Il presidente dell’Azienda Speciale di Terracina, Stefano Favali, fa chiarezza sulla recente nomina del dottor Giuncato e sul percorso di risanamento dell’ente partecipato dal Comune. Di seguito le sue parole, raccolte in un confronto diretto con Everardo Longarini.
La nomina del dottor Giuncato ha suscitato diverse domande tra cittadini e dipendenti. Per fare chiarezza, abbiamo chiesto al presidente Favali di spiegare nel dettaglio i contorni dell’incarico e le prospettive dell’azienda.
Presidente, qual è la durata dell’incarico del dottor Giuncato?
«La nomina è a termine, con un massimo di 12 mesi. In realtà credo che il tempo effettivo sarà molto inferiore, visti i numerosi incarichi e l’attività professionale del dottore. La durata è legata ad alcuni passaggi precisi: la sistemazione dei bilanci arretrati dell’azienda, la predisposizione del consuntivo 2025 e del previsionale 2026-2028, e infine la stipula del nuovo contratto di servizio con il Comune.»
Quali altre attività sono in corso in questa fase?
«Stiamo continuando il lavoro di aggiornamento dei regolamenti di funzionamento dell’azienda e la verifica delle criticità generali. C’è poi la fase, decisiva per il personale, della definizione del contratto dei dipendenti e della pubblicazione dei bandi per la loro stabilizzazione, con l’obiettivo di eliminare il ricorso al lavoro interinale. Su questi ultimi punti, però, voglio essere onesto: molti passaggi coinvolgono direttamente l’Ente, e per quanto noi si possa essere veloci, non dipende solo da noi quanto tempo ci vorrà.»
Che valore aggiunge la presenza del dottor Giuncato?
«È uno dei migliori esperti di aziende speciali come la nostra e lavora a ritmi sostenuti. Inoltre beneficia di tutto il lavoro che ho portato avanti in questi mesi, quindi ha già piena contezza dello stato dell’azienda, sul quale ha relazionato anche in occasione dell’ultima riunione. La condizione dell’azienda, seppur ancora complessa, sta lentamente migliorando. Ora però serve testare la volontà dell’Ente nei fatti, non solo nei proponimenti. Da ieri, comunque, l’azienda è in grado di funzionare anche senza la mia presenza diretta: è un segnale di solidità che mi fa piacere sottolineare.»
Nella foto a corredo dell’intervento del sindaco lei non era presente. Come mai?
«Semplicemente non amo farmi fotografare. Sono più per la sostanza che per la forma. Portare un professionista come Giuncato a Terracina è stato un colpo fortunato per l’azienda, e questo conta più di un’immagine.»
Il dottor Giuncato ha esperienza anche nell’Azienda Speciale di Aprilia, giusto?
«Sì, lì la sua esperienza, insieme a quella del collega Ottaviani, ha mostrato un livello professionale di assoluto rilievo. È quello a cui puntiamo anche qui a Terracina: bisogna abituarsi al meglio, non alla mediocrità, se davvero si vogliono cambiare le cose.»
Quali sono le priorità immediate e quelle future?
«La parte più impegnativa sarà garantire la crescita dei servizi per i cittadini, ma è un percorso che si costruisce un passo dopo l’altro. Sono ambizioso e punto a presentare un documento di indirizzo molto vicino ai reali bisogni della città. Prima, però, dobbiamo metter in sicurezza l’azienda e risolvere la situazione dei dipendenti: sono le basi su cui costruire tutto il resto. Man mano che produrremo i documenti, molte cose diventeranno più chiare, e saranno soprattutto a favore dell’azienda e di chi vi lavora.»
Un percorso, quello tracciato dal presidente Favali, che punta a coniugare rigore amministrativo e attenzione al personale, con l’obiettivo dichiarato di restituire stabilità e qualità dei servizi ai cittadini di Terracina.(everardo longarini)
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