vengono calcolati dal Pdl, con molto realismo, per difetto. Lorenzin invece, si riflette, potrebbe in caso di sconfitta cercare di ricostruire, dalla Regione, il partito laziale frantumato dal caso Fiorito.  Ed è di certo un colpo di scena che oggi proprio l’avvocato dell’ex capogruppo Pdl, Carlo Taormina, abbia formalizzato la propria candidatura a governatore del Lazio per ‘Lega Italia’. Primo provvedimento: addio ai fondi per i partiti. Il legale si aggiunge, a destra, ai candidati della Fiamma e di Casapound. L’ok a Lorenzin, in ogni caso, oltre a liberare un seggio in Parlamento (lo stesso ordine di motivi per cui l’idea Maurizio Gasparri è rimasta un’ipotesi), farebbe ottenere al Pdl anche in caso di sconfitta più posti in Regione rispetto a Storace.  Il leader de La Destra lo sa bene, e ieri su Twitter scriveva: “Avremo contro tutti, alleati e avversari“. Più indietro appare invece un tris di donne già date per papabili: le augelliane Sveva Belviso e Roberta Angelilli, e Renata Polverini che sta concentrando le energie per un posto alle Camere. Gianfranco Rotondi, intanto, preme per Mauro Cutrufo, ex vicesindaco di Roma: “I montiani – è il suo argomento – hanno fatto autogol candidando la laica Giulia Bongiorno, e dunque serve un cattolico a tutto tondo, che conosce più parroci del vescovo“. In ogni caso a pochissime settimane dal voto del 24-25 febbraio, il nome ancora manca, e il candidato del centrosinistra Nicola Zingaretti ha buon gioco a dire che “sente nell’aria la vittoria“. Domani presenterà la sua lista civica. Si sa già il capolista: Livia Azzariti, medico e volto Rai. Chi ne farà parte? “Persone comuni, semplici – risponde l’ex presidente della Provincia – professionisti che vogliono dare una mano. Sarà civica davvero“. Nel suo partito, il Pd, è intanto maretta per le critiche mosse da Goffredo Bettini, per lunghi anni eminenza grigia del centrosinistra romano e laziale, alla formazione delle liste per il Parlamento. “O mi organizzo o mi eclisso” diceva ieri. Oggi Bettini ha puntualizzato: “Ho voluto esprimere le mie opinioni perché si possa migliorare nel futuro“.

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