mercoledì 03 Marzo 2021,

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Caccia: Regione Lazio, si aprirà il 15 settembre e si concluderà il 30 gennaio

scritto da Redazione
Caccia: Regione Lazio, si aprirà il 15 settembre e si  concluderà il 30 gennaio

La stagione venatoria si aprirà il prossimo 15 settembre e si concluderà il 30 gennaio 2014. A stabilirlo è il nuovo calendario venatorio 2013/2014 approvato dalla Regione Lazio, in conformità con le disposizioni normative comunitarie e nazionali, che apre ad alcune novità in favore di una maggiore responsabilità di gestione del patrimonio faunistico e ambientale regionale. Particolare attenzione – informa una nota – è stata data ad alcune specie in declino classificate come Spec (Species of European Conservation), le quali hanno bisogno di particolare tutela. Per 12 specie (beccaccia, beccaccino, canapiglia, codone, frullino, marzaiola, mestolone, moriglione, pavoncella, quaglia, tortora, allodola), è stata introdotta una revisione dei carnieri giornalieri e stagionali, fissando per queste il limite massimo (non previsto per tutte). Per quanto riguarda la quaglia e la tortora, viene fissato il periodo di caccia dal 15 settembre al 31 ottobre, in considerazione dei flussi migratori di queste specie, come richiesto dall’Ispra. Viene confermato il divieto di munizionamento a pallini di piombo ricompreso anche all’interno delle zone umide, mentre è stata eliminata dalle specie cacciabili la Moretta, in adesione al parere dell’Ispra motivato dal rischio di confusione con altra specie (la moretta tabaccata, specie particolarmente protetta). Tra le novità introdotte dal calendario venatorio 2013/2014 è da sottolineare anche l’adozione, in via sperimentale, del tesserino a lettura ottica. I dati e le informazioni raccolti andranno a implementare il sistema informatico regionale dell’Osservatorio faunistico, strumento utile per migliorare la gestione della fauna e dell’ambiente e ottimizzare la programmazione delle future stagioni venatorie. Inoltre, la Regione sta attivando un percorso che porterà all’adozione di piani di azione/gestione per le specie più a rischio e per quelle problematiche e alla definizione del nuovo piano faunistico venatorio regionale quale strumento di indirizzo e di gestione della fauna selvatica e dell’ambiente. Nel dare le linee per la nuova stagione venatoria, l’obiettivo che ha guidato il lavoro di concertazione – conclude la nota – è stato quello di arrivare a un’adeguata sintesi dei pareri e delle richieste espressi dai rappresentanti del Comitato tecnico faunistico venatorio regionale, composto dalle associazioni venatorie e le associazioni ambientaliste, le organizzazioni professionali agricole e i rappresentanti delle province. E’ stato considerato anche il parere dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra)“.

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